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lunedì 3 febbraio 2020

BEATRICE CONTINUA NELLA SUA RICERCA DELL'ORGASMO!

LOIC DUBIGON - ARTIST.

terza tappa.....

Marco la guarda...

-...Forse hai bisogno di altro, maggiore depravazione, maggiore adrenalina in circolo per provare quello che cerchi, l'ORGASMO... maiuscolo!-
Con Marco lei ha feeling, lui non giudica.
Chiede, ascolta e quando domanda a Beatrice se lei si da dei paletti insuperabili nella sua ricerca, Beatrice sinceramente risponde...
-Paletti veri e propri... non credo. Faccio a fatica a perdere il riferimento con la realtà, ecco... per essere davvero senza limite e accettare ogni cosa, dovrei potermi mettere completamente e in fiducia assoluta nelle mani di qualcuno... sentirmi sicura e partire con la testa, sento che posso fidarmi di te, se succederà... spero solo di essere in grado di tornare nella realtà...-
Marco si innamora di lei?
Forse... o forse è una infatuazione di tipo solo sessuale, gli piace Beatrice, intelligente e ottima compagna, escono assieme, parlano e si capiscono.
Beatrice continua a frequentare il Club dei Super Dotati.
Il sesso con loro, in quelle lunghe sessioni di eccessi, è diventato più feroce, più estremo.
Gli uomini si sentono sfidati da Beatrice, toccati nel loro orgoglio di maschi, diventano animali.
Possibile che non riescano a far impazzire Beatrice?
Solo Marco, pur partecipando a quei giochi estremi, resta lucido, fa capire a Beatrice che è lui che la riporterà nella realtà dopo il suo perdersi nella libidine...
Ora gli uomini godono nell'alimentare, nel provocarle all'eccesso le sensazioni di piacere e la voglia di depravazione.
La tengono nuda e aperta.
Le dicono mille porcate prima di cominciare a scoparla...

-Beatrice... sei una troia...
-Si... la vostra troia... vostra...
-Tu vuoi essere sfondata! Troia...
-Siii... fatelo! Voglio sentirmi la fica e il buco del culo aperti con dolore, sfasciatemi... Fatelo!-

Ora ai quattro uomini non basta più scoparla, fica e culo, uno dopo l'altro.
No.
Ora i cazzi che prende in fica e nel culo sono due, assieme!
Due grosse verghe che sforzano fino ad entrare assieme nello stesso buco! Due tronchi di carne dura che la fanno impazzire! Si sente aprire a forza, sente la sua carne cedere e si sente riempire!
Le piace quella sensazione!
Essere porca, essere la cagna di tutti!
La cagna che tutti i maschi coprono e montano!
Le piace quando in due le sfondano il buco del culo!
Lo sente bruciare il buco violentato da quei cazzi senza pietà, duri e implacabili!
Vuole essere usata, scopata, violentata, vuole la loro violenza e inizia a partire di testa.
Sente la presenza di Marco, la sente e le dà modo di lasciarsi andare completamente.
Oh... lui la monta con la stessa ferocia e violenza degli altri, forse di più se possibile, ma il fatto che ci sia le da quella sensazione che le permette di volare nel piacere!
Oh... gode!
Si... sente lievitare il suo orgasmo in quelle feroci penetrazioni, gode degli insulti mirati, il suo essere porca e le sue richieste sempre più estreme!
Prova mille orgasmi, anche se... il miracolo del super ORGASMO non riesce a goderlo!
Vorrebbe...oh si! 
Chiede che la penetrino tutti assieme!
Vuole tre cazzi, quattro... mille... tutti assieme dentro la fica! Nel culo... a sfondarla!
Vuole l'eccesso, vuole l'estremo!Sempre di più!
E' lei che non da pace agli uomini! Nei momenti che loro riprendono fiato dopo averla riempita di sborra, lei gioca da sola... si da altro piacere da troia come è!
Usa di tutto e la sua voglia è infinita!
E ancora...
Quanto gode di questi suoi eccessi! Gode nell'essere guardata e che la stimolino con le parole a far vedere loro sempre di più!
Le piace da morire essere impalata di fica sul un cazzo e sentirsi demolire il buco del culo! E urlare di libidine...
E' sempre Marco che dopo, lei sfinita dai mille orgasmi e dolorante, l'accompagna a casa, la mette a dormire.
Ma... il tarlo dell'ORGASMO lavora.
Quello che si immagina di provare violentata da un mostro enorme. Questo è il sogno che la viene a trovare di notte, cosa che è diventata la sua fissazione e dannazione.
E' convinta che solo quello e non altro le darebbe quello che cerca!

           Il sogno di Beatrice... 

Con Marco ne parla...

-Lo proverò mai davvero...?-
-Lo cercheremo assieme... -
Risponde tranquillamente lui.

Marco le dice...
-...conosco uno che potrebbe interessarci, potrebbe muovere la tua libidine fino a fartelo provare l'ORGASMO che cerchi!-
-Oh si... che lo voglio...!-
-Devo parlarne al Club. Deve diventare una occasione di piacere per tutti. Credo che vorremmo guardarti mentre ti scopa! Mentre ti demolisce... ma... è di colore. Hai qualche remora a farti scopare da un negro?-
-Voglio il suo cazzo... fammelo Marco...-

Non è certo la prima volta che la guardano mentre la fanno scopare da altri uomini. Sono molto prudenti, sicuri che niente può portare a loro, alla loro rispettabilità esteriore.
E' tutto in fermento, più Beatrice mostra disponibilità, più loro fanno e propongono.
Un'altra volta è un giovane uomo, naturalmente l'importante è che sia formidabilmente fornito. La monta da animale per ore... prima di cedere sfinito! 
E poi... dopo sono i quattro uomini del Club a continuare!
Il fatto che paghino l'uomo per scoparla aumenta la sensazione di depravazione!
Le piace che la usino così, si sente così troia!
Non trova l'ORGASMO... no!
Ma il piacere mentale è enorme!
Una volta la mettono sotto una machine sex... per vedere quando avrebbe resistito prima di chiedere di smettere... 
E lei li stupisce!
Oh... avrebbe voluto essere scopata così per sempre!
Poi arriva... la “bestia”!

Marco le dice... 
-...se non riesce a farti provare lui l'ORGASMO che cerchi disperatamente... o passiamo ai tori... o rinunci!-

E' davvero enormemente fornito! Un cazzo nero enorme e sempre duro!
E' quanto di più simile al mostro che è nelle sue fantasie! Quello del sogno!
Vero che la monta per ore, lo sente stimolare ogni sua cellula libidinosa, della mente, della fica e del culo... la porta lì a un attimo dall'ORGASMO e poi...?
Poi gode si... ma... non come vorrebbe! 
Ma quanto lui sborra!
Non fa che sborrarle dentro ed è sempre duro, sempre più duro! Lo sente arrivare in ogni sua parte!

Poi... ancora un fenomeno!
Un cazzo enorme ma lui che non riesce ad entrare in sintonia con lei.
E' una delusione per Beatrice.

Marco le chiede...
-Beatrice... proviamo altro? Vuoi proseguire in questa tua ricerca dell'ORGASMO...?-
-Si... voglio provare tutto...-

E si inizia con il fisting...
I quattro del Club la legano stretta, polsi e caviglie e lei è completamente a loro disposizione.
La scopano, la usano per il loro piacere e poi... per farle provare il piacere estremo, mettono dei guanti in lattice che arrivano loro fino al gomito e iniziano a penetrarla...
In fica...
nel culo...
spingono a fondo
e fottono
forte
uno dopo l'altro...
con sempre maggior violenza e libidine...
lei può urlare
deve urlare!
Smaniare dal piacere estremo e dal dolore...
e loro continuano...
fino ad essere sfiniti...
ma lei?
Oh... lei ne vorrebbe ancora!

Mentre la riporta a casa... sfinita dagli innumerevoli eccessi provati. Marco le chiede...

-Cerchiamo ancora... Beatrice?-
-Oh si... ancora e ancora...-
-Ogni cosa, Beatrice?-
-Ogni cosa, Marco... stai con me stanotte?
-Si... sono sempre con te...-

domenica 2 febbraio 2020

BEATRICE ALLA RICERCA DELL'ORGASMO.

















(il Club dei Super Dotati)
Il seguito di... 
BEATRICE, DONNA IN CONDIVISIONE E LA SUA RICERCA DELL'ORGASMO.

Non che non goda, Beatrice.
Gode si...
Gode nel darsi e nel sentirsi desiderata, gode delle lunghe carezze e delle altrettanto lunghe leccate di fica. Gode nell'essere penetrata da grossi oggetti... ma... il famoso ORGASMO con le lettere maiuscole? Quello vaginale provocato da una intensa penetrazione? Da un largo cazzo inesauribile che la porti finalmente a urlare e a sentirsi levitare nell'aria come una bolla di sapone?
Non arriva... oh si... ci è andata vicina!
Lo ha sentito lì che arrivava per poi fermarsi e ritirarsi!
Quindi... sa che esiste! E lo vuole provare!
La sua ricerca è continua ma senza risultato, spera... vede un bell'uomo e lo desidera, oh... basta chiederglielo e lei si concede senza esitare! 
Qualcuno se lo porta a casa, ma è sempre una delusione.
Finché un giorno le si riaprono le speranze, quando legge in un sito d'incontri...
-Siamo degli uomini super dotati. Disponibili per incontri con una donna passionale e pronta a provare indicibili emozioni, scrivete per informazioni a Club dei Super dotati...-
Beatrice leggendo prova il classico vuoto al ventre, si vede unica donna e loro... i super dotati... che la prendono uno dopo l'altro e assieme, in una penetrazione infinita fino a portarla... all'ORGASMO!
Si vede già in deliquio continuo, un piacere continuo che la fa urlare, tremare, perdere ogni riferimento con la realtà!
E il pensarci... l'immaginare la lunga sessione di sesso, la penetrazione continua e selvaggia la costringe a lunghe sedute di masturbazione che non riescono minimamente a soddisfarla, si ritrova sempre più eccitata.
Scrive e attende con frenesia la risposta.
Arriva la risposta... e inizia lo scambio di mail.
Quanti siete... chiede Beatrice. Quattro. Età? Chiede. Da 25 a 40.
E... i cazzi... come sono? Misure... oltre i 22 larghezza diametro minimo 8... vuoi foto? 
Manda, dice.

Arriva la foto e Beatrice vive da quel momento in un stato perenne di libidine, deve trattenersi dal masturbarsi continuamente, dal cercare di darsi pace!
Le piacciono! 
Tutti! Dio...  che gran cazzi hanno!
Questi si... che saranno in grado di farle conoscere finalmente l'ORGASMO cercato!
L'ultimo poi! Quello storto e coperto? La manda fuori di testa! Non vede l'ora di sentirsi penetrare e sbattere fino a svenire dal piacere!
Sente che la sua fica reagisce! Un fiume ininterrotto di umore caldo e profumato cola lungo le cosce!
Li sogna quei cazzi in un seguito di sogni erotici che si susseguono di continuo, eccoli...! Si sono trasformati in quei Monster super dotati che l'eccitano tanto, lei... sola femmina fra loro che la prendono, che la seviziano, che la soddisfano completamente, finalmente!

Di chi è il cazzo storto... chiede.
Il mio... sono Marco, ho 40 anni.
Piacere... sono Beatrice. Vi voglio in fica e nel culo tutti... vi voglio succhiare e prendere, voglio essere legata, sculacciata, tutto voglio per provare il vero ORGASMO, ho un solo limite. Dovrete osservarlo... niente baci in bocca. Mai... vi lecco il cazzo, vi lecco il culo, ma niente baci di bocca.
Ti soddisfaremo, risponde Marco.
Siete amici...? O cosa? Chiede Beatrice.
Tre fratelli e un cugino. Tutto in famiglia.
Ne scopate tante?
Verità? Nessuna, sei la prima se accetti. Abbiamo appena iniziato, le donne ci interpellano di continuo e si propongono... ma poi? Hanno paura delle nostre dimensioni.
Quando possiamo incontrarci? Di dove siete? Chiede Beatrice... e cosa volete?
Roma città. E tu? Non siamo mercenari, risponde Marco, mostraci come sei e ti scopiamo fino allo sfinimento, ti scopiamo fino a non poterne più... sia te che noi, ti scopiamo fica e culo, scegli un sabato fra i prossimi, ti diremo dove venire... vuoi rapporto protetto o….?
Beatrice tituba, chi è cosa avranno scopato questi? Eppure… il pensare di sentirli senza protezione, dentro… profondamente, i loro cazzi nudi che le sborrano dentro! 
Oh…! La fa impazzire!
Pensa a sentirli dentro e trema dall'agitazione!
Manda loro alcune foto di sé, nuda... e un video, dove si fa penetrare da una zucchina enorme, quando la leva... un rivolo, un ruscello di umori le si riversa sulle cosce.
Risponde... sono di Roma anch'io. Facciamo sabato prossimo, dove ci troviamo?
Ha fretta... vuole essere il primo loro incontro. La voglia le impedisce di lavorare, le ore scorrono lentamente, troppo lentamente!
E poi... l'incontro! E' Marco che la incontra, che la porta in un appartamento dell'Eur, è un uomo grande e grosso, davvero in sintonia con il suo cazzo!
Beatrice vorrebbe... oh... se vorrebbe allungare la mano e palparlo quel cazzo che la intriga sessualmente, vorrebbe aprirgli la patta, levarlo e tenerlo in mano, sentirlo diventare duro... largo e lungo, grosso! Vorrebbe portarci la bocca e scoprirgli il glande con le labbra...
Vorrebbe... vorrebbe... si sta bagnando in un modo vergognoso!
Marco è un vero gentiluomo. Parlano di sesso si... di quello che faranno di lì a poco, ma senza aggredirla, non vuole spaventarla.
Beatrice le piace e piacerà ai suoi compagni. E' bella. E' porca. E' determinata. Non tituba!
Poi... a Beatrice le cose si confondono, conosce gli altri, un breve attimo d'imbarazzo superato con facilità, loro... gli uomini sono tutti gradevoli, diversi fra loro ma tutti alti e robusti.
come i loro cazzi... viene da pensare a Beatrice.
Poi...
...il delirio... lei spogliata da mille mani affamate, lei toccata, palpata, penetrata con forza, con violenza come piace a lei.
Lei in ginocchio che succhia cazzi, in una giostra continua, grossi cazzi duri che le sformano la bocca. Lei scopata in bocca... con mani che la tengono forte per i capelli.
E... lei penetrata! Sfondata! Lei che si sente aprire da pioli enormi di carne! La tengono... la piegano in mille posizioni e la prendono ficcandole in fica e nel culo i loro cazzi ferocemente insaziabili!
E lei? Come reagisce?
Gode? Certo che gode... perde letteralmente la testa, si sente solo fica e culo, si sente aperta... si sente troia! Vuole essere riempita della loro sborra... vuol essere costretta a cose estreme! Costretta a leccare sborra... a berla e leccare buchi di culo pelosi!
Vuole che la tengono ferma... a forza, mentre uno di loro a turno affonda nel suo culo senza pietà e la scopa da bestia!
E... l'ORGASMO?
Quello voluto e cercato? Gode di una miriade di momenti di piacere, perde la testa e urla, chiede di più, chiede mille cazzi, chiede che la trattino da troia quale è!
Ma non prova... quello che cerca. Lo sente vicino mentre è scopata, inculata, mentre succhia e lecca, lo sente lì... a un momento dal manifestarsi per poi ritirarsi. Poi? Ancora e ancora!
Quanto dura la sessione di sesso?
Beatrice perde il senso della realtà, sa che viene presa di continuo, sa che la prendono assieme e non si nega certo! Sente la fica e il buco del culo assurdamente aperti e dilatati, sente come spingono per goderle dentro, sente che la riempiono più e più volte!
Finisce solo quando gli uomini... nudi, ansanti, sfiniti, sudati, danno il termine alla serata.
Beatrice è stanca, sente il suo corpo intorpidito dall'intensa attività sessuale, dalle continue e violente penetrazioni, ma... le manca la soddisfazione di...
Si cazzo... si dice... tutto bello, tutto porco, loro bravi ma... volevo godere dell'ORGASMO!
Era lì... stava per arrivare...
Cazzo... cazzo... ripete, riuscirò a provarlo mai?
Si sistema in bagno, poi... Marco la riporta alla sua macchina.
Le chiede se la rivedranno, se ha goduto come voleva.
Lei dice... perché no? Ma non ha ancora goduto di quell'ORGASMO che cerca... eppure loro erano bravi, forniti, maschi e porci.

Marco la guarda...

Forse hai bisogno di altro... Beatrice, maggiore depravazione, maggiore adrenalina. Vuoi provare con me solo... una sera? Se ti va sai come contattarmi.

martedì 28 gennaio 2020

IL MARINAIO. L'INIZIO.





Il cellulare suona, suona, suona... maledetto aggeggio!
E' il Marinaio... 
-Vieni... vieni subito... al Pueblito... entrata sud... ti aspetto... dai veloce...
Alle solite! 
Lei è sul letto, sfatta, scosciata, il seno pesante, un grosso culo, il trucco le imbratta il viso, è una da una scopata e via, più puttana di quelle che battono per fame.
La scuoto.
-Devo andare... tu alzati e vattene.

Non so mai cosa aspettarmi dal Marinaio ma so che sono sempre guai.
Appena fermo la macchina sale veloce e riparto.
-Che cazzo hai combinato stavolta...?
Guarda dietro dallo specchietto e sbotta.
-Stavolta sono nei guai... ma grossi....
Continuo ad andare.
Mi racconta questo grosso bastardo.
Ha fatto da tramite in un giro di armi, una partita di AK 47 provenienza Kosovo o Albania e destinazione Nicaragua, tappe intermedie l'Italia e la Colombia, lui... il Marinaio che tratta, lui che fa la cresta, prossimo acquirente il clan del Cileno.
Solo che quando arriva al destinatario la merce è avariata, buona parte della partita sono vecchi ferri usati dai russi in Afganistan, del tutto inutilizzabili e il serpente si srotola... dal Nicaragua al Cileno, dal Cileno al Marinaio e qui si ferma.
-Devi sparire... startene buono per qualche tempo, cazzo... ma mi stai ad ascoltare quando parlo...?
Mi guarda... a volte lo prenderei a botte, capisce quello che dico?
-Hai un rifugio... qualcosa del genere...?
-Si... una donna...
-Ok... ora ti porto da lei... e butta il telefonino, se si organizzano possono localizzarti, comprane uno riciclato... meglio se rubato...
-Che puoi fare...?
Ho un aggancio ma non glielo dico. 
Lo lascio a La Sabana, all'inizio della Calle 36, siamo d'accordo che si rintana fino a che non glielo dico io. 
Cerco uno, è un vecchio che vende biglietti della lotteria sulla Avenida 8, la Simon Bolivar, vecchio si ma è tutto occhi e orecchi e se vuoi sapere qualcosa lui è il tipo giusto, per cento dollari ti fa sapere vita, morte e miracoli. E sembra che non dorma mai.
Gli spiego cosa voglio, ora devo solo aspettare.
Torno a casa, lei è sparita, ma cazzo! 
Poteva almeno rifare il letto! Queste borghesi dei quartieri alti hanno sempre il naso alto. Puttane sempre, ma sdegnosamente snob.
Do un'occhiata, magari si è fregata l'argenteria, i quadri d’autore, la mia collezione d’uova di Fabergè!
In questa stamberga? 
Magari si è fottuta le cimici e portato via le cacche dei topi! 
Faccio i bagagli, non possiedo molto, dei vestiti, un rasoio, lo spazzolino da denti, da domani lascio sto' merdaio perché se le cose sono come temo dovrò trovarmi qualcosa di sicuro anch'io.
Esco... il vecchio è ancora al lavoro, non si muove dal suo panchetto eppure sa cose di mezzo mondo, ora chiude, rinserra il suo business in una specie di grossa valigia e andiamo al bar.
-Brutta storia... proprio brutta...
Dice che il Cileno è incazzatissimo! 
Ha perso la faccia con i Contras e sembra un fer de lance, si... un serpente che si morde la coda da tanto è velenoso e cattivo, vuole la testa del Marinaio e mandarla in un pacco postale a Managua.
Chi ha? Chi ha chi? Gli chiedo.
Non si sa chi ha fatto il pacco, dicono sia opera del Marinaio ma centrano i napoli, i kosovari, i narcos, un vero casino!
Gli allungo le duecento cocuzze. 
Proviamo.
Proviamo con Carmine.
Aspetto fuori dalla porta della cucina, la pizzeria è ancora piena di gente, ma a volte esce a fumare o a buttare le immondizie.
Sono nell'ombra, aspetto... so aspettare. 
Esce... accende la sigaretta, guarda il cielo.
-Carmine...
Si irrigidisce.
-Tranquillo Carmine... stai tranquillo... voglio solo parlare.
-Chi sei...?
-Io... 
Mi faccio scorgere.
-Cazzo... mi hai spaventato! Potevi entrare... un piatto di spaghetti italiani con le vongole...
-Che ne sai... del pacco degli AK 47...?
-Per quello che ne so... avuti dai serbi e mandati in Colombia e poi persi di vista, erano a posto, garantiti! Lo sai che in certe cose non possiamo permetterci di fregare nessuno...
Certo... armi in cambio della coca! 
-Chi è stato, Carmine? Hai una idea?
-Tutti pensano che sia stato il Marinaio...
Eccolo... fottuto e strafottuto!
Penso a come salvargli la testa a quel cazzone, a come togliere il veleno al Cileno.
Devo pensare e devo togliermi questa tensione che mi strizza le interiora.
Devo farmi una donna!
Subito... adesso!
Ne trovo una, bella! La pelle ambrata, una mistique, i capelli lunghi sulle spalle, cazzo... la guardo stupito! Ha gli occhi di un celeste impossibile! Poi realizzo, le lenti a contatto! Macché! E' così di natura!
Una camera lercia, il letto ha lenzuola che rigirano ad ogni scopata, ma chi se frega!
Le prendo i capelli fra le dita, sono gonfi, setosi, le piego la testa all'indietro e le mordo la bocca. 
Le sfugge un gemito, qualcosa la inquieta, ha paura... sente la mia tensione.
-Niente baci sulla bocca... hombre...-
Zitta, zitta... stai zitta!
Non la lascio spogliare, la giro, appoggia la testa al bordo del letto, le alzo la gonna, metto alla luce il suo gran culo.
Sposto quella specie di filo interdentale che ha fra le natiche e la cerco.
Si... sei bella! Sei calda... sei umida.
Sei umida? Cosa è? 
Un olio?
Certo ti lubrifichi fica e culo... o no?
E' il tuo lavoro.
Non certo per me!
La prendo, l'ho tirato fuori, duro, rigido... un bastone!
Lo infilo! 
Forte.
A fondo.
Un secondo suo gemito.
-Piano... tranquillo hombre... non scappo!
Zitta... stai zitta... puttana!
La punisco! 
Non deve parlare! E prendo i capelli e glieli tiro forte e aumento ancora la forza delle penetrazioni, sbatto violentemente con i lombi su quei glutei morbidi, sento la punta della verga percuotere il fondo della sua vagina!
-Mi fai male.
Si... lo so! 
Ho qualcosa che mi tormenta, una lama incandescente che fruga nel mio cervello.
Un presentimento, brutto, doloroso.
Ti pagherò di più ma ora lasciami fare!
Sento che si apre, sento che ora è bagnata per me, lo sento dalla languidezza dei suoi movimenti, dal suo viso girato ora verso di me.
-Matame... matame hombre... mata tu vaca.
Si... si... come no!
Stai zitta... cazzo!
Zitta...!

Torno a casa e mi butto sul letto sfatto... vestito.
Non riesco a dormire, penso al Marinaio, al rapporto che mi lega a lui, rivedo gli anni passati insieme, i pericoli condivisi, i lunghi momenti che valgono una vita.
L'amicizia, l'obbligo fra uomini che hanno rischiato la vita assieme è qualcosa di difficilmente spiegabile, è una catena.
C'è una via d'uscita?
Si, ma sarà un percorso pericoloso.
La mattina sbaracco, trasferisco tutto in un residence in periferia, vado a trovare il vecchio, gli chiedo alcune cose.
Si, farà una cosa per me. 
Poi cerco delle persone.
Sono vecchi compagni, gente sicura. 
Gente dei vecchi tempi.
Dell’Africa... Africa, la nostra dannazione!
Quello, quello per il quale meritiamo di morire mille volte!
Tranquilli ora, ma sempre a corto di soldi e quando si hanno pochi soldi si hanno anche pochi scrupoli.
E' un affare grosso, ma una cosa breve, di alcuni giorni. 
Da 200 testoni a cranio.
Sono quattro più il Marinaio e la sua donna sempre se sarà all'altezza, poi il vecchio e io.
Un colpo da 2 milioni di dollari.

IL MARINAIO. LA FINE



La sera raggiungo il Marinaio a casa della sua donna, ha sempre delle gran fighe, avrà 28 forse 30 anni, bruna, pelle da mulatta, gran seno, belle gambe, un gran culone! 
Ci serve una donna, una tosta.
Gli dico del piano, gli chiedo di lei... Maria Conception, se è all'altezza, se è disposta.
Lui dice di si... si, senza problemi, è una dura.
Ok... partenza! 
Riunione fra i componenti, assegno compiti e mansioni.
Ci serve una casa isolata, con almeno due vie di fuga, delle pistole, fucili a pompa, un fucile di precisione, esplosivo, detonatori, inneschi comandati a distanza.
E poi un furgone, due macchine, cellulari.
I soldi li anticipo e la cosa parte.
Le notti le passo da Sesilia, la puttana dagli occhi color dell'indaco.
Mi calma.
Calma la tensione che si sviluppa dentro di me man mano che il piano prende forma.
Non parla.
Mi accoglie.
Mi si dona.
Dona il suo corpo, dona se stessa.
Quando dopo averla presa sto disteso, occhi aperti nella notte, sento lei appoggiata su un gomito guardarmi.
Sesilia... che fai?
Ti innamori?
Sei pazza!
Ti andrebbe meglio se cadendo... ti spaccassi tutte due le gambe!

Mi piaci, Sesilia.
Mi piace il tuo silenzio.
Il tuo adattamento.
Ti porterò con me... dopo.
Ma non durerà in eterno Sesilia.
Lo so.
Lo so io e lo sai tu.
Ma ti porterò con me.
Te lo prometto.

Poi... il Marinaio sparisce! 
Anziché starsene rintanato esce e sparisce!
E' una cosa proprio da lui!
Chiedo alla sua donna cosa ha fatto, dice che è fuori dalla sera prima e non è più rientrato, il cellulare è spento o distrutto.
E' preoccupata, mi chiede cosa ne penso.
Niente bene.
Dobbiamo far partire la cosa in anticipo.
Per riuscire a salvarlo.
Il Cileno è sposato ed ha una figlia, ambedue... moglie e figlia partecipano alla sfilata a cavallo degli Hidalgos lungo l’Avenida 1. 
Hidalgos? 
Loro?
Figurarsi se sono discendenti dei Castigliani! 
Il Cileno che è un meticcio e queste due? Puttane mestize! 
Potenza del denaro!
Tengono i cavalli, dei purosangue arabi, in una finca appena fuori città.
Il vecchio mi avvisa appena partono dalla villa, sono scortate da due guardie del corpo.
Aspetto. Sono piazzato su una collinetta a duecento metri.
Imbraccio un Beretta di precisione munito di mirino telescopico. 
Arrivano, le due donne scendono, entrano e si cambiano, prendono i cavalli già sellati e lasciano il posto, uno stalliere le scorta, armato.
I due uomini fumano nella macchina, sono annoiati.
Tocca a Maria Conception.
Le do il via libera con il cellulare. 
Arriva sola, in macchina, i due prima si agitano un po', poi tranquillizzati dal suo aspetto riprendono a fumare.
Lei scende, apre la borsa, tira fuori le sigarette cerca l'accendino, non lo trova, fa un cenno di disappunto, si rivolge verso i due uomini e mostra la sigaretta.
Abbassano il finestrino, quello alla guida si prepara per darle da accendere, lei si avvicina ancheggiando.
A mezzo metro dal finestrino porta la mano nella borsa, estrae la Colt Phyton 357 Magnum munita di silenziatore e la scarica sul primo uomo, il mio colpo sfascia la testa del secondo come un melone marcio.
Non hanno scampo.
Faccio intervenire gli uomini, il furgone. 
Lo stalliere?
Il mozzo di stalla?
Che colpa hanno?
Nessuna, solo un malo destino.
Al rientro delle donne, eliminato anche il secondo stalliere, vengono immobilizzate, bendate, caricate sul furgone e portate al covo.
Uso uno dei molti cellulari che ho recuperato dai tossici.
E’ un locale del Cileno, gli lascio un messaggio e il numero, deve richiamarmi lì a un'ora.
Arrogante.
Minaccioso.
Ma si smonta subito.
Gli dico... 2 milioni entro domani, in banconote da 100 usate. 
Gli rammento che saranno controllate, niente scherzi con vernici invisibili o ai raggi infrarossi, ne andrà della vita delle sue donne.
E... il Marinaio, gli dico, voglio il Marinaio vivo!
Il Marinaio?
Sembra cadere dalle nuvole.
Non ne sa nulla.
Mente?
No, solo che il Marinaio non c'è più, non può più renderlo.
Lo capisco.
Cambio il programma, ora il denaro dovrà portarlo lui personalmente e da solo.
Domani, dalle tre pomeridiane in poi deve stare a disposizione.

La notte…
Sesilia... Sesilia... Sesilia! 
Aiutami... donna!
Il Marinaio non c'è più!
Un'altra parte della mia vita, qualcosa come carne mia che viene strappata a morsi, dolore... dolore!
Taci Sesilia, taci... e ascolta e subito dopo devi dimenticare.
E' buio quando inizio ed è l’alba quando finisco.
Racconto degli ingaggi.
Il trasporto sugli elicotteri dal Sud Africa, dallo Zimbabwe, lo sbarco... gli attacchi sempre di notte, le stragi! 
Le donne urlanti.... trasformate in torce umane!
Le bombe al fosforo!
Bambini!
Il loro pianto!
Il fuoco!
Le esplosioni!
Gli uomini evirati, torturati, uccisi!
Io e il Marinaio!
Io e lui nel bene e nel male. 
Nel male... nel male!
L'Africa!
Il ventre dell'umanità!
La caccia ai cubani in Angola e in Mozambico!
La taglia, tanto a morto!
Poi?
Il Nicaragua!
Panama!
Venezuela!
Ovunque ci fosse ingaggio!
Ovunque ci fosse da assassinare, da distruggere!
Poi... i contratti!
Le uccisioni a pagamento, tante Sesilia... tante!
Piange Sesilia.
Mi abbraccia tenera... e piange.
Sussurra...
-Pobre... pobre hombre...
Le sue labbra sanno delle sue lacrime.
Le sue lacrime si confondono con le mie.
Mi da conforto come può, come sa fare.
Mi prende nella sua mano.
Lo accarezza.
Lo bacia... la sua lingua lo lecca. 
Quando è pronto lo tiene dritto mentre lo accoglie.
Le sue mani sul mio petto, i suoi movimenti lenti, circolari, strofina forte il suo ventre contro il mio.
Sesilia.
Occhi d'indaco.
Stella del tropico, sei un giglio, un giglio immacolato.
Un giglio bianco, puro, nato nel putrido di questo mondo.
Non è vero che non ci sia speranza fin che c'è qualcuno come te.
Sento il tuo amore, Sesilia.
Lo sento mentre mi doni piacere, mentre mi doni un attimo di pace.
Stai ancora piangendo, sento le tue lacrime cadermi sul corpo.
Sesilia.
Sesilia.

Supero anche queste ore. 
Poi gli uomini prendono posizione.
E inizio a far trottare il Cileno.
Deve prendere il primo taxi disponibile a Plaza de Colon.
Prima destinazione il Golf Club del Cariari.
Si fa seguire da una macchina piena di suoi uomini.
Ha un rilevatore? Un microfono?
Non ha capito con chi ha che fare.
La macchina è minata, preparata nella notte scorsa, come tutte le sue vetture, imbottite di C4, un detonatore con radiocomando, voglio che veda quello che succede a non seguire le mie istruzioni. 
Ti avevo detto... solo!
Nel parcheggio, deve esplodere! Nel parcheggio mentre lui scende dal taxi.
Un globo di fuoco!
Un lampo accecante!
Un tuono!

Giochiamo... Cileno?
Vuoi giocare ancora?
O fai sul serio... ora?
Prendi il primo taxi... subito!
Destinazione... Museo Nacional de Antropologia!
Ok... sei pulito Cileno.
Ora altro taxi... Aerodrome de Irrazu'.
Ora... altro taxi. 
Man mano i miei uomini mi danno conferma del suo arrivo e della sua successiva partenza. 
Destinazione finale.
La torre osservatorio del Parco Ornitologico, lì... aspetta lì, nel parcheggio.
Ora siamo... io e te.
E il vecchio e la donna nel furgone.
Cammina Cileno... cammina, entra nel bosco, ti dico io quando fermarti. Fermati!
Lascia il borsone... girati, torna indietro di una ventina di passi e aspetta.
Faccio uscire la donna dal bosco.
Raccoglie il borsone, va a controllare nel furgone con il vecchio.
Io e te aspettiamo Cileno... tranquillo.
Maria Conception torna nella piccola radura, mi fa segno che va tutto bene.
Girati Cileno... svelto!
Il Cileno vede la donna e una espressione di stupore gli trasfigura il viso!

Visto... Cileno? 
La vita è merda! 
La sua faccia esplode, colpita fra gli occhi dal proiettile a punta cava che gli ho sparato.
Il cerchio si chiude... o forse no.
Riunione, divisione del denaro, Maria Conception reclama anche la parte del Marinaio.
Gliela rifiuto, non ne ha diritto.

Le due donne?
La mattina seguente le troviamo sgozzate, un lago di sangue rappreso sul pavimento di terra battuta della cantina dove erano rinchiuse.
Maria Conception è sparita.

Vieni Sesilia.
Partiamo... io e te... subito.. ora.
Dimmi dei tuoi sogni. 
Hai mai sognato?
No.. vero?
La tua vita non te lo ha permesso mai.
Inizia Sesilia, inizia a sognare.
Da questo momento in avanti potrai sognare…

E inizierò anch'io.
Sognerò.
Dimenticherò.
Vivrò.

L'epilogo brevissimo.

Vivo in Belize ora... assieme a Sesilia.
Dovreste vederla! 
Immaginatela!
Allegra... felice da mattina a sera. 
Il giorno parliamo, ridiamo molto, nuotiamo, cuciniamo, la sera andiamo a ballare alla pousada, facciamo l’amore.
Ora vivrei per questo.
Per renderla felice.

Il Marinaio?
Tornai una volta per chiudere davvero il cerchio.
Chi lo uccise?
Il Cileno? 
No... fu Maria Conception! 
Era stata l'ultima amante del Cileno e odiava enormemente sua moglie, gelosia femminile e voleva utilizzare il Marinaio, usare la sua ingenuità, per vendicarsi e prendere il posto del Cileno al comando della sua organizzazione. 
Organizza la truffa degli AK 47 e tutto il seguito, un piano diabolico per eliminare il suo antico amante tramite noi, ma il Marinaio se ne accorge e lei lo uccide. 
Ma il vecchio venditore di biglietti della lotteria Nacional, che nonostante i duecentomila dollari guadagnati continua a vendere speranza ai disperati, la riconosce, si ricorda di lei.
E quando lei torna alla luce a capo di una organizzazione che è subentrata a quella del Cileno mi avvisa.

Tornai e fra il volo d'andata e quello del ritorno chiusi definitivamente il cerchio.

Per sempre.

lunedì 27 gennaio 2020

IL MARINAIO - Incontro al porto.



il Marinaio... molto tempo prima.


Quando mi chiama è nei guai, ora mi sta guardando con lo sguardo di un cucciolo. 
Siamo nel suo mondo, una taverna del porto, buia e fumosa, gli altri avventori? Tutto il cosmo umano... l’infimo: marinai, scaricatori, alcolizzati cronici, spaccia, trafficoni e naturalmente puttane sciatte e vissute.
Lui? Il Marinaio.
E' il mio amico, l’unico, quello con il quale ho vissuto gli anni peggiori, a vederlo non si direbbe capace da precipitarsi in ogni guaio a testa bassa, è grande e robusto, massiccio come un orso, una grossa testa ricciuta piantata su due spalle possenti, il viso segnato dagli anni e dalle vicissitudini.
Lui fa parte il periodo oscuro della mia vita, quella dalla quale non riesco, non voglio, liberarmi.

-Cazzo, devi aiutarmi e niente sermoni...!

Penso...
Ok... ma quando finirò di farti da fratello maggiore? E quanto ti serve questa volta? Ma... va bene, cosa importa, poi? Si vive una volta sola e anche male!
E noi? Che ci importa davvero vivere?
Stiamo bevendo per ubriacarci, ma abbiamo appena iniziato, tequila, sale, limone e birra Corona.
Porto il bicchiere alla bocca e in quel mentre entra una ragazza, bionda, ben vestita, bella, ma cosa ci fa in questo locale? E’ fuori luogo come la madonna in un casino!
Mi incuriosisce, la guardo mentre raggiunge il bancone, non solo io ma subito la fauna maschile si sveglia dal torpore e la scruta, lei parla con il gestore, questi scuote la testa, in breve è circondata dagli ubriachi che le si avvicinano e prendono ad importunarla verbalmente.

-E' in cerca di guai...

Sentenzia il Marinaio.
Si alza e raggiunge il bancone, spinge via gli uomini.
La prende per un braccio e la porta al tavolo, intanto la guardo, bella veramente, elegante, occhi verdi, tacchi infiniti e belle gambe, magra, assomiglia un po', alla... ma si! Come si chiama? Alla Paris Hilton! Anche quella sempre a caccia di emozioni al limite.
Si siede.

-Cerchi qualcuno?

Mi guarda e sembra che quello che vede sia di suo gradimento, guarda il Marinaio e anche quello pare piacerle.

-Forse si...

L’abbiamo già catalogata, non mi sbaglio... penso che la piccola sia in cerca di sensazioni forti, capita a queste fanciulle, si stancano della solita vita noiosa e vogliono provare qualcosa che le faccia sentire vive. Devono uscire dalla loro soporifera normalità.
Le diamo da bere, accetta la birra e la tequila e mentre alza il bicchiere con la mano sotto al tavolo le tocco le gambe, mi guarda. 
Si... ha trovato quello che cercava.
Cercavi dei porci che ti scaldassero i sensi? Li hai trovati!
Respira forte a bocca aperta mentre la frugo, sento sotto le dita la seta delle sue culottes, è facile raggiungerla, è soffice, bagnata, le passo forte le dita lungo lo spacco della sua vagina e premo, sento il suo gemito. 
E’ calda la piccola, incandescente, la penetro senza molti riguardi, le piace, geme, tutto questo sotto lo sguardo avido e lascivo del Marinaio, lei prende a fissarlo mentre la tocco, si passa la lingua sulle labbra, è un gesto pieno di libidine ed è chiaramente un invito. Lui lo accoglie, si sposta ed ora è al suo fianco, le prende la testa con la sua manona e la tira a se, le sta mangiando la bocca, lei ricambia, lui le passa l'altra mano sui seni, li stringe, cerca i capezzoli induriti e li strizza, lei passa le sue mani sulla sua testa, mentre il suo bacino spinge verso la mia mano, vuole essere scopata dalle mie dita e l'accontento, ora con due unite le strofino forte il suo interno e sento che si bagna, si bagna... porto le dita un attimo alla bocca per sentire il suo afrore, e poi ritorno da lei e la sento aprirsi. Completamente!
Guardo verso il bancone, intercetto lo sguardo del gestore e gli indico con un gesto della testa il soffitto, annuisce.
Mi stacco da lei, mi alzo e mentre il Marinaio mi guarda, la prendo per mano e la faccio alzare, la conduco alla scala che porta al piano di sopra, il Marinaio approfitta per palparle il sedere, lei subisce? 
No! Assolutamente...no! 
E' attiva, partecipe, con la mano libera tasta il pacco del Marinaio, lo mena da sopra il tessuto, è in preda alla libidine tanto e quanto noi!
E’ puttana!
Di sopra c'è un locale dove a volte dorme il gestore, sa del sudore di chi vi ha soggiornato, squallido ma adatto al momento, c'è un letto, è sufficiente per quello che dobbiamo fare, la mettiamo in mezzo, io davanti e il Marinaio dietro, le passo le mani sulle sue mammelle, ha un bel seno... pieno, il seno dei vent’anni, sento il suo turgore e lo spingere dei capezzoli contro il tessuto del vestito, non ha reggiseno, sento il suo bacino che si muove, bascula contro il mio ventre e contro quello del Marinaio, si strofina contro i due manici eretti, le prendo la bocca, gliela divoro, mentre le nostre mani, quelle mie e del Marinaio la spogliano. 
Non ha molto! Il vestitino e le culottes, non si può dire che non sia venuta pronta! 
E’ bella, slanciata, vita stretta e bei fianchi, un bel sedere sporgente che ora si sta strofinando contro la verga del Marinaio, la lascio e mi spoglio e mi esamina man mano e quando lo libero dai calzoni si lascia sfuggire una esclamazione di stupore, si... so che le piace! Allunga una mano, lo tocca, lo soppesa, lo stringe, accarezza la cappella asciutta e serica, porta l’altra mano dietro e massaggia il Marinaio. 
Beh... dire che ha voglia è improprio! 
E’ veramente in piena crisi di libidine e mentre il Marinaio si toglie i suoi indumenti, si gira a guardarlo senza lasciarmi, le piace quello che vede, un tronchetto di carne, non lungo ma grosso, largo appena un po' meno di una lattina di birra, ci mette uno accanto all'altro e ci esamina, tocca e si inginocchia e prende ad adorarci, la sua bocca corre da uno all'altro, le mani sulle aste a menarci, ha il corpo di una ragazzina e la libidine di una puttana navigata, ci fa avvicinare e struscia le verghe una contro l’altra, mentre le lecca a turno, tenta di prenderle ambedue in bocca ma le è veramente impossibile! 
Che sensazione piacevole sentirmi strofinare contro un altro pene, io e il Marinaio abbiamo diviso tutto. 
Scopato di tutto.
Tenendoci forte per le verghe ci trascina al letto e si gira, si china in avanti, allarga le gambe e mi tira verso di se, mentre il Marinaio si porta all'altezza della sua bocca, bagno la cappella nei suoi umori abbondanti e la penetro senza complimenti, lei vuole, chiede questo! Vuole violenza!
Vuole essere scopata senza riguardi! Mugola, guaisce a bocca piena, mentre spinge le sue natiche contro il mio ventre, il sacco dello scroto la colpisce forte ad ogni mia penetrazione, mi prende tutto fino in fondo, la scopo con forza, violentemente, l'alzo ad ogni colpo, e viene, lo sento dai fremiti, dalle vibrazioni che la scuotono e dai singulti che emette, poi ci scambiamo posto, ora è il Marinaio a fotterla, le allarga la vagina con il suo attrezzo e ancora la sentiamo venire e venire ancora, è il nostro turno ora di godere e quasi nello stesso istante ci svuotiamo e lei assorbe... tutto! 
Lecca, ingoia la quantità esagerata di sperma che le travaso in gola!
E vedo quella del Marinaio che le tracima dalla vagina lungo le cosce in lunghi densi rivoli.
Non ci dà tregua e si dà da fare e con risultati positivi, pochi minuti e siamo ancora in ballo, cosa cerca? 
Si...! Vuole farsi prendere da ambedue, assieme!
Fa distendere il marinaio, si impala a fatica e poi mi invita, ma così... senza alcuna preparazione? Nel culo senza lubrificante? 
Si, è quello che vuole e io l'accontento! Sputo sulla cappella ripetutamente e sputo sul suo buco e la punto, spingo e lei non si ritrae, anzi! 
Si offre, sento il suo anello cedere, un po' alla volta e insisto, ora sono dentro e prendo a montarla mentre la verga nella vagina sta ferma, la sento mentre la penetro, la strofino con la mia la verga del Marinaio, la monto a lungo e lei ad un certo momento mi ferma, mi fa levare, vuole il Marinaio nel suo garofano, e io sotto... e riprendiamo, lei mi morde la bocca, mi lecca le labbra, lui che le sta veramente alesando, allargando a dismisura il suo buco, lei che gode come una indemoniata, poi nuovamente il piacere, l'orgasmo! 
Ed e' finita! 
Ci fermiamo ansanti e con il respiro rotto.

Lei è la prima ad alzarsi, si pulisce sommariamente dallo sperma, si rimette le culottes di seta e si riveste, si volta verso di noi, ha un viso da gran troia.

-Ora me ne vado, ho la macchina che mi aspetta.

E il Marinaio...

-Non crederai veramente di andartene così, vero? Ci devi pagare, noi non scopiamo gratis le troie come te e ti conviene farlo, altrimenti domani ti trovi su di un cargo diretto in oriente destinata a qualche lurido bordello.

Lei non fa una piega, apre la borsetta, la svuota sul letto, si toglie l'orologio, gli anelli, il bracciale e li butta accanto al portafoglio.

-Va bene così?

Ride la spudorata, scommetto che le piace essere trattata così! Ci gode! 
Un'altra emozione nuova.
Troia!
Poi lascia la stanza, ma vuole l'ultima battuta.

-E' stato interessante, tornerò a trovarvi....