L’uomo ha sempre lo stesso spirito di
Ulisse, vuole essere libero di spaziare e conoscere il mondo, vivere
situazioni nuove e intriganti, conoscere persone affascinanti ma
vuole avere la certezza di avere una Penelope che lo ama e lo aspetta
sempre a casa, qualsiasi cosa accada, incondizionatamente...
Anche
persone tipo la maga Circe sono sopravvissute nei millenni e nella
versione odierna sono più forti e più ammaliatrici che mai,
impossibile resistere. Con loro fatalmente si cade, poi ci si rialza,
ci si lecca le ferite e si riparte per il prossimo viaggio.
Così pensa l’uomo/Ulisse.
Invece
Penelope?
Secondo il pensiero comune e convenzionale Penelope
conosce il proprio uomo, lo ama così com'è, ha fiducia in lui, sa
che presto o tardi lui tornerà da lei, aspetta paziente.
Ma
corrisponde a quanto effettivamente sia la realtà?
Ebbene...
no!
Penelope pensa che, ok., cornuti si nasce... ma non è
d'obbligo accettare supinamente la cosa.
La vera storia di
Penelope.
Penelope ne ha piene le palle, metaforicamente
parlando.
Magari le andrebbe anche di passare alla storia come la
sposa fedele per antonomasia, paziente e casta... ma cazzo! Non sul
serio! Che sia solo leggenda e non realtà!
In effetti quel porco
di suo marito, il mitico Ulisse è via da un bel po' di tempo.
Ulisse... figlio di Laerte per la cronaca, ma che è invece il
frutto adulterino di un capriccio della madre Anticlea per Sisifo e
questo proprio nella notte delle nozze!
Figlio di una zoccola che
si fa scopare dall'amante appena sposata? Ma che figlio poi può
procreare?
Solo uno come Ulisse. Tale e quale a Sisifo suo vero
padre... stessa porca scaltrezza.
In effetti quel grandissimo
bastardo fa tutto in due e due che fa quattro!
La sposa... la
scopa prendendo al sua verginità, la mette incinta e parte per la
guerra.
Tutto di fretta... eh? Non che si sia goduto quella gran
fica di donna che Penelope sentiva di essere nel suo intimo.
Macché!
Poi? Tanto per puntualizzare viene fuori che Ulisse
avrebbe voluto sposare Elena... ma si proprio lei! Quella della
famosa guerra. Ma dato che era un piccolo re squattrinato che viveva
in mezzo alle pecore di Itaca si dovette accontentare, se così si
può dire, di Penelope.
Appena sposato non va fuori di matto?
Parla di partire, di salvare il mondo degli achei!
Che lui è
il prototipo dell'uomo, colui che ha lo spirito di chi naviga per
lidi lontani in cerca di conoscenza, esperienza, verità e novità,
lo spirito dell'uomo libero che vuole scoprire tra avventure gaie e
drammatiche, il sapore della vita, lo spirito di chi possiede una
grande forza interiore!
Fanculo... pensa Penelope... ti
andrebbe bene di avere una donna che ti ama e ti aspetta sempre a
casa... eh? Una che aspetta qualsiasi cosa accada,
incondizionatamente, mentre tu ti scopi ogni donna che
incontri?
Fanculo...!
Ripete a se stessa, ma come ha fatto a
fidarsi di un uomo che per motto aveva... "Mentire sempre.
Rubare quando possibile. Uccidere se necessario"?
Penelope
per un po', ma solo per un po', gusta il piacere strano di essere
fedele e casta, ma per pochi mesi, insomma gioca a fare la donna
integerrima senza debolezze ma infine una sera... complice quel
particolare vento carico di umori che viene da oriente... cerca e
trova quello che da tempo le manca.
Un cazzo solido come un ramo
di olivo!
Davvero non ha importanza quello che c'è dietro al
duro virgulto di carne, basta che sia vivo e respiri. Ma si...
diciamolo ora che è il guardiano dei maiali dell’isola. Un uomo
tanto largo che alto, sporco e puzzolente ma che serve egregiamente
allo scopo, a farla godere dei piaceri del sesso. Alla fine... basta
con quel piacere solitario che invece di placarla la attizza ancora
di più!
Non che l'isola offre molto di più, intendiamoci.
Pastori di pecore, pescatori, contadini, insomma... proletari
ignoranti nullatenenti, niente selvaggina pregiata.
Per qualche
anno Penelope si accontenta della fauna maschile esistente, veramente
ha anche messo gli occhi sul figlio Telemaco, un bel ragazzo con due
occhi neri assassini, lo ha più volte tentato accogliendolo nel suo
letto costruito da quel pazzo di Ulisse intagliandolo in un tronco
d’ulivo che affonda le sue radici nel sottostante cortile, un letto
per scimmie sembra!
Ha accolto il figlio nuda, calda, fremente
con lui anche nudo ma nonostante le carezze anche spudorate il tenero
passerotto che il giovane ha fra le gambe non è diventato il duro
rapace aquilotto che la madre si aspettava.
Nulla di nulla.
Non
convinta gli manda in letto la sua ancella prediletta, puttana quanto
lei ma anche questa fa fiasco. Ha provato di tutto ma il passerotto è
rimasto passerotto.
L'arcano lo scopre alcuni giorni più tardi,
in effetti il figlio Telemaco le fa concorrenza, caccia la sua stessa
selvaggina!
I maschi dell'isola.
Lo sorprende mentre chinato
in avanti viene inculato di brutto dal custode delle capre.
Altro
duro colpo, una possibilità di godere che sfuma.
Cerca nuove
ispirazioni.
Non sa che la guerra è finita dopo esser durata 10
anni. Non sa che Ulisse intanto si sta scopando Nausicaa, Calipso,
Circe e chissà quante altre puttane in giro per le isole del
Mediterraneo!
Non lo sa e non le importa più.
Sa invece di
preciso che l'isola non le basta e neanche i maschi esistenti.
Fa
sapere alle isole vicine che si darà in sposa all'uomo che saprà
farla godere di più! Il più porco, quello dotato della maggior
fantasia e capacità di far godere una donna. Una specie di uomo
ideale... nel sesso.
E gli uomini... li chiamiamo i porci?
Quelli
accorrono numerosi! Giovani e vecchi, aitanti e smidollati lasciano
le loro case per tentare la fortuna. Sanno della bellezza di Penelope
e sono stati informati dalle voci correnti di quanto sia essa stessa
una vera assatanata di cazzo!
Ormai Penelope non sa rifiutare
nessuno. Non vuole. Li vuole tutti.
E qui nasce la leggenda della
tela. Ma si... quella specie di cencio che di giorno tesse e di notte
disfa.
La verità è un'altra... lei non vuole affatto sposarsi,
vuole godere e godere, prende gli uomini a turno una notte dopo
l'altra e li tiene per i coglioni, fa credere loro che ancora non sa
decidersi su chi di loro sia il più porco. Che devono darsi daffare
di più, essere più attivi nel farla godere. Insomma li tiene in
sospeso e lo fa per tutto il tempo che crede. Non che sia solo lei a
approfittare dei porci... eh? Ne approfitta anche Telemaco che ormai
è diventato la seconda sgualdrina di casa. Una altra puttana.
Ora
la grande sala comune è il luogo dove si svolgono orge ininterrotte,
Penelope, le sue ancelle e Telemaco si scopano tutto lo scopabile!
A
Penelope va alla grande, non vuole davvero cambiamenti, no sul serio!
Ma Ulisse...? Non decide di tornare?
Naturalmente subdolo
come è mica viene come verrebbe un uomo normale, noooo! Questo
bastardo si deve travestire, essere sempre coerente al suo
personaggio! Ulisse torna a casa non perché vuole rivedere la moglie
e il figlio, ma perché è stanco delle sue avventure. Torna a casa
da vecchio, come se avesse bisogno di farsi compatire o
perdonare.
Beh... una volta tanto la sua astuzia non ce la fa.
Viene riconosciuto da Penelope, come poteva credere che non fosse
così? Solo un uomo sciocco e presuntuoso come lui poteva
crederlo!
Penelope lo inganna e lo fa senza scrupoli. Non vuole
cambiare il suo modo di vita per il ritorno di un uomo che non ama e
che presto ripartirà e la lascerà di nuovo sola! No... proprio
no!
E poi... è stanca dei suoi amanti! Sempre i medesimi? Sempre
gli stessi cazzi? Li vuole cambiare... cercare nuove emozioni,
insomma rinnovare il parco uomini!
Fa credere a Ulisse che i porci
siano dei prepotenti pretendenti alla sua mano e lei e Telemaco lo
aiutano a far pulizia nel modo che sapete! Forse la storia dell'arco
è vera o forse no, ma tanto non ha importanza.
Ulisse torna ad
insediarsi da re, da padrone e questo mica va giù a Penelope nè a
Telemaco. Manca loro la libertà di puttaneggiare, Ulisse è noioso,
continua a parlare della guerra di Troia, di Achille e di come ha
fottuto la città invincibile con il suo cavallo! Che noia! E
scopare? Mai?
Penelope ne ha nuovamente le palle piene,
metaforicamente parlando.
Una bella notte... brutta per Ulisse,
lei e Telemaco che ha le palle piene del padre quanto la madre, dato
che mancano anche a lui quei poderosi cazzi che riceveva nel culo
fino a pochi giorni prima! Una notte insomma fanno la festa a
Ulisse... ma si... lo sgozzano, gli tagliano la gola, lo scannano
come un tacchino, scegliete voi il termine che più vi aggrada.
Lo
uccidono insomma, poi lo buttano a mare legato a dei sassi per non
farlo riemergere e spargono la voce che è partito verso le colonne
d'Ercole... verso l'ignoto.
Si... questa è la vera
storia...
Ma da lì nacque tutto il resto della leggenda
Come
il Poeta fa dire a Ulisse...
"Considerate la vostra semenza:
/ fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e
conoscenza "
Penelope?
Visse felice e
contenta...
Telemaco?
Pure lui...
T

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