(ogni riferimenti a persone esistenti è
casuale)
Il Professor Ognibene è un uomo
infelice.
Eppure la vita, a parte quell'unico
particolare, è stata generosa con lui, a quarantotto anni ha ancora
il fisico dei vent'anni, è benestante, ha un lavoro che gli piace.
Ma c'è quella cosa!
Il Professor Ognibene è vergine, non
ha mai avuto una donna, eppure è belloccio, e... etero convinto, ma
ha un problema.
Un grosso, grossissimo problema.
Ha un cazzo da fenomeno da circo.
Enorme, larghissimo. Pauroso.
Già appena nato... appena uscito dal
grembo materno, stupì tutti.
-Dio mio... ma guardatelo questo! Ha un
pisello enorme! Mai visto una cosa simile!
Avere un cazzo di simili dimensioni non
è comodo.
Intanto è talmente visibile e grosso
da sembrare una ostentazione, è come girare con una bottiglia di
acqua minerale nei pantaloni.
Lo guardano con fastidio.
Si dicono, guardandolo...
-Esibizionista infantile... nessuno ha
un cazzo così!
Le donne?
Incuriosite. Si. Ma poi? Spaventate!
Verso i diciotto anni, con l'ormone che
pretendeva figa, si decise a farsi una puttana.
Si decise per il sesso prezzolato anche
perché con le ragazze, quelle che conosceva, le compagne di scuola,
non c'era nulla da combinare, si erano passate parola e stavano alla
larga.
La puttana... certo non era alle prime
armi, anzi piuttosto navigata, a pensarci bene... a mettere in fila
tutti i cazzi che aveva preso si raggiungeva comodamente la stazione
ferroviaria dalla sua postazione di lavoro in periferia.
Prima lei... quasi orgogliosa di essere
la prima donna di Ognibene, la donna che gli apre la strada al sesso
attivo, quale la donna che non vorrebbe essere la prima? Di qualcuno?
Di tutti?
Ma poi...?
Dopo aver preso i soldi della
marchetta, appena lui sfodera la sua arma letale... urla!
-No no...! Ma mi vuoi rovinare? Io con
la figa ci lavoro! Non posso star ferma, io! Non ho la cassa mutua!
Sei troppo grosso! Giuro che ne ho visti di cazzi, ma come il tuo...?
MAI!
Ecco l'unica e disgraziata occasione
nella quale ha cercato di mettere il suo abnorme attrezzo in una
topa!
Da allora?
Intanto appena conscio del disappunto
dei suoi interlocutori nel vedere quel inusuale gonfiore nei
pantaloni e dietro consiglio di un suo insegnante di diritto, diventò
cliente di un ottimo sarto che con un artificio geniale, minimizzò
quella ostentazione. I pantaloni sono ampi sul bacino e sulla coscia
dove porta... l'uccello.
Ecco il vero e unico motivo della
infelicità del Professor Ognibene.
La sua vita?
Noiosa, meschina, insulsa.
E' diventato comunque un ottimo
insegnante, preparato e disponibile verso i suoi allievi, ma gli
manca avere una donna!
A volte... urla mentalmente, disperato!
-VOGLIO UNA DONNAAAAAA!
Ma l'urlo trova il nulla. Per anni e
anni.
Finché un giorno... un magnifico,
splendido giorno...
Virginia è un'allieva del Professor
Ognibene.
E' infelice. Pure lei.
A diciotto anni ha avuto diverse
esperienze ma tutte fallimentari, anzi disastrose.
Il perché?
Virginia ha una figa anormalmente
larga! Larghissima.
Il primo ragazzo che ha fatto sesso con
lei e l'ha penetrata... è rimasto interdetto! Non sentiva nulla! Era
come avere il cazzo nel vuoto, eppure le era in figa!
Presto... la voce si sparse e diversi
ragazzi, incuriositi, ci provarono e... ebbero anche successo,
riuscirono a far levare le mutandine a Virginia. Ma il risultato fu
il medesimo. Impossibile godere con Virginia e impossibile per
Virginia godere, non sentiva neanche il cazzo entrare, eppure era
stata vergine, ma chi e cosa l'aveva sverginata?
Ma nulla! Il suo imene era già largo,
di natura! Lei era un fenomeno.
I ragazzi... neanche pretendevano un
pompino o il culo, semplicemente evitavano di frequentarla.
Eppure Virginia era bella. Non una
bellezza di quelle da far girare la testa ma aveva un bel culo, un
bel visino e delle tette non grosse ma sode e ben fatte.
Quando il professore esaminando le note
di Virginia si accorge di alcune sue insufficienze, la chiama e le
parla. Ci si deve mettere d'impegno... Virginia, per essere ammessa
alla prova di maturità. Ha bisogno di aiuto?
Virginia ammette che è vero, non
riesce a mettersi in regola.
Il professor Ognibene, in assoluta
buonafede, senza malizia alcuna, le propone...
-Facciamo un ripasso... vedrai che ci
riesci. Vieni a casa mia, alle quattro... oggi.
Oh...Virginia gli è grata. Ma perché
ha gli occhi calamitati sul pantalone del Professore?
Cosa è quella cosa?
No...si dice... non può essere un
cazzo! Troppo grosso! Impossibile. Ma si bagna... sente le
contrazioni vaginali del desiderio. Desiderio di cosa? Mai ha goduto
con la figa. Ha perso anche la voglia di toccarsi dato che neanche il
clitoride funziona come dovrebbe!
Il Professore naturalmente vive solo.
Ha una domestica ma questa lavora solo la mattina, quando lui è a
scuola.
La riceve, la fa entrare e si sistemano
al tavolo, una accanto all'altro, aprono i libri... iniziano.
E Virginia parte con la mente... lo
ascolta, riesce anche a rispondere abbastanza a tono e coerentemente
alle domande dell'insegnante ma... si è accorta che... lì... sulla
gamba, no... sulla coscia... dell'uomo c'è un qualcosa di
incredibile.
Ma è possibile?
Si dice...ma se è grosso come
sembra... un cazzo così poderoso riuscirà a farmi sentire “piena”?
A strofinare sulle pareti della mia
figa?
Forse i due estremi di una retta
riescono a congiungersi?
La sua mente vacilla... è bagnata, è
vogliosa. Vuole sentire la figa piena, occupata completamente da
carne viva e dura.
Lentamente appoggia, come per caso, la
coscia a quella dell'uomo e si ferma, aspetta.
Ancora un attimo... si. Il cuore le
batte forte. E' in assoluta fibrillazione.
Poi... brucia i tempi, si butta...
azzarda e mette la mano su quel gonfiore assurdo.
Si... è un cazzo!
E' grosso come ramo di quercia!
Lo stringe.
Lui?
Fa un sobbalzo! Non si aspettava un
approccio così diretto, anzi... non si aspettava niente del genere!
Ma ora?
Sentire la mano muoversi su è giù sul
cazzo?
Sentirlo diventare duro e ancora più
grosso e lungo?
Insomma... non si rifiuta.
E' fermo immobile ma non si rifiuta.
Gode di quella carezza... e quando lei lo fa spostare e gli si
inginocchia fra le gambe e gli apre i pantaloni, la lascia fare...
Virginia a fatica libera quel tronco di
carne!
E' davvero la cosa più enorme mai
vista, no... neanche immaginata.
Ma è bello... nella sua possanza!
Assomiglia a quel lingam di pietra
visto sui libri, è l'aspetto della procreazione!
Lo accarezza... lo masturba, liberando
la grossa enorme cappella dalla pelle del prepuzio e lo bacia.
Fa tutto lei.
Lui è seduto con il cazzo che sembra
un pilone.
Lei... si spoglia.
Leva gonna e slip e gli si siede sopra.
E' qualcosa di naturale ciò che
avviene... il cazzo la sforza, lei spinge per farlo entrare... e si
sente aprire e si sente, finalmente, piena!
La figa che si sente strappare da tanto
è piena.
E entra... uhm... continua a entrare,
ma quanto cazzo può ancora prendere la sua figa?
Ancora... ancora.
Come se il cazzo potesse arrivarle
nello stomaco!
O in gola!
E inizia ad alzarsi e si siede di
nuovo, ancora più dentro!
Si alza e si abbassa... e sente
qualcosa mai provato.
L'arrivo di un orgasmo, si... è un
orgasmo questa cosa che sta provando!
Uhhh... sta vivendo... “la piccola
morte”, il vero orgasmo!
Unico e potente, quello che fa perdere
ogni riferimento con la realtà!
Gode... e subito l'uomo la segue e le
sborra dentro!
Anche per lui è la prima volta!
Ha trovato, per caso... per una fortuna
inaspettata, la figa giusta per lui! Quella nata su misura per il suo
cazzo!
Quel pomeriggio... che poi si trasforma
in sera e in notte... esaudiscono ogni loro desiderio, ogni loro
curiosità.
Lui la prende da sopra, da dietro, alla
barcaiola, insomma... in ogni posa che la fantasia gli stimola e lei
è sua complice, compagna.
Ecco... per una semplice volontà del
destino, che non è sempre infame, due persone infelici... ora non lo
sono più.
Cosa importa loro dei trent'anni di
differenza? Il tempo è relativo, la differenza d'età è relativa e
poi?
Che importa loro?
Nulla... sono felici.
T.
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