giovedì 4 maggio 2017

L'AMORE DI F. E LA SUA VOGLIA DI UCCIDERE!






“E’ proprio vero che le disgrazie non capitano mai sole! Vengono a grappolo, una tira l’altra come le ciliegie! Ma guarda che troia!”

E’ questa l’amara constatazione mentre percorre il solito tratto che usa per fare jogging.

“Basta! E’ il momento di mostrare la mia capacità di analizzare freddamente i problemi! Freddamente, hai capito coglione? Senza lasciarti prendere dalla rabbia!” 


Primo guaio: il piccolo guaio!
L’azienda per la quale lavora, no… lavorava, ha ritenuto… che termine ha usato? “…di dover fare a meno della Sua preziosa collaborazione…”! 
E lui? E’ senza lavoro, se non alza il culo e non si da una mossa fra poco mangerà alla Caritas!

Secondo guaio: il GRANDE guaio!
La moglie lo tradisce! 
Lo tradisce con la persona più gretta e stupida che mai ha conosciuto, il suo principale! Un grasso lumacone ottuso e arrogante. 
Arturo! 
Come si fa a chiamarsi così? Persino il nome è ridicolo! Da quando la scopa non lo sa. Non aveva su di lei il minimo sospetto, finché… per caso, nel portatile personale della moglie ha trovato una foto che lei probabilmente ha scordato di eliminare o nascondere.
Lei, la cagna… è a pecora con la testa a terra, con una faccia da troia sotto orgasmo e lui, grasso e viscido, è dietro di lei che la scopa. 
In figa? No… nel culo! 
E’ in questo buco che la fotte, lei con le due mani che si apre le chiappe e leggendo la frase che accompagna la foto se ne ha la certezza: 
“Ricordi puttana come ti ho sfondato il culo? Urlavi dal piacere come la troia che sei! Saluti al cornuto!”
Ecco…! Evidentemente il cornuto è lui! 
La cosa gli è particolarmente dolorosa, proprio ora che avrebbe più bisogno di lei… del suo appoggio morale e lei lo tradisce! 
Dio! La rabbia!
Metterla di fronte alla sua colpa? 
No… non subito almeno! Il gioco lo vuole condurre diversamente. Intanto ha fatto copia della foto e del testo. Deve solo cercare di controllarsi per aspettare il momento giusto!


Ma che voglia di ucciderli! Lei e il viscido lumacone!


Quando entra sudato fradicio sente lo scrosciare della doccia… è lei!

Mentre correva, nei suoi pensieri li ha uccisi in mille modi diversi! Vedeva il loro sangue scorrere come un fiume in piena, per poi sentirsi… senza lei, come un naufrago su una zattera alla deriva! 


Lui l’ama questa puttana traditrice! Se pensa ad una vita senza lei… si sente morire!

E’ bella la puttana! Belle tette, bel culo, è anche tanto troia ma solo con il suo amante! Certamente una parte di colpa del suo tradimento è anche sua, preso dai suoi problemi di lavoro la sua virilità è sparita chissà dove e da tempo! 
Ma adesso? Saranno le corna ma si sente un toro! 
Si spoglia velocemente ed entra nell'angusto box doccia, le si strofina addosso, le fa sentire la sua eccitazione. 
Lei si schermisce. 
Non ha voglia di lui questa troia!


-Amore… no. Sono sfinita! E’ stata una giornata massacrante…-


-Amore… una sveltina! Non vorrai lasciarmi così… senti come mi tira!-

E’ vero! E’ da un tempo infinito che non gli tira il cazzo così! 


E’ grosso e duro come una spranga di ferro!

-Va bene… ma una veloce, eh?-



La tira fuori dalla doccia, non ha molta delicatezza e così grondante la costringe con il busto sul lavabo. La tiene forte mentre la cerca. La infila di colpo… inizia a penetrarla forte e veloce, la tiene chinata con una mano sulla nuca.



-Oh… amore! Ma come sei larga, ci nuoto nella tua figa! Ma sei larghissima come se ti avesse scopato un toro! Ma hai scopato, amore?-


Lei…



-Scemo! Dai dai… vieni… che ora ho tanta voglia! Voglia del tuo cazzo… ma quanto sei duro…-



“Puttana…” pensa lui… “ora mi voglio divertire…”


-Si che vengo… lo sai quanto ti desidero, ma ora su… da brava… girati… fammela leccare…-


La fa ruotare a forza, le apre le gambe, le si inginocchia davanti.


-Ma guarda te! Sei tutta rossa e infiammata! Ti fa male…?-

-Si… conseguenze del ciclo… sai… i tampax…-

“Si…!” pensa sempre lui… “il ciclo e i tampax di stò cazzo…! Ti sei fatta fottere… troia! Anche oggi!”



-Aspetta che ora te la lecco… voglio darti sollievo con la mia lingua…-


Intanto oltre alla lingua mette in azione le dita, le entra prepotente dentro e inizia a ravanarla forte nel suo interno.


-Caro… mi fai male… smetti dai…-



“Troia…” pensa lui… “ora passo al tuo culo…”-


-Oh… mi dispiace cara… sai… è la passione, l’amore che mi fa essere così violento…-


La rigira… la spinge stavolta con maggior forza sul lavabo, stavolta è il suo culo ad interessarlo…


-Si, povero amore mio… ho visto che hai la micia infiammata, perché così larga poi?? Come se ti avesse scopato uno con un cazzo enorme! Non è che sia successo davvero…? Ah ah…! Sicura amore che non mi hai tradito?-

-Ma che dici? Lo sai che non mi piace scherzare su queste cose!-

-Scusami amore… era solo una battuta…-

Intanto le apre le natiche, il buco del culo è nelle stesse condizioni della figa, rosso sangue, gonfio.



“L’hai preso ancora nel culo… cazzo…! Ma che puttana sei?”


Pensa… mentre le mette dentro un dito e le provoca un grido di dolore.


-Oh… amore che bel culo hai! Ora… ti inculo sai? Qui non sarai larga come in figa…-

-Mi fai male… fai piano…-

La donna non vuole incrementare eventuali dubbi del marito, stringe i denti mentre il cazzo entra e sforza!



“Ma quanto sei larga anche qui? Ma quanto ti ha scopato?” pensa lui mentre spinge la verga a fondo.


-Oh amore… sei larga anche qui! Larga… larga! Pensa che non ho fatto nessuna fatica ad entrarti dentro… proprio come se fossi l’ultimo della serie di cazzi che hai preso oggi…! Ah ah…-

-Ma quanto sei scemo! Dai dai… vieni dentro che piace anche a me…-

“Ti piace? Stronza e bugiarda! Ora devi sopportare… ti voglio far male, puttana”… si dice mentalmente mentre la monta con violenza.



Dura tantissimo e infine le sborra dentro. Si stacca, la bacia e senza una parola entra in doccia, si lava.


Lei… passa al bidet.

-Caro… cosa hai deciso per il nuovo lavoro? Se accetti, sarai solo e distante… io non posso certo lasciare il mio…-



“Certamente…! Il tuo lavoro e quel grasso porco del tuo amante… ti andrebbe da dio mandarmi il più lontano possibile!” pensa lui.



-Ho preso tempo… magari trovo qualcosa di più vicino…-

-Sai? Ma non so se vorrai abbassarti… ma al mio capo, servirebbe uno che aiutasse il figlio nel prepararsi ai test per l’università, sei laureato in chimica… ti darebbe il compenso di un professore che da lezioni private..-

“Ma quanto sei presa… troia? E da un lumacone che si chiama Arturo?” pensa mentre dentro gli monta la rabbia ma subito la vince. Deve avere il tempo per agire.



-Lo farei volentieri! Ma ha due figli, no? Un maschio e una femmina…-


-Si… sono gemelli… la loro mamma vive lontano, sono separati…-

“Come no! Per fortuna che ha te… che gli soddisfi la voglia di scopare! Puttana…!”… se la ride lui.



-Va bene allora, gli dico che sei disponibile e che inizi subito…-


-Ma certo! Grazie cara di aver pensato a me…-


“Ti odio, troia…” pensa invece.



Ma il sesso fatto in maniera violenta gli ha allontanato momentaneamente la voglia di ucciderla...

lunedì 24 aprile 2017

EROTICO E PORCO IL MIO SGUARDO...

Pubblico un racconto di Borderline, che saluto e ringrazio... dovesse passare...



Erotico e porco il mio sguardo quando ti ho visto e sono scesa dall'auto... ricordi?
Vestitino in seta nero con i fiorellini beige sopra al ginocchio.
Seno sfacciato a vista, due mele da mordere, il pizzo nero del reggiseno che si intravede.
Tacchi alti, li amo lo sai, scarpe nere, a punta, laccetto fine... fanno dei miei piedi bocconcini succulenti da assaggiare.
Capelli raccolti a coda, come piace a te...
vuoi il mio viso, vuoi i miei occhi, vuoi la mia bocca...
Sono TUA.

Ci troviamo davanti alla palestra e non perché la frequentiamo, non ancora...
Ma a quest’ora è un palcoscenico che voglio calcare.

Scendo e passo sulla tua macchina le dita della mano.
Arrivo sul cofano davanti lo accarezzo come se fossi tu, i miei occhi incollati ai tuoi, il sorriso malizioso della tua bimba.
Un dito in bocca e poi sulla carrozzeria, si vede il segno.
Un dito sotto il vestito si muove, gambe larghe, busto in avanti, gli occhi che vogliono perdersi... poi nella mia bocca golosa che lo succhia, ti invita.
Mi guardo in giro, il momento che più mi eccita... parcheggio davanti alla palestra, sono le sette di sera... tutte le vetrate sono su di noi.
Guardi, speri che ci sia qualcuno dietro quei vetri che mi noti.
Io non mi volto, godo di più così.
Alzo il vestito, voglio offrirti il mio corpo... mi muovo in una danza lenta, il bacino che si allunga e si gira, si... e’ come se ti stessi montando, quando sopra di te mi alzo e mi abbasso per godere del tuo cazzo, per sentirlo duro, grosso che mi riempie fino in cima e oltre.
I tuoi occhi staccano un secondo da me e immagino tu abbia visto qualcuno.
E la miccia, la nostra miccia.
I tuoi occhi ora reclamano piacere, leccano i miei desideri. Alzo il vestito fin sopra ai fianchi, lo slip e’ un minuscolo perizoma, un filo di perle bianche tra le natiche e un triangolino di stoffa nera davanti. Mi giro e incrocio lo sguardo, il suo... ha parcheggiato di fronte a te.
Fermarmi?
Non ci penso nemmeno.
Sposto lo slip e mi allargo le chiappe, voglio che tu veda il mio sedere, voglio che ti ecciti, che ti faccia impazzire. Ora guardo lui che e’ rimasto in macchina e mi guarda.
Mi rigiro verso di te, prendo lo slip e lo tiro, lo sento umido, bagnato, caldo. Lo sfilo e guardandoti lo porto a lui. So quel che pensi, so che ti sto eccitando.
Lui apre la portiera, mi guarda tutta... vorrebbe scoparmi sai... glieli offro e lui lo prende, annusa il mio profumo, mi parla... cosa dice?
Amore... immaginalo dai.
Mi appoggio alla sua macchina, rialzo il vestito e inizio a toccarmi.
Sono tra voi due, sono nei vostri pensieri, nei vostri desideri... essere desiderata lo trovo erotico, mi dà piacere, infinito piacere.
Mugolo dall'eccitazione, le dita bagnate.
Dammele mi dice, dammele dai.
Cerco te, annuisci e gliele offro. La sua mano tira forte, mi stringe il polso e nel guardarlo vedo che si sta menando... mi fa cenno, vuole che gli bagni l’asta del mio miele. Ho iniziato a giocare e continuo, non so e non voglio fermarmi, tanta è la nostra libidine.
Gli passo le due dita sulla cappella, scendo stringendoglielo fino a sotto e poi risalgo, portando le dita alla mia bocca mentre con la mano non ho mai smesso di toccarmi.
Ti guardo ancora, ora vuoi che goda, dai... dai mi dici, godi troia, godi.
E parto davanti a lui.
La mano strofina forte, il palmo lo spingo sul mio grilletto, lo passo velocemente e il piacere inizia a farmi godere. Guardo lui, guardo te, il mio uomo, il mio porco che apre la bocca e si passa la lingua sulle dita, sulle labbra.
Ora le spingo dentro, due, tre dita, immagino di essere presa da voi due, in quel momento, alla luce del sole, tra le macchine, in mezzo ai vostri cazzi vigorosi e senza pietà, presa nella fica e nel culo e parto... vengo, urlo, non so trattenermi, non voglio trattenermi.
Lui lascia scivolare velocemente la sua mano, ha le gambe larghe, appoggiato al sedile e non appena mi sente e vede godere non resiste, non si trattiene e i suoi schizzi arrivano fin sopra le mie gambe e continuiamo fino a quando i corpi ritrovano la pace e il sollievo.
Riprendo il fiato, ricerco te subito... questo è il nostro inizio.
Passo un dito sulla sborra che ho sopra la gamba e la porto alla bocca. Tiro fuori la lingua e la gusto. Mi abbasso sul viso di lui, sfioro la sua bocca, le sue labbra e scendo a leccare con la punta della lingua il suo collo.
Gli sorrido e vengo verso di te. Salgo sulla tua macchina e senza dire nulla mi baci, mi mangi la bocca, mi tocchi la fica e ancora... ancora... ancora.
IO e TE...

Unici e speciali.