lunedì 4 giugno 2018

TUTTO IN UN ISTANTE. Racconto di AMBRA.


Tutto in un istante
In tutta fretta passo davanti ad un palazzo in ristrutturazione quasi non accorgendomi di chi mi circonda.
L’aria è frizzante ma il solo è caldo. I raggi si riflettono sui miei capelli dandogli mille sfumature e il vento li smuove. Sinceramente con la fretta che ho ne noto solo le doppie punte, intenta come sono a scansarli dal viso e a riassettarmi. Mi volto un istante per caso sentendo degli occhi puntati addosso.
Gli occhi appartengono al volto di un bel giovane. Ha i capelli e i vestiti impolverati di intonaco.
Osserva la mia sfilata lungo il marciapiede a fianco al palazzo fissandomi intensamente e suscitando in me un leggero imbarazzo.
I suoi occhi scuri contano ogni mio passo, accarezzano ogni curva del mio corpo, quasi posso sentirlo sfiorarmi tanto è penetrante il suo sguardo.
In un istante i nostri occhi si incontrano, gli rivolgo un sorriso cui prontamente risponde.
Chissà… chissà cosa sta pensando in questo momento….
Ricambia il sorriso ma il suo sguardo non cede, non cala gli occhi ma continua a fissarmi seppur imbarazzata.
Ha una strana espressione di sfida… un luccichio… direi perverso.
La prendo per un braccio e la tiro dentro l’edificio, tra calcinacci e polvere bianca.
Mi fissa stupita, turbata.
Le stampo in bocca un bacio, le tiro un labbro con i denti e glielo succhio voracemente.
Sorride ancora.
La sua timidezza si trasforma in sensualità.
Ricambia il bacio, con la lingua disegna il contorno delle mie labbra e una sua mano scende dalla mia schiena fin sul jeans a toccarmi il culo.
Infilo la mano tra le sue gambe all’improvviso.
Non se lo aspettava ed ha un improvviso sussulto di eccitazione.
Ha la figa calda, bollente. Talmente calda che si sente attraverso il tessuto spesso del jeans.
Insinuo una mano lentamente attraverso la cintola e finalmente avverto la sua pelle liscissima.
Si sbottona piano i pantaloni permettendomi di entrare meglio… ha uno sguardo da puttana… di una che vuole godere.
Mi incita a scendere più giù con le dita e lo faccio. E’ bagnata in modo incredibile. Tiro fuori la mano e la annuso, poi la lecco e la faccio leccare anche a lei. Sento la sua lingua saettare sulle mie dita e la immagino intenta a godere del mio cazzo ormai durissimo.
La tiro più a lato per non essere visti e le calo il jeans e lo slip in un solo colpo secco spaventandola quasi.
Le allargo le grandi labbra e inizio a passarci una mano di taglio, strofinandola su e giù lungo quel magnifico spacco. Una figa colante, turgida, eccitata. Ho l’odore che mi sfiora e mi calo dentro lei per impregnarmene.
Inizio a leccarla, il mio naso si inumidisce di umori e l’odore penetra a fondo nelle narici.
Inizia a sospirare sempre più forte… “Cazzo, puttana non gemere… non gemere altrimenti ci scoprono!” le intimo.
La lecco con più foga. La mia lingua ha trovato il suo clitoride duro e sporgente. Il solo smuoverlo le provoca sussulti e gridolini che strozza in gola. Non le do tregua, faccio roteare la lingua sulla sua perla, la smuovo da verso a verso, poi la schiaccio e la strizzo tra i denti e lei si scioglie ancora di più. E’ lucidissima di umori tra le gambe, glieli vedo colare lungo le cosce.
Una sua mano si allunga timida verso me… lo so cosa indica… indica il mio cazzo… questa puttana vuole che io la scopi.
Lo tiro fuori, duro come solo l’eccitazione improvvisa può renderlo.
La cappella violacea a pulsante e l’asta chiara e venata. Lo sfiora con le dita percorrendone ogni millimetro e godendo della sua leggera incurvatura verso l’alto. E’ così duro che la pelle non riesce più a coprirlo mentre me lo mena con voglia.
Si appoggia spalle al muro e inclina un po’ le gambe in avanti. Prende il mio cazzo e se lo punta piano.
Io glielo spingo tutto dentro in un colpo facendola gridare.
“Zitta, cazzo… zitta!” le metto una mano sulla bocca e l’altra sul fianco e inizio a scoparla.
Le sue espressioni di godimento sono accompagnate da pochi gridolini soffocati in gola.
La guardo diritta negli occhi per quel poco che riesce a tenerli aperti.
Fa strane smorfie… si lascia andare completamente.
Io non scopo da giorni. Ho voglia di svuotarmi le palle in questa figa rovente e sfogo su di lei tutta l’eccitazione che ho in corpo.
Le sollevo una gamba e gliela tengo su per metterglielo dentro tutto.
Ricomincio a pompare. Il mio respiro si fa sempre più concitato mentre le mie palle sbattono contro di lei.
Dio come gode… è impressionante, non fa altro che venire ma non mi ferma, si fa scopare ininterrottamente e tra i colpi del mio cazzo sento la figa vibrare e la labbra contrarsi a stringermi il cazzo.
Esco da lei e la volto. Le faccio poggiare le mani al muro e prendo in mano il cazzo.
Le sfioro il buco simulando di penetrarla e all’ultimo secondo mi tiro indietro.
La porca mugugna “Dammelo… cosa aspetti? Svelto, scopami… forza porco…”.
Lo infilo lentamente tutto dentro e poi la tengo su per il culo e la sbatto così. Le si sollevano i piedi da terra tanto che la alzo ma non cedo. La sua pelle si increspa di brivido. Quel culo largo davanti ai miei occhi mi fa impazzire… glielo palpo, lo afferro e lo schiaffeggio a mio piacimento. Infilo le dita nel buchino e continuo a fotterla. La reggo da lì, dal buco del culo. Poi glielo scopo con le dita.
Il solo guardarglielo mi spinge a scoparla di più.
Mi calo su di lei e le afferro le tette. La fotto da animale, tanto da non capire più niente.
Sento che sto per godere… sento le vibrazioni dentro… la sborra fuoriesce esplodendo in lei, riempiendola tutta. Cazzo quanto ho sborrato e che orgasmo mostruoso… sento brividi sparsi su tutto il corpo, il fiato spezzato che ritorna e un lieve sudore freddo.
Raccogliamo entrambi i vestiti. Lei si pulisce la sborra che le cola dalla figa con un fazzolettino e dopo aver preso le sue cose se ne va.
Pochi passi più in avanti e lo supero. Corro verso i miei impegni.
Quel ragazzo mi ha osservata ben bene e mi ha sorriso.
Chissà… chissà a cosa stava pensando….

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