Nonostante
la recente perdita del marito, in quel momento la donna desiderava il
prete bello. Il suo dolore svanì temporaneamente con il bisogno
sessuale che provava. La sua bocca glielo fece capire. Lo voleva ora!
Adesso! Era disponibile, era sua. Voleva dimenticare tutto in un
lungo attimo e lasciarsi andare, perdersi in uno slancio di passione.
Di folle passione. Fecero l’amore vestiti, lei scostando solo gli
slip che indossava. Lui che sopra di lei la baciava, le mordeva le
labbra mentre le diceva parole appassionate. Lei si sentiva
trasportare in un mondo magico, solo loro. Un mondo dove erano
felici, dove mai dovevano vivere momenti di lontananza. Fu un atto
breve ma intenso. Lei.. sentì il proprio orgasmo arrivare da lontano
ed esplodere. Urlò forte il suo piacere mentre lui, il prete bello,
le beveva i gemiti, le urla, il godimento dalla bocca. Venne anche
per lui l’attimo del piacere. Con lei ogni volta era una cosa
meravigliosa da provare. Urlò anche lui, un lungo urlo gutturale.
Dopo.. esausti e con il respiro rotto restarono avvinti in un lungo
abbraccio, lui ancora dentro di lei mentre perdeva lentamente la sua
erezione. Si sussurrarono ancora parole d’amore, d’amore eterno.
Poi lui la lasciò. Torno al suo alloggio nella canonica,
s’inginocchiò davanti all'immagine del Cristo e chiese perdono.
Pregò per l’anima del sindaco.
Il
rimorso è una condizione psicologica strana. L’assassino non ne
provava per nulla. Arrivò alla conclusione che provarlo, il rimorso,
non era strettamente necessario. Era un atteggiamento non razionale.
Quello che non voleva era diventare una preda, inseguita dai
cacciatori, braccata, costretta a nascondersi. Si addormentò subito,
sognò del sindaco che gli chiedeva il perché e lui glielo spiegava
calmo. Nel sogno il sindaco sembrò capire il motivo.
Chi
non dormì quella notte immediatamente successiva al delitto fu la
vedova. Troppa l’angoscia per la perdita e il timore per il futuro.
Non sentiva la mancanza fisica del marito per il quale portava
affetto ma nulla di più. Lo ammirava per il carattere e la probità
ma era scaduto in secondo piano da quando lei amava il prete bello.
Lui era l’uomo della sua vita, quello che sentiva davvero suo. Non
si colpevolizzava per averlo tradito. Erano cose alle quali non si
poteva porre rimedio. Succedevano e basta. Si addormentò di un sonno
inquieto quando ormai era l’alba.
Il
medico legale che esaminò brevemente il cadavere anticipò che il
danno prodotto dal proiettile lo definiva di tipo dum dum, di quelli
ad anima cava che si frammentano all'impatto. Proiettili non in
commercio in quanto vietati, quindi probabilmente manomessi
artigianalmente o acquistati sul mercato illegale. Il maresciallo
chiese se era possibile definirne il calibro. Forse solo il probabile
calibro, visto il danno causato e l’impossibilità d’ogni
rilevamento certo, commentò il perito. A prima impressione: 7,62
calibro Nato o 308 Winchester. Impossibile dire altro con precisione.
Il
maresciallo pensò che da quella distanza l’assassino doveva aver
usato un fucile di precisione, forse da tiro sportivo, forse con un
sostegno, bipede o a treppiede. Rifiutava l’idea che a sparare
fosse stato un sicario professionista. Non ne vedeva i motivi. Per
quanto il sindaco fosse inviso,
non lo era in maniera tale da provocare un omicidio su commissione,
ma tutto era possibile, anche se per lui sarebbe stato più probabile
un problema di corna o di soldi. Da subito il paese fu invaso da
giornalisti anche delle testate nazionali e dai veicoli delle
stazioni televisive. Il giovane magistrato si pavoneggiava con
molteplici interviste, cercava una visibilità, già farneticava di
un delitto politico o mafioso.
Già dal giorno successivo e per tutti quelli
seguenti la vedova presenziò alla messa mattutina, non ne mancò
una. Il prete bello il primo giorno fece un accorato sermone di
partecipazione. Alla fine della messa la vedova si confessava, se
riusciva lo faceva sempre per ultima. Prima lasciava passare tutta la
lunga fila di parrocchiane che il prete ascoltava svogliatamente,
l’aveva notata naturalmente e aspettava lei. In quei pochi minuti,
uno da una parte e l’altra dall'altra del confessionale, i due si
scambiavano pensieri e incandescenti parole d’amore. La donna gli
diceva di andare a trovarla a casa, che aveva il bisogno di sentire
il suo corpo nudo sul suo. Che lo desiderava. Che il suo bisogno era
ormai diventato una febbre. Che voleva sentirlo dentro di se. Lui la
pregò di aver pazienza. Le cose dovevano sedimentarsi e poi potevano
riprendere i loro incontri, che uno di questi giorni una visita a
casa avrebbe potuto farla senza causare troppi pettegolezzi. Sarebbe
venuto un pomeriggio, così in modo visibile, in una normale visita
pastorale. Sperando di poter stare soli! Anche lui aveva voglia,
moriva addirittura dal desiderio! Voleva il suo corpo nudo, sentire
premere il suo seno soffice sul suo petto. Voleva risentire il suo
profumo. Gustare il sapore magnifico della sua femminilità. Voleva
sapere di lei, portarsi via il suo profumo addosso, sul viso, sul
corpo. Una volta arrivarono a masturbarsi nel confessionale. La loro
era una vera e propria pazzia. Ma non importava dato che vivevano
nella loro particolare dimensione indifferenti a tutto, nel loro
mondo.
Il
sindaco defunto non era poi uno stinco di santo, quell'uomo integerrimo che si pensava. Molto discreto si, lo era, ma in realtà
aveva un’amante da anni e questa donna era sposata. La donna era
l’unica che sentiva dolorosamente la perdita. Si struggeva e
neanche poteva manifestarlo il suo dolore, lo doveva tenere dentro di
se. Fingere e fare le solite, noiose cose. Da subito dopo il delitto
prese ad odiare ancora di più il marito, lo odiava ora in maniera
spasmodica.
Il
maresciallo stava esaminando l’elaborato che elencava i possessori
di porto d’armi, elenco che specificava anche che tipo di armi
avessero a disposizione. Aveva provato inutilmente a far sentire le
proprie ragioni al magistrato inquirente, ma costui era sordo alle
sue parole, tutto era stato inutile. Decise allora di fare delle
indagini per proprio conto. Era a conoscenza delle voci che
circolavano nel paese, la moglie del sindaco sembrava troppo presa
dalla religione, o meglio dal suo rappresentante in terra, il bel
parroco. Poi, c’era anche la relazione segreta del defunto. Dato
che ambedue le interessate avevano un marito bisognava accertare
quanto i mariti sapessero. Era una cosa da verificare. Voleva sentire
anche tutti i possessori di fucili compatibili. La sua indagine
personale iniziò già dal giorno successivo. Allora.. c’erano in
paese e nelle immediate vicinanze dei fucili interessanti che nello
specifico erano compatibili: una carabina Remington 40xB tactical;
una carabina da tiro TIKKA T3 Tactical calibro 308 Winchester; una
carabina da tiro Savage 12 Tactical cal. 308 Winchester. La prima
visita era fuori paese: vero che il titolare del porto d’armi era
morto da quattro mesi, ma il maresciallo la fece lo stesso per
scrupolo. Il fucile interessato? Era chiuso nell'armadio blindato
delle armi, come da legge. C’era una vedova molto anziana relegata
in letto, costretta ad una vita quasi vegetativa che parlava a fatica
e non sempre lucidamente e quindi fu la figlia a rispondere alle sue
domande; costei parlava anche troppo, un vero fiume in piena di
parole.
L’assassino
non sapeva nulla del procedere delle indagini, presumeva di poterne
restare fuori. Da quanto leggeva sui giornali e vedeva alla
televisione sembrava che gli inquirenti avessero scelto una pista
prettamente politica.
Il
prete bello un pomeriggio, sul tardi, si recò dalla vedova, non
servirono parole. Appena dentro e avuto la conferma che erano soli la
frenesia lo prese. Frenesia che era comune ad ambedue, in un attimo
si ritrovarono nudi e ansanti. La prima volta la prese a terra,
violentemente. Mentre la copriva, la sua bocca non si staccava dai
capezzoli che seguitava a succhiare e mordere fortemente. Il suo
orgasmo venne presto, pochi colpi violenti e si svuotò dentro di lei
in preda ad un orgasmo fortissimo. Poi ansanti e ancora vogliosi
raggiunsero il letto e lui si mise fra le sue gambe baciando la sua
conchiglia. Presto ritornò ad essere in grado di prenderla ancora.
Questa volta durò di più, molto di più e furono molti i modi con i
quali la prese, per poi svuotarsi nuovamente mentre i suoi lombi
sbattevano forte contro le natiche piene di lei. Gli orgasmi della
donna furono davvero senza fine, lei si sentiva sciogliere nel suo
miele mentre lui la penetrava.

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