Prologo:
Il sabato pomeriggio solitamente lo dedichiamo al
sesso, facciamo qualcosa di sfizioso a pranzo, beviamo una buona
bottiglia di vino e poi ci portiamo in camera da letto. Sul grande
schermo del televisore ai piedi del letto facciamo andare un film
hard che lui prende a noleggio. Nudi, appoggiati allo schienale,
aspettiamo che l’eccitazione diventi tale e tanta da trascurare lo
schermo per dedicarci ai nostri rispettivi corpi.
Quel sabato sullo schermo scorrevano le immagini
di un uomo con due ragazze, le due stavano dandosi piacere leccandosi
a turno la micina, il mio lui stava disteso appoggiato allo
schienale, e io accovacciata gli stavo tenendo il pene alla base con
la mano sinistra mentre lo prendevo in bocca, con l’altra mano mi
stuzzicavo il clitoride inturgidito.
“Però… mi piacerebbe vederti con un'altra
donna… mentre la lecchi o ti lecca…”.
Stacco la bocca….
“Ma è la più classica delle fantasie erotiche
maschili, ti facevo un po’ meno convenzionale…”.
Quando vado a prenderla alla stazione quasi non la
riconosco, la ricordavo una ragazzina, ora è una splendida
diciannovenne più alta di me.
“Ciao cugina”, mi saluta.
“Ciao cuginetta”, contraccambio.
Andiamo alla macchina, lei comincia e continua a
parlare, parla di tutto, del viaggio, della città da dove viene, non
smette un attimo.
Io la guardo, ogni tanto riesco ad inserire una
parola, è bella… accidenti, già da piccola prometteva bene, ma
ora… è super.
Mi distraggo, non le concedo che parte della mia
attenzione mentre torniamo verso casa, penso a come i miei mi hanno
imposto di alloggiarla durante i corsi universitari.
Non ho avuto neanche la scusante di una casa
piccola, viviamo in una schiera con quattro camere da letto, tre un
po’ piccole per la verità e con due bagni.
Mia madre mi ha ricordato, bontà sua, di quanto
mi ha aiutato sua sorella, sia nell'acquisto di questa casa, sia in precedenza.
A malincuore ho accettato, mio marito, il solito
pacioso, non ha mosso obiezioni, per lui va tutto bene.
Ma si, tutto si sistemerà.
Arriviamo a casa, le mostro la sua camera e il
bagno, le piace tutto, inizia la nostra convivenza.
Passano i giorni, tutto va per il meglio, certo si
deve cambiare qualche abitudine, ma presto tutto trova una nuova
dimensione.
Poi… un tardo pomeriggio sono in camera mia e
sto dandomi lo smalto sulle unghie dei piedi, quando:
“Cugina, ci sei?”.
“Sono qui…”.
Lei entra, ormai si è instaurata una certa
intimità, è un po’ invadente ma sempre carina.
Quando vede cosa sto facendo:
“Oh… posso farlo io?”.
Le cedo la boccetta di smalto volentieri, non è
uno dei lavori che prediligo maggiormente.
Ho il piede interessato appoggiato su di una
poltroncina, lei si accovaccia e comincia, è molto meticolosa e sta
facendo un lavoro migliore del mio.
Indosso solo i calzoncini del pigiama estivo, è
una giornata molto calda, lei è completamente vestita.
“Cugina?”.
“Si?”.
“Ho caldo… posso spogliarmi anch'io?”.
Che posso dire?
“Si, cuginetta”.
Si rialza e velocemente si toglie la minigonna e
la maglietta, non porta il reggiseno e resta con un minuscolo slip.
Accidenti, se è bella…! Il seno piccolo e ben
formato spinge due capezzoli all'insù, dalla vita stretta si
allargano i fianchi straordinariamente formosi, due gambe perfette
completano il tutto.
Riprende il suo lavoro, lo so, non dovrei, ma sono
un po’ eccitata, la sua parziale nudità non mi è indifferente.
Mi accorgo che sta sbirciando attraverso la
sgambatura dei calzoncini.
Sta terminando il suo lavoro e mi sta soffiando
sulle dita del piede per asciugare prima lo smalto.
“Cugina?”.
“Si?”.
“Ti sei depilata?”.
“Vuoi dire sull'inguine?”.
“Si”.
“Si, completamente, così posso indossare di
tutto…”.
“Posso vedere…? Vorrei farlo anch'io…”.
Che cosa devo dire e fare? Sento che la situazione
si sta riscaldando.
Vorrei e non vorrei…!
Come posso rifiutare?
Lo smalto è asciutto, rimetto il piede a terra e
mi abbasso i calzoncini mostrandole l’inguine. Inizialmente tengo
le cosce accostate poi le allargo e le mostro il mio lavoro.
“Che bello! Lo vorrei anch'io così. Stai
veramente bene, sei molto bella cugina!”.
“Vuoi che lo faccia così anche a te?”.
Ma cosa sto dicendo…?
Non posso essere io quella che parla.
“Si, grazie cugina…”.
E’ entusiasta, è già in piedi e si toglie gli
slippini.
Prendo un asciugamano grande e lo distendo sul
letto, lei ci si adagia subito con le gambe aperte con i piedi sul
pavimento.
In bagno prendo forbici, rasoio e crema da barba.
La esamino, ha un folto pelo castano, che copre
parte del ventre e il suo monte di venere, lo tocco per sentire la
consistenza e lo trovo soffice. Sbaglio o la piccola ha uno scatto
involontario?
“Allarga bene le gambe, piccola…”.
Lei ubbidisce e mi mostra la sua intimità, un
perfetto taglio fra il gonfiore delle grandi labbra, una peluria
leggera anche ai bordi.
“Piccola, alza le gambe …”.
Lei obbedisce, mi mostra tutta se stessa…. Si,
effettivamente la peluria continua sul tratto perineo e qualche pelo
c’è anche intorno alla rosellina bruna del suo culetto.
Le faccio riprendere la posizione iniziale,
sfoltisco con la forbice e do mano al sapone, massaggio lungamente
prima la zona inguinale e passo il rasoio. Poi lo passo fra le gambe
e infine nella zona anale, qui le faccio nuovamente alzare le gambe
per raggiungere meglio il tratto.
Mentre lavoro:
“Cugina?”.
“Si, piccola…”.
“Posso farti una domanda… un po’ intima…?”.
“Spara…”.
“Quando hai perso la verginità?”.
Eccoci… ora siamo fregate…!
“Avevo sedici anni…”.
“Chi era?”.
“Un compagno di classe, pensavamo tutte che
fosse un esperto in queste cose, invece si rivelò una delusione…”.
“E cioè… che successe?”.
“Una cosa rapidissima… entrò e venne nello
stesso momento… sentii solo un po’ di dolore e poi passai due
settimane in ansia fino a che non mi vennero le mie cose…”.
“Cugina…?”.
“Si…”.
“Io sono ancora vergine…”.
“Non è possibile… vuoi dire che non hai
mai…?”.
“Mai fino a quel punto… ho sempre pensato ad
una persona speciale per la mia verginità. Ho avuto diverse
esperienze, ma non ho mai voluto darmi… completamente”.
Intanto ho finito e le sto passando la mano fra le
gambe e fra le natiche per verificare che non sia rimasto qualche
residuo di pelo, lascio la mano sopra la sua fessura….
“Non ti credo…”.
“Prova allora…!”.
Mi bagno con la saliva abbondantemente il medio e
con delicatezza mi faccio strada nella sua intimità, le accarezzo il
piccolo clitoride coperto dal suo cappuccio e cerco di farmi strada
dentro di lei, trovando ostacolo nel suo imene intatto, è veramente
vergine. Lei geme e sobbalza….
“Piccola…?”.
“Si…”.
“Sei bellissima…”.
M’inginocchio fra le sue gambe e con le mani
apro il suo sesso, passo e ripasso la lingua sulla sua micia, è
bagnata, prendo a lavorarle il piccolo clitoride, è deliziosa, il
suo afrore senza paragoni.
Lei smania, scuote la testa, con le dita tocco la
sua apertura ancora occlusa, ho la tentazione di forzarla ma poi le
lavoro la rosellina anale, qui si che la penetro, le inserisco il
dito fino in fondo, infine si inarca… geme e ansima lungamente…
continuo per qualche minuto e poi mi distendo al suo fianco….
Le sto accarezzando le due belle tettine, gliele
bacio lungamente poi passo al collo mordendole il lobo dell’orecchio.
Gira il viso verso di me e mi offre le labbra, ci
baciamo lungamente giocando con le nostre lingue….
“E’ stato bellissimo, mai provato qualcosa di
simile…”.
“Mi piaci, cuginetta, molto…”.
Porto la mano fra le sue cosce, e prendo ad
accarezzarla ora delicatamente ora più profondamente, in breve la
porto nuovamente all'orgasmo….
“Cugina…?”.
“Si…”.
“Fammi vedere la tua…”.
Mi stendo, allargo le gambe e con le dita della
sinistra mi apro la fessura, con la destra mi tocco il clitoride
inturgidito che si mostra dal suo alloggiamento, tiro il cappuccio
che lo ricopre all'indietro fino a mostrarlo completamente….
Lei ha la testa fra le mie gambe, ora mi bacia,
stringe fra le labbra il clitoride ed è brava, ci sa fare… mi
porta all'orgasmo una volta e poi ancora, prima con un dito poi
con due mi penetra, mi lavora, poi prende di mira il buco fra le
natiche, mi accarezza e inserisce parte del dito, sono distesa e mi
sto accarezzando le mammelle, lei continua con passione e io passo da
orgasmo ad orgasmo.
Si leva e si distende al mio fianco, mi bacia e mi
fa assaporare il mio afrore, mi perdo nella sua bocca….
“Piccola…?”.
“Si…”.
“Sei stata brava… molto…”,
“Sono molto predisposta…”.
Ridiamo assieme della sua risposta, mi accorgo che
soffre il solletico, la tormento fino a rotolare insieme sul
pavimento.
Facciamo ordine, il suo pelo è finito dappertutto
e passiamo in bagno, sotto la doccia ricominciamo a toccarci e in
breve siamo avvinghiate…
Ora è sera.
“Cugina?”.
“Si…”.
“Sapevo che mia madre e la tua avrebbero fatto
in modo da farmi ospitare da te. E… la mia verginità la voglio
dare a te, sei tu la mia persona speciale, alla quale voglio donarmi,
puoi farne quello che vuoi…”.
Mi fa piacere sentire questa dichiarazione e la
bacio lungamente….
“Grazie, piccola…”.
Il pomeriggio seguente sono distesa sul letto, a
pancia sotto. Lei mi accarezza la schiena e il sedere, passa la mano
nel solco fra le natiche e prende a stuzzicarmi il buchetto. Abbiamo
appena finito di far l’amore, l’abbiamo fatto a lungo, per tutto
il pomeriggio. Ho lasciato l’ufficio a fine mattinata con il
pretesto di un mal di testa e sono corsa a casa.
“Cugina…?”.
“Si, piccola…”.
“Lo hai preso… qui?”, e tocca il mio
buchetto.
“No, a volte l’ho desiderato e lui non ha
insistito, a volte lui voleva e io no, così non è mai successo…”.
“Com'è quello del cuginone…, è grosso?”.
“Si, abbastanza e anche lungo…”.
“Gli hai mai fatto le… corna?”.
“Ma no, …ma dammi tempo… siamo sposati da
appena un anno…”.
Ridiamo assieme della mia spiritosaggine.
“Lo ami?”.
“Certo!”.
“E me…?”.
“Amo anche te, piccola…”.
La prendo, la costringo sulla schiena e inizio a
baciarla, in breve siamo avvinte e ci perdiamo in un amplesso che ci
lascia alla fine stremate.
A notte inoltrata, a letto, il mio lui è sdraiato
nudo sul letto, mi accingo a raggiungerlo, la serata è calda,
teniamo le finestre aperte.
“Ti è poi passato il mal di testa?”.
“Il mal di testa?”.
“Ma si, ti ho cercato in ufficio, la tua
segretaria ha detto che eri andata a casa per il mal di testa…”.
“Ah… quel mal di testa… si… si, tutto a
posto…”.
Mi stendo accanto a lui e appoggio la testa sul
suo ventre, con la mano lo afferro e inizio a baciarlo.
“Me la stai raccontando giusta…?”.
“Veramente no, sono rientrata e sono stata
impegnata tutto il pomeriggio con la cuginetta, stiamo facendo… le
prove della nostra esibizione, una cosa che ti voglio regalare per il
tuo compleanno, e non è finita… ci sarà anche un’altra
sorpresa…”.
Il suo cazzo si rizza istantaneamente, è duro
come un pezzo di legno, lo monto e comincio a lavorarlo.
Sono ancora eccitata dal pomeriggio e arrivo
presto all'orgasmo, ora avrei voglia di prenderlo anche nel
buchino, ma lui non si propone, io cerco di farglielo capire, ma
niente. Viene con un lungo gemito e mi riempie la vagina di sperma,
tanta da rifluire fuori e scorrermi fra le cosce.
Poi, toeletta e buona notte.
L’indomani, in ufficio è giornata fiacca, ho un
appuntamento nel pomeriggio ma riesco a spostarlo nella mattinata
seguente. Così a mezzogiorno stacco e corro a casa.
La cuginetta mi fa il broncio. Dice che mi ha
sentito la notte precedente gemere e urlare mentre facevo l’amore
con lui ed è gelosa. La blandisco con dei baci e in breve mi sto
abbeverando di lei e ci avvinghiamo in un abbraccio selvaggio.
Poi saziata parzialmente la mia voglia, ancora
ansimanti ci stendiamo una accanto all'altra.
“Piccola…?”
“Si…”.
“Mi hai promesso la tua verginità…”.
“Si, puoi farne quello che vuoi, ma fallo
presto…”:
“Voglio prenderti… ma no, non te lo dico come,
è una sorpresa… e ho pensato che… si… voglio che tu provi
l’esperienza con un uomo… dopo…”.
“Chi sarà… il cuginone…?”.
“Si… gli ho detto di noi due…”.
“Per me va bene, …basta che sia presto…”.
“Alla fine del mese è il suo compleanno, ho
pensato ad un’esibizione di noi due come antipasto… e poi… te…
il piatto forte… ma prima… ti voglio io….
“O. K. ma ora basta parlare…”.
Più tardi ci stendiamo nuovamente una accanto
all'altra in attesa di riprendere fiato.
“Piccola…?”.
“Si…”.
“Raccontami di chi ti ha insegnato a baciare
così bene e poi anche del… resto, si… delle tue esperienze…”.
“Ci faceva lezione… una ragazza più grande…
a noi piccole, poi con alcune compagne… abbiamo approfondito, una
di loro mi ha insegnato anche a godere di un uomo senza farsi
penetrare…”.
“Veramente? E come si fa?”.
“Non lo sai? Ora ti faccio vedere…”.
Lascia il letto e corre in cucina, la sento aprire
il frigo e torna con una grossa carota, corre in bagno, la lava bene…
l’asciuga e poi torna.
“Facciamo che questo sia il suo cazzo, va bene?
Ora tu sei in piedi o sul letto in ginocchio, così come sto in
questo momento, va bene? Ora lo prendi con una mano o anche con due e
lo passi fortemente e velocemente sul clitoride… così come faccio
io… va bene? Se sei eccitata come si deve, riesci a venire
abbastanza presto… io ho provato con vari ragazzi, ha sempre
funzionato, poi loro li accontentavo con un pompino…”.
“Fammi provare…”.
Faccio esattamente come mi ha mostrato, la carota
è solo tiepida ma se fosse un bel cazzo caldo effettivamente….
“Si, funziona… e raccontami… ingoi il loro
sperma…?”.
“Li faccio venire in faccia o sul seno… ma se
uno mi piacesse veramente… non mi dispiacerebbe…”.
“Accidenti, che splendida puttanella sei…”.
“Sai… so anche come preparare il… buchino a
prenderlo…”.
“Sei incredibile… dimmi…”.
“La mia amica ha fatto così… ha cominciato
ad inserirsi… che ne so… una carota… in un preservativo e con
uno spaghetto per tirarla fuori nel caso… e la ha tenuta dentro un
po’… poi una carota più grossa… poi un cetriolo… alla fine
quando l’ha preso veramente… ha detto di non aver sentito male…”.
“Ma quanto l’ha tenuto dentro…?”.
“Qualche ora per ogni pezzo… forse anche un
giorno…”.
“Mi sembra un sistema… un po’… bucolico…”.
“Buco… bucolico… buona questa…!”.
La mattina successiva mi assento dall'ufficio,
sto veramente trascurando il lavoro e mi reco vicino alla stazione,
dove so che c’è un Sexy Shop.
Entro e prendo a guardarmi intorno, poca gente…
tutti uomini ma non me ne frega niente, una commessa si accorge di
me e si avvicina.
“Posso aiutarla…?”.
“Si… grazie… altrimenti non saprei dove
cercare…”.
Naturalmente è graziosa… e vestita in maniera
sexy e appariscente, in sintonia con l’ambiente….
Notiamo ambedue che gli uomini si sono avvicinati,
e tendono le orecchie come volpi sulla pista di un coniglio….
Ci appartiamo….
“Vorrei… una cintura di quelle da indossare,
con le cinghie… e un… fallo… davanti…”.
“Ho capito… aspetti un minuto…”.
Torna con una bracciata di scatole, prende a
aprirle e a illustrarmi i prodotti, è generosa di informazioni e a
volte le indossa e mima come utilizzarle.
E’ carina e simpatica….
“Io le consiglio… quest’articolo, sa… l’ho
provato anch'io… è eccezionale…”.
Sono un bollore… pensare a lei bardata di
cintura con fallo….
“Guardi… è tutto fatto veramente bene, è
anallergico… viene dall'oriente ma è roba di classe e in più…
è regolabile molto facilmente… così… e il fallo è
intercambiabile con altri di varia misura, molto semplicemente.
Questi sono i falli che si possono utilizzare…”.
Mi mostra una serie, dal più piccolo… ad uno
enorme… equino quasi….
Mi dice che sfregando contro il clitoride dà
piacere anche a chi porta la cintura….
Le chiedo consiglio, lei me li propone: allora uno
non molto grosso… da poterlo usare anche analmente, si, va bene,
poi direi questo… un po’ più grosso e lungo, si, va bene… e
poi giusto per ridere… questo enorme… nero come il carbone, …si,
va bene.
Inoltre mi mostra uno utilizzabile da entrambi le
amiche, lungo con ai due capi un glande, mi indica anche come
usarlo….
M’impacchetta il tutto, pago con la carta, ma le
lascio una buona mancia, lei mi accompagna alla porta….
“Arrivederci, io sono Marika, se ha bisogno…
di qualsiasi cosa, io sono a Sua disposizione… il telefono è sulla
ricevuta…”.
Sta cercando di rimorchiarmi… o batte?
Le sorrido e la bacio sulla guancia….
“Perché no…? E quanto vuoi per una…
dimostrazione?”.
“Da te nulla, solo un regalino… se credi…”.
Poi ritorno in ufficio, non vedo l’ora di
tornare a casa…!
All'ingresso nascondo la scatola, corro da lei…
mi sta aspettando in camera sua, prima un preliminare… fra di noi e
poi le dico di aspettarmi… che ho una sorpresa….
Indosso la cintura, regolo i vari tiranti e poi…
che fallo monto? Il piccolo per sverginarla…?
Si… dopo, ora facciamo un po’ di scena e mi
metto il più grosso, quello equino….
“Cuginetta…?”.
“Si…?”
“Chiudi gli occhi …”.
Entro nella sua stanza e ….
“Aprili…”.
Rimane sbigottita, poi scende del letto e mi
raggiunge e comincia a toccare il grosso cazzo, è di lattice…
liscio e morbido al tatto, s’inginocchia davanti e lo bacia….
“Cugina… è magnifico…!”.
Poi si stende sul letto… e apre le gambe….
“Ma no…tesoro, è troppo grosso… per la
prima volta…”.
Le mostro la serie che correda la cintura.
“Questo è troppo sottile…”.
Le spiego che è da utilizzarsi per il…
didietro.
“Questo…?”.
Il medio, lo prende… lo valuta, si… questo va
bene….
Levo dalla cintura quello asinino e metto questo.
La distendo sul letto e prendo a baciarla, passo
poi fra le sue gambe, con la saliva la bagno, ma non serve, è già
bagnata di suo….
“Cuginetta… sei pronta…?”.
“Si… dai… mettimelo dentro… rompimi…”.
Con la testa del fallo le strofino il clitoride
che mostra la punta dal suo cappuccio, cerco la sua fessura con le
dita e mi posiziono, spingo e entro quel tanto fino a incontrare il
suo imene, un attimo di esitazione e poi… spingo con forza, lei
emette un breve grido di dolore, ma ormai è fatta… spingo fino in
fondo e mi fermo, lascio che prenda coscienza e piacere, lei mi
incita….
“Si, va bene… dai… ora… scopami…”.
“Si, bambina…”.
La cintura mi strofina il clitoride inturgidito,
prendo a montarla con forza, mi metto le sue gambe sulle spalle,
continuo, poi cambio ancora posizione… e… continuo, lei geme dal
piacere a anch'io, finiamo con lei inginocchiata sul letto… testa
appoggiata e io che la monto con forza…!
Sento che parte, l’orgasmo la prende, violento,
urla il suo piacere, io la seguo in un orgasmo muto….
Riposo, sdraiate sul letto fianco a fianco, poi la
esamino fra le cosce, i suoi umori sono colorati… dal sangue della
sua deflorazione, mi stendo fra le sue gambe e la lecco, sento il
sapore del suo sangue….
“Ahia… mi brucia un po’…”.
Continuo….
Lei vuole provare la cintura… e cambiamo i
ruoli, mi monta… poi utilizziamo quello per due, a gambe
divaricate… una contro l’altra, lo inseriamo… e prendiamo a
spingere fino ad averlo dentro fino in fondo….
Quando la notte il mio lui mi richiede una
ulteriore partecipazione… sono quasi dell’idea di rifiutarmi da
tanto sono esausta, ma si… alla fine sono in grado di fargli quello
che mi chiede….
Nei pomeriggi che passano fino al compleanno,
abbiamo modo di provare ripetutamente i nostri giocattoli, il più
piccolo o meglio il meno grande ci apre al mondo della penetrazione
anale , senza una grandissima impressione per la verità, la
cuginetta è ossessionata da quello enorme e me lo continua a
proporre, alla fine cedo alle sue insistenze, indossa la cintura… e
comincia a spingerlo, sono bagnata… ma è troppo grosso, ma lei me
lo spinge nella pancia, poi lentamente cresce il piacere e alla fine
l’orgasmo cancella tutto….
Poi lo vuole lei, e mi dovete credere… nella sua
micia elastica entra con meno fatica che nella mia, e per lei è
tutto godimento….
Poi alla sera… tutte le sere, non mi posso
negare al mio uomo, adesso è sempre arrapato, pensa alla cuginetta
ed a me che scopiamo e vuole anche lui la sua parte , che periodo…!
Sto godendo più e più volte al giorno…!
Il lavoro…? Sta andando alla malora!
Arriva il giorno fatidico, cena… torta con le
candeline e infine la sorpresa…!
Lo trascino in camera… lo sistemo sulla
poltrona… e gli mostro il regalo…!
La spoglio e la faccio girare su sé stessa per
fargliela ammirare…!
Sul letto diamo il via a una esibizione dove diamo
il meglio di noi stesse, leccate, strofinamenti, sessantanove, tutto
il repertorio, tralasciamo al momento l’uso dei nostri giocattoli,
lui assiste sempre più eccitato allo spettacolo… si è denudato e
si tocca….
Poi preparo il regalo, la metto in ginocchio sul
bordo del letto, non servirebbe… ma le bagno ulteriormente la sua
fighetta, chiamo il festeggiato… gli prendo in bocca il cazzo, solo
un attimo per bagnarlo per bene, lo sistemo… la cappella contro la
sua figa… spinge… ed è dentro… la prende per i fianchi e
prende a montarla, io accarezzo tutti e due… poi faccio da
spettatrice… mi siedo e li guardo….
Gode lui e gode lei, e godo io… i loro gemiti, i
forti schiocchi del ventre di lui contro le natiche di lei, la mia
mano che lavora, lui urla il suo piacere… lei geme…, viene…
vengono… veniamo…!
Lecco lei… lappo lo sperma che le cola… dalla
figa arrossata. Lecco lui… il suo cazzo si è ritratto, insisto e
in breve riesco ad avere la soddisfazione di farlo rizzare di nuovo.
Lo faccio assaggiare alla cuginetta, le piace, ci prende gusto e in
breve è impegnata in un pompino con i fiocchi e contro fiocchi.
Lei si fa lui e io mi faccio lei….
Le lavoro il posteriore, le apro le natiche e la
lecco, le infilo le dita in figa per bagnarle e poi nel buchino, si
dimena, avvicino il viso al suo mentre ha in bocca il cazzo e le
sussurro all'orecchio….
Mi guarda e fa si con gli occhi, lascia il grosso
cazzo, la faccio distendere di fianco… con una gamba alzata, lui
dietro a lei, prendo in mano il suo arnese….
“Altro regalo…!”.
Appoggio la cappella bagnata al buchino della
cuginetta, lui spinge… piano e lei spinge verso di lui per
riceverlo, entra la cappella, entra buona parte dell’asta, la
piccola è ricettiva, lui comincia a pompare, lei collabora, le
strofino il clitoride, la scopa nel sedere a lungo… infine un urlo
e viene. Pompa ancora per un po’… e poi si toglie e si distende
sul letto….
Mi avvicino e lo bacio.
“Buon Compleanno… amore!!!”.
Dormiamo tutti e tre nel letto, lui dorme, è
sfinito, noi siamo abbracciate e parliamo….
“Cugina…?”.
“Si…?”.
“Il cuginone ne avrà birra per tutte e due…?”.
Comincio a ridere, rido fino alle lacrime… non
mi so trattenere….
“Cuginetta…?”.
“Si…?”.
“Sei una gran puttana…!”.
“Si, sto pensando che ho conosciuto un gran bel
figo all'università, sembra fatto apposta per noi due… che ne
dici?”.

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