mercoledì 29 marzo 2017

CONVIVENZA (4^ parte)



Lei.
Sono tanto bagnata che il mio liquido vaginale mi bagna le cosce, quando come risposta mi prende la mano e la porta sul suo cazzo, un sospiro mi sfugge dalle labbra, lo tiro su di me e appoggio la bocca al suo orecchio…
“Vuoi che ti insegni…? Vuoi che ti insegni a far l’amore…? Che ti insegni a fare impazzire una donna… così poi potrai scrivere di cose che conosci…?
“Si… si…!”.
“Dovrai fare tutto che ti chiederò…”.
“Si… si…”.
Passo le mani sui capezzoli… li stringo… mi alzo le tette….
“Ti piaccio…?”.
“Sei fantastica…!”.
“Per prima cosa dobbiamo soddisfare la voglia che abbiamo, poi con calma penseremo al resto…”.
“Si…”.
“Questa sarà la tua prima volta… quella che ricorderai per sempre…”.
Monta sul letto… io ho fretta, lo faccio distendere, la prima volta voglio essere io a cavalcarlo, lo scavalco con una gamba e mi abbasso, con una mano lo cerco, prendo l’asta e mi ci siedo sopra, entra… che bestia ha! Mi riempie tutta, la cappella mi tocca l’apice dell’utero facendomi provare una scossa, mi alzo e mi abbasso, poi ruoto il bacino impalandomi sempre di più, sento arrivare il piacere, un orgasmo mi prende leggero e veloce… poi un altro… un altro ancora… poi sento arrivare da lontano quello vero… quello che ti fa partire per un altro mondo! Arriva… arriva… gemo e urlo… mentre mi muovo scomposta sul ventre… sul cazzo del mio uomo, sento la sua sborra riempirmi e ancora continuo… il suo cazzo mi apre in due…!
“Che cazzo hai…! Ed è ancora duro…!”.
Mi levo… mi asciugo fra le gambe con il lenzuolo e mi abbasso sul suo ventre… lo bacio… lo lecco… gli accarezzo la grossa asta menandolo e lo scroto con le due castagne che contiene e il tratto perineo fino a toccarlo sull’ano, lo prendo in bocca dopo averlo insalivato e cerco di inserirmelo più in fondo possibile…
Gli è rimasto duro come un bastone, sospendo il pompino e mi inginocchio sul bordo del letto, la testa posata e l’invito a prendermi dal didietro, lo cerco con la mano e lo posiziono, lui spinge con forza ed è nuovamente dentro, lo incito a montarmi, gli grido di metterci più forza e dopo ho solo sensazione del palo che mi squassa e i forti schiocchi quando il suo ventre colpisce le mie natiche, ruoto con forza il bacino e spingo ad incontrarlo, sono in preda ad un raptus erotico, mi devo rifare da sette anni di astinenza, un orgasmo… un altro… e ancora… mentre lui instancabile vanga la mia figa. Poi inizia a gemere, ad urlare addirittura e viene…! Sento gli spasimi di piacere scuotere il suo bacino e mi conduce al mio orgasmo finale, urlo e sembriamo due lupi che ululano alla luna, per fortuna che abitiamo isolati…!
Continua anche dopo esser venuto… a lungo… e fa così scemare piano piano il piacere fino a trasformarlo in una sensazione di estrema stanchezza e soddisfazione. Ci allunghiamo ansanti sul letto, vicini… mi accarezza con dolcezza le grosse tette sudate… lo cerco con le labbra e lo bacio dolcemente.
Mi assopisco sento le sue mani scorrere curiose lungo il mio corpo… ora mi accarezza il ventre… il folto pelo che ho intorno alla figa… apro le cosce… voglio che mi guardi… che mi veda con la sua sborra che mi fuoriesce… le sue dita leggere mi accarezzano, le sue dita seguono la curva delle labbra esterne aperte dopo l’atto, le forzano e mi toccano sul punto più sensibile causandomi un gemito, proseguono e trovano più sotto il buco dilatato della vagina, lo forzano… entrano… quante sono le dita…? Due… ora tre… favorite dalla sborra e dal muco vaginale entrano fino al palmo e cominciano a pomparmi, intanto il pollice è rimasto sul clitoride e continua a lavorarlo, sto quasi dormendo ma rispondo con alcune spinte pelviche alla sua opera, ritira la mano mi fa girare sul ventre, eseguo volenterosa, mi accarezza la schiena i fianchi e le si ferma sulle natiche, impasta le grosse chiappe come fossero pasta da pane, le apre e sento le sue dita indagare curiose, sono sulla rosa rugosa dell’ano, è fradicio di quanto è fuoriuscito dalla figa, spinge… rilasso lo sfintere… favorisco la sua introspezione… il dito entra e allora audace prova con due, mi sfugge un gemito involontario di dolore e allora smette subito, torna su e mi abbraccia, un bacio e mi si distende accanto. Mi metto sul fianco e gli passo il braccio sul petto, appoggiando le tette contro la spalla, sono soddisfatta… sto bene… da anni non mi sentivo così… l’accarezzo sul petto… è glabro come il mio povero marito, meglio così, i peli non mi intrigano, la mano corre sullo stomaco piatto e raggiunge il ventre… ora tocca a me indagare…!
Il suo cazzo moscio poggia su di una coscia, lo prendo fra le dita e lo accarezzo, gli palpo lo scroto… lo prendo nella mano… lo soppeso….
Riprendo in mano la sua verga… ma che succede?! Sento i stimoli che lo inturgidiscono… e lo sento diventare sempre più consistente, un miracolo! Sta nuovamente diventando duro! Abbandono tempestivamente il mio stato di assopimento e abbasso la testa e riesco a prenderlo tutto in bocca e godo nel sentirlo diventare sempre più grosso e lungo, tanto da non poterlo più tenere in bocca, comincio a pomparlo, mentre lui mi prende la testa e mi forza verso di lui. Ho la figa in fiamme, penso di farmela leccare, ma no! Questo lo voglio fare con più calma, di insegnarglielo per bene. Mi distendo sulla schiena, allargo le gambe e l’invito….
“Dai… vieni… fottimi…”.
Punta la verga e me la mette dentro fino in fondo, allaccio le gambe sulla sua schiena e lo incito….
“Dai… fottimi forte… fammi sentire quel grosso cazzo…”.
Mi squassa la figa con colpi poderosi… collaboro con spinte del bacino, lo fermo e ruoto il bacino per cercare di inserirmelo completamente, poi gli faccio riprendere il ritmo, così per più volte, ora gli metto le gambe sulle spalle, si… sto venendo… un orgasmo… inizia… e dura a lungo, sembra interminabile… poi scema per poi ricomparire più potente del precedente, sono io che sto urlando…? Sento dei gemiti… sospiri… urla… sento che sono io che li emetto… sono proprio partita….
Lui continua nella sua opera… gli cerco le natiche muscolose e lo tiro a me… voglio che me lo ficchi più dentro… quanto vorrei che ce l’avesse ancora più lungo e grosso di quello che è!
Ancora un orgasmo… poi lo sento inarcarsi… i suoi lombi fremere… mentre intensifica le penetrazioni… urla e smania mentre sento il suo sperma inondarmi la vagina… urlo e smanio anch’io… in preda ad un ulteriore orgasmo….
Continua a lungo a vangarmi dopo l’eiaculazione… io continuo a godere… infine si stende esausto su di me, lo bacio….
“…sei stato magnifico…!”.
Si toglie e un rigurgito di sperma mi si riversa fra le cosce, siamo ansanti e bagnati fradici di sudore… e che afrore… di figa aleggia per la stanza….
Passano alcuni minuti….

“Sei stato bravo…! Ma che fame mi hai fatto venire… dai… facciamo una doccia e mangiamo qualcosa…”.

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