“Voi
deboli…? E’ da un pezzo che ho capito che il vero sesso forte
siete voi donne…”
(Tibet da Corto Maltese.)
L’incontro era programmato
per le 21, il luogo… il bar di un albergo in centro.
Lui… seduto al banco
scrutava le donne che entravano, non conosceva la sua interlocutrice,
l’aveva solo sentita al telefono, aveva giudicato la sua voce degna
di essere utilizzata in una chat erotica a pagamento.
Calda, suadente e sicura,
una donna determinata.
Indossava uno dei suoi
completi che usava per queste cose, un tre bottoni blu scuro di
shantung crudo, camicia bianca aperta e beveva acqua minerale.
Aspettava una donna vestita
di verde. Il verde è un colore impegnativo, pensava distratto, devi
avere la carnagione adatta per valorizzarlo, una pelle eburnea,
candida, non abbronzata e men che meno scura, il verde non è per
tutte.
Si era distratto e quasi non
si accorse di lei fino a quando non gli fu a breve distanza, ecco…
il vestito verde, stretto, corto. E dentro il vestito… la Donna!
Questa poteva essere benissimo quella idealizzata da tutti gli
uomini. Capelli neri come la notte. Pelle d’avorio. Bocca che
prometteva perdizione. Nessun gioiello e lui pensò convinto che
addosso a lei erano inutili, superflui.
Si alzò prontamente e le si
fece incontro, un breve saluto e ci fu una stretta di mano. Una
stretta ferma quella di lei. Poi… l’accompagnò ad un tavolo al
bordo della sala. Lei lo guardava incuriosita. Lui anche e la vide un
po’ sostenuta, sulle sue, la giudicò un po’ snob.
-Mi
aspettavo un uomo più giovane…
-Ma
sono giovane! Ho solo vissuto male, le mie rughe… le vedi al lato
degli occhi? Sono rughe di vita…
-Ah
ah… di questo sono sicura, mi hanno parlato di te, hai una buona
reputazione e non ti poni limiti… dicono. Un gigolò... molto
disponibile...
-Mi definisco più correttamente un accompagnatore, parlo quattro lingue, so scegliere il vino adatto per ogni piatto... conosco le navi da crociera, i grandi alberghi... e so ballare magnificamente il tango...
-Mi definisco più correttamente un accompagnatore, parlo quattro lingue, so scegliere il vino adatto per ogni piatto... conosco le navi da crociera, i grandi alberghi... e so ballare magnificamente il tango...
-Oh…
un tanguero, quindi! E… il sesso? Ho sentito che accompagni anche
ricchi uomini. Il tuo numero me lo ha dato uno di loro.
-Il
denaro è importante nella vita. Io ne ho bisogno, ho dei gusti molto
costosi. Cerchi sesso… bella signora? Credo che quello ordinario
potevi trovarlo pagando molto meno di quanto ti chiederò io…
-Cerco
un uomo che sia disposto a cose straordinarie… inusuali, che non si
inalberi se gli vengono chieste cose particolari…
-Non
siamo in molti a farlo, ma ognuno ha il proprio tema da svolgere, io
analizzo le differenti concezioni morali che ho in me, ho un etica
comunque e devo uscirne senza sporcarmi troppo e rifiuto ogni senso
di responsabilità… poi ho bisogno di soldi… quindi…
-Non
è poco…
-Hai
ragione, non è poco… ma il tuo… di concetto, di tema… quale è?
-Non
sono brava a svolgere temi, al massimo ho scritto dei pensieri,
parliamo chiaro… magari mi viene voglia di farti cose strane, mi
vengono sul momento… non so quali prima… non sei il primo al
quale l’ho chiesto…
-Nessun
coraggioso o scriteriato… che abbia accettato?
-No…
-Uhm…
accetto a una condizione. Il valore della mia prestazione lo deciderò
dopo… sempre se sarò ancora vivo, sempre se tu… bella mantide…
mi risparmierai…
-Che
strano uomo! Sei così fatalista… non hai nessun timore? Dovresti…
-In
verità… l’ho, ma il destino mi deve qualcosa. Tu sai che secondo
la credenza tibetana c’è un albero immenso con milioni e milioni
di foglie e su ciascuna di esse c’è scritto il destino di un dato
essere umano? E quando una foglia cade… quell’essere muore. Io ho
visto la mia, c’è una donna dai capelli neri e dalla pelle
candida, proprio come te, ma non ho visto segni di morte, ho visto
stranamente… una nuova vita, ma quale? La mia? Oppure…? Sono
curioso…
Lei
si alza e lui fa altrettanto, gli si avvicina e in un movimento
sensuale il suo bacino strofina leggermente quello di lui, le sue
dita gli accarezzano brevemente il labbro inferiore…
-Andiamo…
-Qui
in Hotel?
-No.
Casa. La mia.
Casa
singolare, lui cerca la presenza di segni di un uomo ma non ne vede.
-Questa
è la mia camera da letto, ti piace?
-Si.
Mi piace lo specchio…
-Ah…
lo specchio! Lo specchio è uno dei motivi per i quali ti ho portato
qui… siediti su quella poltroncina, guardami mentre mi spoglio,
adoro essere guardata, sai? Ammirata… diciamo che sono anche
leggermente… vanitosa.
Gli
si avvicina e si fa aprire la lampo sulla schiena, torna al centro
della stanza, abbassa le spalline e fa scendere il vestito sotto il
seno, non indossa reggiseno e i due globi candidi scattano verso
l’alto… tette belle, morbide… guarnite deliziosamente da due
areole chiare e da due capezzoli consistenti. Sculetta per far
scendere definitivamente il vestito sotto il bacino e quando questo è
a terra lo allontana calciandolo. Ora veste un minuscolo perizoma e
le sue scarpe dal tacco infinito.
-Alzati…
tu resti vestito per il momento…
Gli
si avvicina e lui sente la sua mano abbassargli la zip del pantalone
e frugare, liberare il suo membro, maneggiarlo curiosa.
-Aveva
ragione il mio amico che ti ha usato… sei bello largo… hai un bel
cazzo… Vieni…
Lo
trascina tenendolo per il membro verso la parete della stanza, quella
difronte a quella con il grande specchio. Si appoggia con la schiena.
-Mettiti
in ginocchio, prendimi una gamba e mettitela sulla spalla, dai… e
ora baciami, leccami, sposta solo il perizoma… non levarmelo…
spostalo solo…
-Così…!
Adoro guardarmi mentre godo, sai? Lo specchio moltiplica il mio
piacere… e io… sono calda. Senti come mi sciolgo sotto la tua
lingua? Senti come sono bagnata? Fammi godere… adesso… adesso!
Lui
la tiene forte con le mani sulle natiche, tanto violentemente che
lascerà i segni, passa non solo la lingua e le labbra su quella figa
gonfia, ma tutto il viso! Trova il clitoride, bello, grosso, lo sente
sensibile, lo stringe alla base con le dita e passa la lingua come
spennellandolo, sente il riscontro alla sua carezza… lei si inarca
e mugola… lascia partire un lungo… lunghissimo…
-Oddiooo…
-Scopami
adesso! Sbattimi al muro… alzami… dai e prendimi, prendimi forte
da animale… tu vestito e io nuda. Dai…
Si
alza e la prende, l’appoggia con la schiena al muro e la tiene con
le sue braccia sotto le gambe, la sua verga strofina il suo solco
cercando d’entrare… Ecco! Ora spinge il suo membro dentro di lei,
in un colpo solo! Ecco l’attimo che lei aspettava… sentirsi
violata, presa, penetrata, posseduta. Sentirsi riempita da una grossa
asta di carne pulsante! E lui inizia a penetrarla con forza.
Movimenti violenti e lei si sente piena, si sente strofinare le
pareti della vagina e le sue gambe, sotto l’azione di lui,
ondeggiano… cerca inutilmente di allacciarle alla vita dell’uomo.
Lui… grugnisce ora sotto sforzo. I colpi sono continui e violenti e
la alza facendo strisciare con la schiena lungo la parete. Ora…
leva la verga… completamente e poi gliela rimette dentro di colpo
nuovamente e lei si sente… galleggiare in preda ad un altro orgasmo
e nuovamente parte il suo…
-Oddiooo…
Poi…
-Ancora…
non smettere… continua…
E
ancora…
-Oddiooo…
-Portami
sul letto… senza farlo uscire… scopami lì… mettiti le mie
gambe sulle spalle… scopami… scopami…
Non
smette di penetrarla con forza, lo leva completamente per rimetterlo
dentro con un colpo poderoso, muove il bacino, spinge per raggiungere
ogni angolo della vagina. Ottiene il suo quarto…
-Oddiooo…
-Girami…
dai girami. Prendimi da dietro… voglio guardarmi mentre mi scopi
come uno stallone… tienimi per i fianchi e mettimelo dentro a fondo
e pesami sulla schiena…
Lui
lo fa. E lei si guarda, vede ora una donna con i capelli sul viso e
sulle spalle, lei nuda e lui ancora vestito… e mentre viene presa,
sbattuta, pompata… si sente vangare da quel cazzo poderoso! E il
rumore dei colpi? La fanno impazzire! Quel rumore ritmico, forte dei
lombi di lui che colpiscono la carne morbida dei suoi glutei le fanno
perdere la testa! Sente l’orgasmo che arriva e…
-Oddiooo…
Lui
non le dà tregua, ora la tiene per il seno, le sue mani stringono le
tette morbide, strizza violento i capezzoli che tiene fra le dita.
Continua a martellarla sbattendo contro le sue natiche, le morde
ferocemente la nuca, il medesimo gesto che compie il leone mentre
monta la sua femmina. Si controlla… non vuole godere, vuole
portarla all’esasperazione.
-Non
mi basta… non mi basta! Mettimelo… nel culo… dai! Voglio
sentire che mi violenti, che mi spacchi… voglio sentirmi presa con
la forza, usata da te… fallo!
Lo
leva e lo punta. Lei è bagnata anche fra le natiche… tanto, è
zuppa! La riprende per i fianchi e spinge, sente… quel cedere che
gli piace sentire, il suo muscolo anale cedere, aprirsi alla spinta
violenta, ed entra, due colpi ed è dentro tutto! Ora il suo ventre
preme contro le natiche e inizia di nuovo a prenderla! Fuori e
dentro… diventa ora un uomo primitivo, un aborigeno.
Ora
è coinvolto anche lui… il suo culo lo stringe come una mano
inguantata di seta! Spinge mentre anche lei lo fa spingendo il suo
bacino incontro a lui. Ora è un rapporto feroce, si stanno sbranando
dalla voglia! Infine i loro ansiti diventano mugolii, gemiti e urla…
si... lui urla come un leone nella savana!
-Oddiooo…
-Uhuuuu…
Poi…
lui si abbandona sulla sua schiena, le pesa addosso con tutto il suo
peso e lei cede sul letto, sfinita, sfinita… si, ma non sazia…
-Leccami…
leccami il culo…
Sudato,
ancora vestito incolla la bocca al fiore fra le natiche, lecca,
succhia… tiene quanto succhia in bocca…
-Baciami…
Lui
incolla la sua bocca a quella di lei e lei divide con lui quello che
aveva ricevuto nel culo…
-Spogliati
ora… nudo… stenditi…
Ora
è steso sul letto, lei si inginocchia fra le sue gambe, prende in
mano il suo pene…
-Adoro
leccarlo ora… succhiarlo, prenderlo in bocca! Ora che ha perso
parte della sua forza, della sua durezza… e come sa di sborra e di
culo! Questo sapore mi fa impazzire…
La
sua bocca prende a introdurselo, tutto… poi bacia il glande, lecca
sotto, gli mangia i coglioni duri… poi si alza un attimo… gli
porge una mano, gliela mette vicino alla bocca…
-Leccami
le dita… coprile della tua saliva… fallo perché ora ti
sodomizzo… ti inculo, ora ti masturbo la prostata, te lo faccio
ridiventare duro come il marmo…
Usa
due dita per penetrarlo nell’ano, lo penetra fino al palmo e
comincia a strofinare… forte… lo sta pompando! E ottiene quanto
desidera, il cazzo si indurisce nella sua bocca, lo sente diventare
tanto largo da farle male alle labbra. La sua voglia è diventata
impellente… dirompente, il bisogno di godere la sta straziando!
Vuole godere e a modo suo.
Lo
lascia, si alza…
-Vieni
con me…
Lo
conduce nel suo bagno, anche lì un grande specchio sulla parete.
-Stenditi
sul pavimento… sai cosa voglio farti? Ti voglio pisciare sul cazzo!
Ti voglio bagnare… e guardarmi! Guardarmi e sentire il mio
scroscio. Vederlo bagnare il tuo corpo… e poi mi impalo sul tuo
cazzo bagnato e mi scopo…
E’
sopra di lui, una gamba da un lato e l’altra dall’altra. Spinge
il bacino in avanti, si apre la vagina con le dita e lascia andare,
guarda lo zampillo che cade sull’uomo, sul suo cazzo, sul suo
ventre, sul suo petto, sulla sua faccia! Si svuota…
-Leccami
ora! Bevimi! Asciugami… bevi il mio piscio… dai dai!
Si
piega sulle gambe e spinge la figa contro la sua bocca e la strofina
forte, lui la tiene per le morbide natiche e la tira ulteriormente!
Lei scarmigliata, che con le mani gli tiene la testa! Poi fa
strisciare il suo ventre lungo il suo petto e si appoggia, il cazzo
ora lo sente sul suo solco, lo sente sul clitoride sensibilissimo e
inizia a strofinarsi. Adora quel rumore di bagnato. Si alza e si
impala, sente che le arriva nello stomaco. Si muove fino a godere di
nuovo…
-Oddiooo…
Crolla
sul suo petto, ansima… questo ultimo orgasmo è stato dirompente!
Pisciargli sul corpo! Farlo bere e guardarsi allo specchio? L’ha
scombinata del tutto! Si riprende, ne vuole ancora. Lo riporta nella
sua camera, lo fa sedere sul letto, si porta alla sua cassettiera,
apre… fruga, torna verso di lui con una bracciata di sciarpe di
seta, colorate… tante, tante sciarpe!
-Legami…
legami! Polsi e caviglie! Legami stretta…
La
lega, gambe aperte e le braccia unite portate sopra la testa, ora è
aperta, il suo corpo vibra dal desiderio! Lui ormai è coinvolto
profondamente, non si trattiene più, vuole godere pienamente questa
donna che gli fa perdere la testa!
Lei
lo implora ora…
-Mordimi,
segnami… su tutto il corpo… fammelo dai! Straziami! Fammi
sanguinare e poi bevi il mio sangue…
La
morde profondamente, inizia dalle cosce, splendide! Bianche e lisce
come marmo! Le lascia i segni dei suoi denti! Poi… scorre su tutto
il suo corpo, bacia, lecca, succhia e morde! Fino a trovarle la
bocca. La bocca che ora tortura con baci crudeli. Morde quelle labbra
di corallo, succhia quella lingua sensuale.
Lei
si divincola in preda al desiderio, i nodi delle sciarpe ora incidono
profondamente i suoi polsi e le sue caviglie.
Adora
essere così in balia dell’uomo, di quest’uomo! La carica di
ancora più libidine, lui le morde ferocemente il seno e lei urla…
di dolore e piacere, senza staccare la bocca lui passa un braccio
sotto la sua vita, l’alza e il suo corpo diventa un arco, la mano
dell’uomo raggiunge la sua figa, è bagnata come più non potrebbe
essere, due dita unite la penetrano e iniziano a strofinare nel punto
dove lei è più sensibile, grattano forte… e il movimento è
rapido e violento e la mano sbatte violentemente contro il suo
clitoride, il suo pube! Parte nuovamente per godere di un nuovo forte
orgasmo…
-Oddiooo…
Lui
continua senza rallentare, senza darle tregua.
La
penetra mettendosi fra le sue gambe, in ginocchio, con le sue cosce
appoggiate alle proprie e la solleva forte, senza attenzione mentre
la seta le segna i polsi e le caviglie. La prende e la possiede come
se fosse l’ultima cosa della sua vita! Selvaggiamente! I suoi colpi
sono feroci, la penetra facendole male. E lei di tutto questo gode!
Poi...
ansanti...
-Slegami.
Voglio l'ultima cosa.
-Cosa?
-Dimmi
che mi ami...
-No...
no.
-Dimmelo...
chiedimi quello che vuoi ma dimmelo.
-No.
-Ti
pago quello che vuoi, dimmelo.
-Ma
non è vero... cazzo!
-Che
importa? Tu dimmelo...
-Ti
amo...
-Dimmelo
con più calore... come fosse vero. Fammi sentire amata.
-Ti
amo... ti amo...
-Dimmi...
potresti davvero amarmi? Come l'unica donna della tua vita?
-Non
lo so... non so amare... non ricordi che sono una puttana?
-Non
vuoi provarci? Con me...? Voglio un uomo speciale, che non abbia mai
amato prima... voglio te.
-Non
lo so...
-Provaci...
provaci...




1 commento:
Senza parole.
Bellissimo.
Stupendo.
Spettacolare.
Hai la capacità di accendere l'immaginazione.
Bravo T.
Veramente bravo.
E.
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