Moreau Le Jeune
Artist
“Qui
la moglie e là il marito
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.
Ognuno va dove gli par
Ognun corre a qualche invito,
chi a giocar chi a ballar”.
(C.Goldoni)
Parte
Prima. La Burla.
Tre
giovani patrizi veneziani siedono ad un tavolo dell'osteria “Al
Ponte delle Guglie”. Portano la bauta, la maschera bianca maschile
che nasconde completamente il viso e modifica anche la voce. E' d'uso
durante il Carnevale.
Tre
rampolli della Venezia nobile, Giacomo Casanova, ventenne, figlio
naturale di Michele Grimani che pur non avendolo riconosciuto come
tale, lo protegge e sostiene in tutto, gli altri due... Alvise
Vendramin, Loredano Mocenigo.
Guardano
una donna seduta ad un tavolo all'altro lato del locale. Il viso
coperto dalla moretta, la maschera nera femminile, il seno
abbondantemente esposto com'è di moda, sta in compagnia di due
uomini, nell'attimo che leva la maschera per bere, scopre il viso, si
rivela bella, seducente, due labbra dipinte e sensuali.
Casanova
si alza, è un giovane altissimo, prestante, elegante nel suo ricco
tabarro, maschera e tricorno. Si avvicina al tavolo dove siedono la
donna e i due uomini. Alza la punta del tricorno.
-Signora...
Signori...-
Si
rivolge agli uomini.
-Sono
un funzionario del Consiglio dei Dieci, venite un attimo al nostro
tavolo, la signora può restare qui...-
Li
conduce al suo tavolo.
-Abbiamo
una segnalazione, anonima, che vi riguarda, diteci i vostri nomi, da
dove venite e la professione...-
I
due uomini si mostrano intimoriti, il potere del Consiglio è
conosciuto e temuto.
-Io
sono Biagio Lorenzoni, lui... mio cognato Francesco Bonaiuti, siamo
orafi a Vicenza, siamo qui per il Carnevale...-
-Dimorate
qui? E la signora?-
-Si,
abbiamo qui delle stanze, lei è mia moglie... siamo sposati da
poco...-
-La
segnalazione riguarda proprio dell'oro, oro rubato qui in città e
rivenduto in terra ferma...-
-Ma
noi non centriamo! Siamo arrivati stamattina...-
-Un
nostro funzionario vi porterà all'Arsenale... all'Osteria, lì
dovrete attendere, verranno dei testimoni... e se non vi
riconosceranno come coloro che acquistano l'oro rubato alla chiusura
potrete tornare qui... l'alternativa è imprigionarvi e fare i
confronti in carcere...-
-No,
no... va bene... se è necessario...-
-Bene...
confidiamo tutti nel miglior risultato... non allarmate la signora,
fatela attendere in camera.-
Mentre
i due uomini informano la donna, Casanova parla con il Mocenigo...
-Portali
all'Osteria dell'Arsenale. Fai loro un po' di paura... se lasceranno
l'Osteria prima della chiusura verranno incarcerati. Che aspettino e
se nessuno li ferma potranno tornare qui... tu... lasciali lì e
torna, siamo con la donna al Du Spade... su dai...-
Mentre
escono, Casanova ferma la donna che si era alzata per raggiungere la
camera.
-Signora...
la prego, si fermi un attimo... vorrei chiederle una cosa, si
accomodi da noi...-
Parla
con l'oste, fa portare del vino e del cibo.
-Le
spiace? Non abbiamo mangiato. Gradiremmo che ci facesse compagnia
mentre parliamo...-
Riempie
il bicchiere della donna.
-Suo
marito mi ha detto che vi siete appena sposati... è così?-
-Si...
la settimana scorsa...-
-In
luna di miele, quindi... suo marito è molto fortunato ad avere una
moglie bella come lei...-
-Grazie...-
-Come
si chiama...?-
-Eleonora...-
-E'
davvero molto bella, Eleonora... un bellissimo viso, un bellissimo
personale, non ne convieni... Alvise?-
Il
compagno ne conviene, eccome! Le sta mangiando il seno con gli occhi.
Lei
si mostra compiaciuta dell'attenzione dei due uomini, giovani, belli
e galanti, pur essendo preoccupata per il marito e il fratello.
-Eleonora?
Suo marito è un orafo... giusto? Dove compra l'oro per i suoi
gioielli?-
-Non
lo so di preciso... ha i suoi fornitori...-
-C'è
qualcuno in terra ferma che compera l'oro rubato in città...-
-Non
Biagio!-
-Forse
no... vedremo se sarà riconosciuto dai ladri che sono già in
prigione...-
-No,
no... non è lui!-
-Eleonora?
E' una buona moglie? Quanto ama suo marito?-
-Moltissimo!-
-Naturalmente
è pronta a dimostrarlo il suo amore...-
-Certamente!-
-Potrebbe
dimostrarlo pienamente il suo amore anche se lui non ne saprà mai
nulla del suo sacrificio, se viene con noi... in una locanda qua
vicino, riavrà i suoi cari liberi e non avrete nessun fastidio per
tutto il vostro soggiorno a Venezia, in alternativa dovremo
continuare con le indagini... tenerli in prigione...-
-Cosa
volete...?-
-Godere
della tua bellezza... Eleonora, goderne pienamente come ne gode tuo
marito...-
-E
mio marito non ne saprà mai nulla?-
-No,
lui non ne saprà mai nulla...-
La
donna tituba, è in agitazione, il seno esposto si muove sotto
l'ansimare del respiro, li guarda, li riguarda...
-Voi
due...?-
-Anche
quello che è andato con tuo marito... ci raggiunge, in tre...
Eleonora...-
-Non
sono una prostituta!-
-Non
lo sei... sei una moglie eccezionale, molto attraente e nessuno saprà
mai nulla...-
-Io
con voi tre?-
-Si...
tu con noi... assieme...-
Ora
la donna freme, la cosa la eccita in una maniera che non pensava
fosse possibile, lei... con tre uomini? Eccitati, giovani, esuberanti
sessualmente... uhm!
-Va
bene... vengo con voi...-
La
scortano poco distante, pochi passi, dei scalini e sono in camera.
Viene
spogliata, accarezzata, baciata e nuda mostra il suo corpo seducente,
il grosso seno sostenuto, il monte di Venere ricoperto da una peluria
bionda, ha solo le leggere calze legate alle cosce, i giovani le
rubano i baci, passano le mani avide sulla sua pelle liscia e
candida, sul seno, fra le cosce, si spogliano, mostrando la loro
virilità, quella del Casanova la spaventa alquanto, ha un cazzo
enorme! La spingono sul letto, le allargano le gambe e iniziano a
possederla. Li raggiunge anche il terzo degli uomini e presto sono in
tre a prenderla sul letto. A turno sono dentro di lei, uno che la
possiede da sopra o da dietro, mentre gli altri due spingono il loro
cazzo nella sua bocca per farsi succhiare o glielo mettono in mano.
Lei... che inizia subito a godere, è una cosa che mai avrebbe potuto
prevedere, lei che fa sesso con tre uomini eccitati! Che si alternano
nel prenderla con forza, che le mangiano la bocca con i loro baci
frementi, che le mordono e succhiano il seno, segnandolo. Che
palpano, mordono e baciano il suo bel culo, le accarezzano il suo
fiore scuro, che le infiammano i sensi e alimentano a dismisura la
sua voglia di godimento.
Gli
uomini si alternano su di lei, sono instancabili, sono giovani, sono
gagliardi e lei ne gode immensamente, i suoi orgasmi sono continui, i
più forti quando a possederla è il Casanova con il suo cazzo
enorme.
Sono
passate ore, adesso... gli uomini sazi le fanno fretta, deve tornare
nella sua camera e attendere i suoi uomini che arriveranno presto.
L'accompagnano e la salutano con mille complimenti.
Suo
marito e il fratello al loro arrivo la trovano addormentata con una
espressione straordinariamente felice sul viso, si è sacrificata per
il bene del marito e ne ha anche ampiamente goduto.
Tutto
è finito per il meglio, per Eleonora, per i tre giovani Veneziani e
anche per il marito Biagio e il fratello Francesco, che... sia pur
ignari del “sacrificio” di Eleonora, sono contenti dello scampato
pericolo!
Parte
Seconda. Intermezzo.
Al
solito la riunione degli Inquisitori di Stato, i tre “babài”,
(da “babàu” termine infantile veneziano di spauracchio), inizia
a notte fatta, come sempre vengono esaminati e discussi gli affari
segreti e sempre qui vengono prese le necessarie e le più
spregiudicate decisioni.
Uno
veste la toga rossa, è l'Inquisitore designato dal Doge, (Il Rosso)
mentre per gli altri due la toga è nera (I Negri) e sono i delegati
del Consiglio dei Dieci, l'organo supremo che governa la città.
Al
momento è presente solo il patrizio Zennaro, l'Inquisitore in toga
rossa, esamina dei documenti, sono i rapporti degli informatori che
sono in servizio in città e che quotidianamente arrivano sul suo
tavolo.
Butta
sul tavolo il foglio che sta leggendo!
-Ma
è vera 'sta storia del Casanova? Incredibile! Ah... quel giovanotto,
figlio o non figlio del potente Grimani, prima o poi finisce ai
Piombi e ci resta! E' lui la pietra dello scandalo e gli altri lo
seguono nella sua condotta vergognosa e nelle sue nefandezze!-
Poi
prende un altro documento...
-E
rieccolo qui! Si veste da donna e lui con i suoi sventurati amici si
introducono nel Monastero di clausura di San Zaccaria e copulano per
ore con quella altrettanto sventurata e troia della monaca Zani,
figlia degenere di uomini illustri! Oh... povera Venezia! Questo
Carnevale interminabile, la città che impazzisce da ottobre a
Quaresima! Va bene pensare ai Saturnalia latini e ai culti
dionisiaci, al “Semel in anno licet insanire”, va bene anche la
concessione e l’illusione ai ceti più umili di diventare, per un
breve periodo dell’anno, simili ai potenti, concedendo loro di
poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul
volto, ma per sei mesi? Sono sei mesi di caos...-
-Eccellenza...-
Il
Funzionario dell'Ufficio degli Inquisitori cerca di interrompere lo
sfogo del patrizio.
-Il
Carnevale ci porta in città migliaia di foresti, le locande sono
piene, non possiamo rinunciarci...-
-E
il Casanova? Non può farla franca! Lo mandiamo per un po' confinato
sull'isola di Poveglia? Lì si calmerà i bollenti spiriti!-
-Eccellenza...
è successo ancora...-
-Un
altro corpo?-
-Si,
Eccellenza... trovato nel Rio dei Servi a Cannareggio...-
-Oh...
che Dio ci salvi! Il quinto in un mese! Voglio i particolari!-
-Non
è un veneziano, Eccellenza. Un foresto. il chirurgo che l'ha
esaminato sostiene che anche questo doveva essere nordico, forse
tedesco...-
-E...
anche lui... ?-
-Si,
Eccellenza, ucciso e evirato... gli hanno tagliato il pene...-
-Di
questo non deve uscire parola! Il corpo venga conservato segretamente
nella cripta dove ci sono gli altri.-
L'Inquisitore
si muove nervosamente nella sala.
-Eccellenza...
abbiamo da provvedere alla richiesta dell'Ambasciatore di Londra,
quei nobili, dei giovani Lords che arriveranno per il Carnevale...
qualcuno che si occupi di loro, durante il loro soggiorno...-
-Anche
questi dissoluti che vengono a Venezia! Anche i morti probabilmente
erano a Venezia per gozzovigliare con donne, con le puttane! O chissà
con chi! Gente degenere! A parte che oggi giorno anche le nostre
nobildonne si comportano da troie, si danno gratis per le calli!
Dobbiamo trovare qualcuno che conosce quel mondo, che possa far da
guida, da cavalier servente. Un grande puttaniere si vuole...
...Il
CASANOVA!
Si,
il Casanova! Che conosce le bische dove giocare, i bordelli, trovate
subito il Casanova e portatelo qui! Accetta e si mette al nostro
servizio o finisce a Poveglia!-
Il
Casanova già aveva conosciuto l'uso “della carota e del bastone”
da parte degli Inquisitori, appena due anni prima, nel 1743, era
stato rinchiuso nel forte di Sant'Andrea dal marzo al luglio più per
avvertimento e per cercare di modificarne il carattere che per
scontare una pena. Quindi accetta l'incarico, l'alternativa è essere
confinato nell'isola di Poveglia, posto che spaventa i veneziani
perché ci sono le fosse comuni dei 170.000 morti di peste nei secoli
precedenti a Venezia e dove si dice che si aggirano degli spettri!
Casanova
è pragmatico, ha studiato a Padova dall'età di nove anni fino alla
laurea in diritto, ha viaggiato, sa alcune lingue, ha prestato
servizio presso il Cardinale Acquaviva, Ambasciatore di Spagna a
Roma, da dove è stato cacciato per aver dato ospitalità nello
stesso palazzo cardinalizio a una giovane nobile minorenne, fuggita
di casa per amore suo e ha dovuto lasciare Roma inseguito dai parenti
della ragazza disonorata, quindi accetta giocoforza l'incarico, dovrà
anche riferire al Consiglio ogni cosa che possa essere d'interesse
per la Repubblica.
Terza
parte. I giovani Lords.
L'Ambasciatore
Robert Darcy, Conte di Holferness, conosce di fama il Casanova, lo
reputa il solito “giovane di grandi possibilità e dal pessimo
comportamento”, gran donnaiolo, un vero tombeur de femme, gran
giocatore con la fama di essere spregiudicato e forse… forse anche
un abile baro, ma chi ha messo in dubbio la sua onestà di giocatore
è stato chiamato a risponderne nelle fredde e nebbiose albe dei
giardini di Sant'Elena. Casanova è anche un valente e temuto
schermidore.
Quindi
è soddisfatto della possibilità di assegnare a lui i tre giovani
nobili inglesi, altro esempio di gioventù scapestrata, già hanno
dato scandalo a Londra con il loro comportamento provocatorio e oltre
al limite della decenza.
Il
giovane Lord Charles Ronson, sua moglie Elizabeth e il fratello di
lei, Lord Arcibald Simmons. Se dovesse succedere qualcosa può
scaricare ogni responsabilità sul giovane veneziano. Ha trovato loro
un palazzo sul Canal Grande, servitù e tutto quello che può servire
al loro soggiorno, non li vuole in Ambasciata, ha sentito delle loro
pratiche scandalose e le considera fuori luogo.
Intanto
il Casanova inizia a far girare la cosa nel suo interesse, le case da
gioco, le grandi maison di sartoria, persino i bordelli di lusso,
dovranno corrispondergli una percentuale su quello che spenderanno da
loro gli inglesi. Meschinità? Oh... no! L'anima pratica dei
veneziani! Mettere tutto a proprio vantaggio!
Al
loro arrivo regala loro delle preziose tabacchiere, da un po' di
tempo è in uso il tabacco da fiuto, costosissimo al momento. I tre
giovani ne diventano entusiasti utilizzatori.
Poi…
li accompagna all'acquisto di costose maschere maschili e femminili
per tutti e tre, dei vestiti sfarzosi, la giovane Elizabeth che vuole
vestirsi da uomo, i due uomini da donna.
Il
Casanova intuisce la loro voglia di eccessi, ne condivide l'intento è
organizza per loro delle notti roventi.
I
due uomini appaiono uniti da un legame particolare, evidentemente
femminilizzati, di certo bisessuali, evidente anche il connubio
sessuale fra loro tre, i due uomini e Elizabeth. Questa... mostra un
desiderio portato all'eccesso. Vuole provare tutto, uomini, donne e
ogni cosa Casanova possa proporle, ma non solo, si invaghisce di lui,
lo vuole nel suo letto mentre il marito e il fratello ne dividono un
altro. E' affascinata dal suo cazzo sempre duro, enorme e ne gode
l'instancabilità.
Una
notte, Casanova organizza un bordello particolare, Charles e
Arcibald vestiti da donne e Beth, fanno le prostitute, lui, Casanova
il protettore e magnaccia che procura loro i clienti, marinai
ubriachi, gondolieri, scaricatori del mercato della frutta, la gente
più umile di Venezia, la più volgare che prendono sessualmente i
tre giovani, i due uomini nel loro culo, Beth in ogni suo buco.
Eppure
la loro voglia di godimento è insaziabile, in un'altra occasione ora
è Beth vestita da uomo e come tale si comporta nelle visite ai
bordelli di Venezia, gli uomini, Charles e Arcibald tiepidi, lei
scatenata nel farsi tutte le puttane del locale.
E
al ritorno il volerne ancora, a richiedere il cazzo di Casanova, gli
capita qualche volta che debba soddisfare tutti e tre, ma questo di
certo non lo urta, si presta. E' nella sua natura.
Poi
il gioco... la visita alle bische e il comportamento sconsiderato, le
grosse perdite che Casanova cerca comunque di limitare, lui che fa da
calmiere e li controlla.
E
infine... oltre alle continue orge, i combattimenti fra animali, fra
i cani e di cani contro cinghiali o altri animali, è la nuova
passione dei ricchi veneziani che lì scommettono vere fortune. I
combattimenti sono proibiti e avvengono clandestinamente in posti via
via diversi, in qualche isola della laguna o lungo la costa.
I
tre giovani inglesi li vivono spasmodicamente, scommettono cifre
folli, si eccitano così tanto che poi il sesso è d'obbligo e lo
cercano usando compagni occasionali.
Beth
è la più scatenata, insaziabile, fa sesso di continuo e con tutti,
ha perso ogni controllo, i due uomini la seguono precipitando tutti
in questa pazzia.
Ma
gli inglesi se ne andranno presto.
Questo
non dispiace a Casanova, è già previsto il loro imbarco per
raggiungere Gerusalemme per la Pasqua e lui vede la loro partenza
come una liberazione, ne ha tratto profitto di certo, ma vuole
tornare alla sua vita.
Quarta
parte. Il breve epilogo.
In
una delle ultime notti prima della loro partenza, il loro gruppo sta
rientrando, vociano ad alta voce, parte del conversare è in inglese,
lingua che Casanova capisce ma non parla bene, la maggior parte
invece avviene in francese che è la lingua comune della nobiltà
europea.
Casanova
si scusa e si ferma per orinare contro un muro, dopo il lungo
liberarsi della vescica si accorge di un'ombra che gli si avventa
contro.
Un
uomo coperto da tabarro e mascherato che alza su di lui un lungo
coltello! Alza il bordo del proprio mantello e questo fa si che il
pugnale finisca lì la sua corsa, imbrigliato nel pesante tessuto.
-Maledeti...
foresti! Gavè ridoto Venegia a nà putana de strada! Vè copo
tuti... ve tajo el cazo!-
Sente
l'uomo dire altre frasi senza senso, ma sono le sue ultime
farneticazioni, ora è lui a prendere l'arma e rivolgerla verso
l'assalitore.
Casanova
gli affonda la sua stessa arma nel petto. Poi gli scopre il viso, per
lui è uno sconosciuto, lo lascia morente al suolo e se ne va,
raggiunge velocemente gli inglesi.
Nella
riunione notturna degli Inquisitori di Stato sono presenti tutti e
tre e ascoltano il rapporto del Funzionario Capo.
-L'altro
ieri alle prime luci del giorno è stato ritrovato un corpo in una
calle di Rialto, un morto con un pugnale piantato nel petto, ucciso
nella notte. Risulta essere un certo Brughetto o Brugheria... che
faceva il sagrestano e campanaro presso la Chiesa di San Simeon
Piccolo, dove il parroco gli aveva concesso di poter occupare un
piccolo locale fuori della chiesa... -
Si
ferma... richiama la loro attenzione.
-Ebbene
Eccellenze...! Abbiamo mandato dei nostri agenti a controllare in
questo loculo dove abitava... e abbiamo trovato dei peni ormai quasi
mummificati, quelli degli uomini uccisi ed evirati! Abbiamo trovato
l'assassino! L'incubo è finito! -
Un
mormorio di soddisfazione accoglie l'annuncio!
-Che
dio renda merito a chi ha ucciso questo pazzo! Chi sa chi è
stato...-
-Probabilmente
lo ha aggredito e questi si è difeso!-
-Possiamo
chiudere questa cosa... fate sotterrare i corpi degli uccisi, una
preghiera da un frate e una fossa senza indicazioni!-
Che
ingiustizia verso il Casanova!
Per
una volta che fa un grande servizio alla Repubblica? Ah... quanto è
vero che non esiste il riconoscimento del merito!
Appena
poco tempo dopo sarà rinchiuso ai Piombi per oltre un anno...

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