Ricordo
quella giornata di pioggia e tu... la ricordi?
Oh...
si!
Non
puoi dimenticare quel giorno.
L'acquazzone
che ci sorprese in spiaggia.
Il
temporale estivo che venne dal mare senza preavviso alcuno.
Eravamo
senza possibilità di riparo e ridendo... ci abbracciammo sotto il
diluvio.
Presto
fummo zuppi, mentre le nostre bocche si scambiavano baci di fuoco.
Soli...
Soli...
fuori dal mondo, soli nell'immensità, soli come i primi assoluti
abitatori del mondo!
Che
c'importava dei tuoi sedici anni?
Eravamo
una donna e un uomo!
Senza
pregiudizi, senza limiti.
La
tua maglietta diventata trasparente!
I
tuoi capezzoli puntuti in evidenza.
La
mia mano che li accarezzava e che passava poi sotto il tessuto. Il
tuo seno che batteva impazzito sotto le mie dita.
Presto...
mentre ti tenevo contro di me e continuavo a godere della tua
bocca... raggiunsi con la mano il tuo inguine.
Accarezzavo
le tue labbra gonfie... mi chiedevo allora come adesso come possano
essere così meravigliose.
E
come era meraviglioso passarci le dita su quel solco deciso,
premere... premere dal pube per tutto lo spacco.
Premere
per vincere la tenue resistenza e sentire il tuo calore, il tuo
umido...
Ricordo
che portai le dita alla bocca, staccandola un attimo dalla tua, per
sentire il tuo sapore, la fragranza esclusiva della tua conchiglia e mi ubriacai di te!
Di
te!
Dio...
vero era che non mi era mai importato della verginità in una donna!
Non avevo mai perso tempo per ottenerla. Mi era indifferente!
Ma
la tua?
La
tua la volevo, come volevo te.
Sentivo
che diventavi morbida, che ti scioglievi sotto le mie dita e te la
chiesi.
Poi
la corsa pazza verso quella casa sul mare.
Ricordi
la stanza con le pareti intonacate di bianco?
Il
letto sul quale ti misi?
Tu...
stesa, le braccia sopra la testa e io fra le tue gambe che ti
adoravo.
E
le mie mani...?
Mai
sazie di te, mai ferme... che volevano conoscere ogni piccolo
particolare del tuo corpo, mani che frugavano curiose e ingorde i
tuoi tesori!
La
mia bocca sul tuo seno, la lingua che giocava con i tuoi capezzoli
inturgiditi.
I
morsi leggeri che ti facevano fremere.
E
i tuoi gemiti...
E
la nostra urgenza...
Di
averci... di possederci.
Ricordi
il tuo inarcarti? Mentre ti tenevo per i fianchi?
E
la mia spinta...
Il
mio entrare in te...
Il
tuo sospiro forte...
Si...
ho desiderato la tua verginità! Come mai è successo.
E'
vero.
Come
mai è successo.
-Sarà
per sempre...?
Mi
chiedesti...
-Per
sempre, bambina mia... per sempre.
Risposi...
T.

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