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domenica 27 ottobre 2019

L'INQUISITORE FORNIERES E I DIAVOLI DELLA NOTTE.



L'Inquisitore sta camminando nervosamente da una parete all'altra del suo studio come se dovesse misurarne le dimensioni a passi.
Mostra tutta la sua agitazione, sono notti che non riposa, che non dorme bene da quando è iniziata questa cosa dei “Diavoli della Notte”, termine che hanno prontamente utilizzato gli abitanti impauriti della città per chiamare gli autori degli orribili episodi.
I Diavoli della Notte!
Vero che esiste il coprifuoco, il divieto di uscire dopo la mezzanotte e che  esistono le ronde di controllo ma questi episodi accadono nonostante questo e ora si ripetono con una frequenza sempre più allarmante, tre... nel solo ultimo mese, sette nel complessivo.
Deve prendere lui in mano l'inchiesta, ancora non è certo che  sia opera del demonio, peraltro sempre pronto a far danno e a tormentare la gente.
Deve parlare con il Conte urgentemente e reclamare a sé la conduzione delle indagini e quindi ordina al suo segretario di inviare una richiesta urgente di un colloquio al Conte che sa in città, al castello.
E' nervoso da tempo anche per un'altra cosa, quella notte con Beatrice gli ha lasciato uno strascico di sensazioni che fa fatica a gestire. Quel forte piacere sessuale, la pazzia erotica, gli orgasmi provati! Oh si... è consapevole che deve essere dedito alla castità, ma come fa a comandare il pensiero? Che torna sempre a quella notte? Deve distrarsi, pensare solo al suo dovere di Inquisitore.
E ormai tardo pomeriggio che si presenta al castello e viene accompagnato nella grande sala di rappresentanza.
-I miei omaggi... vostra Altezza Reale...-
Il Conte di Amiens vanta una lontana appartenenza alla famiglia regnante e questo  giustifica il titolo.
-Vi vedo con piacere, Inquisitore... Monsignore, cosa vi porta a castello?-
-Quanto accade in città nella notte, Vostra Altezza, il popolo già ha denominato i fatti incresciosi come opera del demonio, sono qui per chiedere alla Vostra Altezza la conduzione delle indagini e il poter avere il supporto delle guardie della città...-
-Ma cosa è successo in particolare? Ho sentito solo vaghe voci mentre ero fuori città...-
-Altezza... a notte fonda, ben dopo il rintocco del coprifuoco, è avvenuto che qualcuno ha sfondato con la forza il portone delle abitazioni di donne giovani che in quella particolare notte erano sole, il marito assente per motivi vari e questo qualcuno abbia violentato lungamente queste donne, picchiate, abusate...-
-Ma perché pensa all'opera del demonio? Il motivo, Inquisitore...-
-Questi... coloro che demoliscono il portone e poi fanno violenza hanno aspetto demoniaco e la gente si chiede come facciano a sapere quando le donne sono sole. E come fanno a demolire il portone. Sembra... a parere del popolo, opera del demonio, è una cosa che dobbiamo debellare urgentemente.-
-Va bene... Inquisitore, conduca le indagine del caso con la piena disponibilità dei miei armati e delle guardie di città, ora... posso approfittare della sua presenza? Voglio presentarle la mia famiglia...-
-Ne sarò grandemente onorato, Vostra Altezza Reale...-
Il Conte si alza a fatica dalla sedia, è un uomo abbastanza avanti con gli anni, lo conduce nelle stanze della sua dimora privata e qui... ci sono due donne ad attenderli. La Contessa e la loro figlia, L'Inquisitore ne rimane colpito, ha sentito parlare della bellezza delle due donne ma mai immaginava che fossero belle in questo modo! La contessa... una bellezza in piena maturazione, forme giunoniche, la figlia, la Contessina... una bellezza in fiore, appena sbocciata. Bellissime ambedue.
Evidente l'interesse delle due donne per l'uomo. Alto e prestante, l'atteggiamento altero e vigile, iniziano a conversare, curiose gli chiedono della sua vita e lui si racconta, non tutto... dice delle sue missioni come religioso, non rivela che ha anche combattuto nelle fila dei Guerrieri di Cristo, parla delle sue origini e la sua voce affascina le donne.
-Monsignore... si ferma a cena con noi? La sua presenza è oltremodo gradita...-
Accetta... ora gode di quel piacere che gli da la presenza delle due belle donne, quanto gli è mancato il parlare, il discorrere piacevolmente? Da quanto non lo fa? Forse è stata l'esperienza con Beatrice a cambiare l'uomo tetro e austero che era?
La serata passa piacevolmente e solo al momento del commiato la Contessa lo avvicina.
-Monsignore... avrei bisogno di parlarle, può venire domani pomeriggio?-
L'Inquisitore è stupito, cosa avrà mai la nobildonna da dirgli? Ma accetta, conferma che verrà il giorno seguente e da solo.
Nell'atrio del corpo di guardia trova il suo segretario e i due suoi armati di scorta ad attenderlo, comanda che venga condotto negli ultimi posti dove i “Diavoli della Notte” hanno colpito. Non è ancora mezzanotte ma la città è completamente al buio, precauzione contro il pericolo d'incendio proibisce l'uso del fuoco come illuminazione, solo alcuni punti sensibili e controllati sono illuminati.
Raggiungono le abitazioni oggetto della violenza, L'Inquisitore esamina i portoni alla luce di una lanterna, poi comanda.
-Torniamo alla Residenza, domani mattina voglio che mi conduci le donne oggetto di stupro... quelle di questi ultimi tre casi e i loro mariti, voglio la loro versione dell'accaduto.-
Nella sua camera, prima di spogliarsi per coricarsi, si trova suo malgrado a pensare alla Contessa o meglio... al suo seno esposto dalla scollatura dell'abito. Si ritrova a desiderarla e deve vincere a forza il pensiero e rivolgere la sua attenzione ad altro, ai Diavoli.
Anche questa notte dorme male, sogni confusi fra diavoli e seni scoperti, si sveglia eccitato, se ne dispiace, aspetta mattina in un agitato dormiveglia.
Poco dopo l'alba si alza, si chiede quale sia il problema della Contessa, sente una forte attrazione nei suoi confronti, quel seno prepotente che cercava di sfuggire dalla scollatura l'ha colpito, si meraviglia di non riuscire più a controllare questi stimoli, da quando ha avuto Beatrice è in preda al desiderio.
Più tardi fa introdurre la prima delle donne violentate, è accompagnata dal marito, sono ambedue in preda alla paura, non è un bene aver a che fare con L'Inquisizione.
Inizia l'interrogatorio, per primo interpella il marito.
-Dimmi... perché  hai lasciato tua moglie sola quella notte? E successo ancora?-
-Si... Monsignore, a volte... due o tre volte al mese mi reco   fuori Amiens e ritorno il giorno successivo con un carico vario, sono un carrettiere...-
-Chi può sapere della tua assenza? Ne parli in giro?-
-I commercianti per i quali lavoro... Monsignore. Poi... forse altra gente...-
-Aspetta fuori. Voglio parlare con tua moglie.-
-Il tuo nome...?-
-Greta... Monsignore.-
-Non temere Greta, ora raccontami l'accaduto, da quando tuo marito è partito... cerca di non dimenticare nulla, tutto ha importanza, anche i particolari... non aver vergogna dell'accaduto...-
-Monsignore... abbastanza spesso mio marito parte e resto sola per uno o due giorni, quel giorno particolare? Non ricordo nulla di strano, so di non essere uscita nel pomeriggio, di aver chiuso bene il portone con  il catenaccio e di essere andata a coricarmi... poi...-
-Continua!-
-A notte fonda... dormivo e mi ha svegliato un rumore fortissimo di legno infranto, che non ho collegato subito al portone... in breve ero attorniata da diverse figure che portavano delle maschere demoniache... e... -
-E... ? Continua... senza timore.-
-Monsignore... mi hanno presa, io ho cercato di ribellarmi... non potevo urlare perché mi tenevano le mani sulla bocca, mi hanno ... presa...-
-E' necessario che mi racconti tutto! Quanti? Come? Ti sono sembrati diavoli o erano uomini? Sforzati... non devi vergognarti! E' come essere in confessione...-
-Monsignore... credo cinque... cinque o forse sei, poi... forse qualcuno ha ripetuto la violenza. So che erano diversi... come dimensioni... e il loro odore di uomo anche diverso. Hanno abusato di me... in ogni modo... -
-Cosa intendi? Parla?-
-Mi vergogno molto a dirlo... nella vagina, in bocca... e anche...-
-Anche?-
-Dietro...-
-Potevi vederli?-
-Solo alla piccola candela che tenevo accesa la notte... Monsignore, ma la paura mi faceva confondere tutto...-
-E poi?-
-Mi lasciarono... li sentii ridere mentre uscivano e tutto era finito, ma non venne nessuno ad aiutarmi se non quando era mattina. Io stessa mi era alzata e fra le lacrime e nel dolore mi ero pulita sommariamente... mi sento sporca... Monsignore.-
-Non hai colpa, devi dimenticare, non c'è altra possibilità e non temere... non erano diavoli ma uomini malvagi che saranno duramente puniti. Vai in pace.-
Tocca poi alla seconda donna anche accompagnata dal marito, che conferma salvo particolari davvero minimi quanto capitatele, il marito assente per lavoro, lei sola, lo sfondamento della porta, lo stupro ripetuto.
Nessun indizio per riconoscere gli artefici e poi l'ultima donna, lei è sola, non è sposata.
Ha un commercio in centro città e vive da sola, questo non è molto comune ma appare una donna di forte personalità, volitiva e molto coraggiosa. l'Inquisitore la trova molto attraente. Bruna... capelli lunghi e mossi alle spalle, Melania. Ha la carnagione scura e da piena ragione all'origine del suo nome, Melan... scuro, nero in greco antico. La trova molto sensuale.
-Oh... Monsignore, se li ho riconosciuti? Questo no... assolutamente ma ci sono diversi giovani che mi hanno importunata e poi offesa perché non ho aderito alle loro richieste...-
-Quanti erano quelli della notte?-
-Cinque o sei... puzzavano di vino e credo che fossero anche ubriachi, si sono sollazzati con me, quei porci... e per diverso tempo!
-Puoi riferirmi qualche particolare che possa farmi arrivare a loro? Qualcosa delle loro sembianze, del fisico...-
-Hanno tutti la barba tenuta corta, molto ruvida, passavano la faccia... ehm... Monsignore, sulla mia pelle e poi ero tutta arrossata e dolente.-
-C'è altro... Melania?-
-Non ricordo altro, Monsignore...-
Poi... mentre sta per varcare la soglia della porta...
-Ah si... Monsignore! Quello che pareva essere il capo della masnada uscendo ha detto... che mi aveva goduto tanto... e che che sarebbero tornati presto! Molto presto!-
Poco dopo assieme al suo segretario riporta su una pergamena le date delle violenze, nei due mesi... sette. Quasi a scadenza fissa, ogni sette, otto... dieci giorni. Un rapido calcolo e il prossimo episodio dovrebbe essere imminente. Stanotte? La prossima notte?
Deve agire.
-Richiamami l'ultima donna, subito.-
-Melania... può essere che intendano tornare da te! Hai riparato il portone? Credo che vogliano tener fede la loro promessa. Devo dirti quello che intendo fare al riguardo... tendere una trappola a quei malvagi, ascoltami...-
Nel pomeriggio si reca a castello e la Contessa lo porta nella sua stanza privata, appare molto agitata, il bel seno che si muove nel respiro affannoso, si siede... lo invita a sedere accanto a lei, gli prende la mano...
-Monsignor Fornieres, abbiamo un grave problema e vorremmo, io e sua Altezza Reale mio marito, il vostro prezioso aiuto a risolverlo, è una cosa che deve essere trattata con la massima riservatezza... e vi saremo molto grati se accetterete di aiutarci...-
-Certamente Altezza... può contare sul mio aiuto e sulla mia completa  disponibilità e segretezza...-
-Monsignore... temiamo che nostra figlia... la Contessina Cristina sia... posseduta!-
-Posseduta, Altezza? Cosa vi da questa certezza? Può essere anche qualsiasi altra cosa, turbe mentali passeggere, un caso di isteria... può capitare a delle giovani creature senza sfogo del desiderio fisico dell'amore...-
-Non lo so... Monsignore, per questo chiediamo il suo aiuto... saprà senz'altro giudicare e trattare il caso...-
-Quando hanno luogo? Sono crisi periodiche? Hanno segni premonitori?-
-Difficile prevederle... succedono di solito nel tardo pomeriggio ma non sempre, non tutti i giorni... vorrebbe... le sarei molto grata se volesse essere presente...-
-Può contare su di me... Altezza. Compatibilmente con i miei impegni del momento, sono preso da questo caso dei Diavoli della Notte... ma cercherò di essere a castello ogni pomeriggio...-
La contessa si alza e gli porge la mano da baciare, un gesto di grande riconoscenza e... sembra all'Inquisitore di grande disponibilità. Le prende la mano e la bacia lungamente, lei non la ritira e lui osa... le bacia il palmo della mano e il bacio diventa sensuale.
Lui in ginocchio che non stacca gli occhi dal suo viso... lei in piedi e in affanno.
La lascia, è eccitato, con nella mente quel seno pieno, candido, non riesce più a staccarne il pensiero.
Arriva nel suo palazzo, chiama il segretario e il capitano delle guardie e da loro le sue disposizioni, appena buio... si veste con abiti comuni, copre i capelli con un berretto ed esce senza essere visto.
Si reca rapidamente nel quartiere malfamato della città, il rione più povero, dove la miseria la fa da padrona, gira per le strade fino a che trova quello che cerca. Un uomo macilento che seduto appoggiato con la schiena al muro chiede la carità.
Gli si ferma davanti e gli getta una moneta d'argento...
-Cerco chi possiede gli occhi nella notte...-
Ottiene la sua attenzione, l'uomo prende la moneta e la esamina.
-Puoi pagarne altre?-
-Si...-
-Seguimi a distanza di dieci passi...-
L'uomo macilento si muove ora rapido, nonostante abbia bisogno dell'aiuto della stampella, lo guida nei vicoli e nei cortili fino ad arrivare ad una corte dove brucia un grande falò.
La Corte dei Miracoli!
Aspetta mentre chi l'ha guidato parla con un uomo seduto, questi gli fa cenno di avvicinarsi.
-E' un grande onore per noi, poveri pezzenti e lebbrosi avere la visita di vostra Eccellenza...-
-Vi pago... voglio delle informazioni...-
-Oh no! Gradiremmo solo qualcosa per festeggiare questa sera la vostra visita, due altre monete d'argento... compreremo vino e pane e vinceremo la fame, ma l'informazione ve la daremo senza compenso... sicuri che un domani vostra Eccellenza ci ricambierà il favore con un atto di clemenza, chieda Monsignore.-
-Chi sono i Diavoli della Notte?-
-Oh... i Diavoli della Notte! Brutta gente, cattiva gente... e ricca, sono sei giovani... Monsignore, figli di ricchi mercanti, potenti esponenti della Gilda, dovrà usare molta astuzia nello stanarli... Monsignore.. e nel riuscire a punirli come meritano.-
-Da dove partono per fare le loro malefatte?-
-Dalla casa dove vive il loro capo banda, un giovane con la barba e i capelli rossi, un pessimo uomo, hanno una specie di ariete che portano con loro e con questo demoliscono il portone di quelle sciagurate donne...-
-I loro nomi...?-
-Il loro capo...  Adelm, figlio di Gautiers, lavora nel fondaco del padre sulla Somme, Monsignore, ricchissimo e avaro... e malvagio. Gli altri? Figure minori ma tutti figli di mercanti... se vuole vederli si riuniscono tutte le sere a gozzovigliare alla locanda del Postillon... desidera essere accompagnato?-
-No... ci andrò solo...-
-Monsignore è un uomo giusto, che Iddio l'accompagni...-
-E che sia con voi,  popolo della Corte dei Miracoli...-
Si reca nel buio della città alla locanda indicatogli, vuole vederli questi giovani malvagi. Entra, appoggia le mani al bancone, chiede un boccale di vino, beve lentamente. Prima ancora di vederli li individua dal loro vociare, urlano e bestemmiano, ridono fragorosamente.
Si volta appena, occupano un grande tavolo pieno di boccali, nota il più esagitato, un giovane uomo robusto con una barba rossa.
Sa che deve fermarli e punirli senza pietà, certe persone vanno schiacciate come serpi velenose.
Rientra e chiama il Capitano delle guardie, gli chiede se ha già provveduto ad  eseguire quanto gli ha ordinato.
-Tutto come ordinato, Inquisitore. Dieci guardie nella casa prospiciente a quella della donna, pronti ad intervenire appena i Diavoli faranno irruzione.-
-Bene... speriamo che funzioni, altrimenti dovremo ripetere ogni notte a meno che non colpiscano altrove e dovremo trovare un altro  modo per stanarli, buona fortuna Capitano, buona caccia... io li attenderò all'interno...-
Ben oltre mezzanotte si reca alla casa, entra dalla porta tenuta aperta dalla donna e la rinchiudono.
-Dovremo attendere... Melania, sperando che vengano. E' l'unica possibilità che abbiamo di prenderli e punirli... Tu vai a dormire, veglierò io...-
-Monsignore se vuole gradire, è poca cosa...-
Sul tavolo un boccale di peltro, una bottiglia con del vino, pane e del formaggio, si accorge allora di aver fame, non mangia dal mattino. Gradisce il gesto della donna, la quale si appresta a coricarsi, dorme nella stessa stanza e come uso del tempo... si dorme nudi, coperti da pesanti coperte o pellicce.
Nel poco chiarore della sola minuscola candela nota la bellezza piena del suo corpo, la curva dei fianchi, il sedere largo e  leggermente prominente, il florido seno. Ne rimane colpito... cerca di allontanare il pensiero pensando ai Diavoli.
Sono familiari di ricchi mercanti e nonostante i ripetuti stupri rischiano di cavarsela con poco. In quel periodo al più vengono puniti con multe e risarcimenti che possono essere consistenti ma non con altro. I furti sono castigati con maggior rigore... ma in questi casi non hanno rubato nulla, quindi? Non può permettere loro di cavarsela così, già ha una idea precisa di come agire.
Gli sembra di sentire il profumo della pelle della donna, un profumo speziato che trova stimolante per il suo appetito sessuale, quanto l'ha cambiato quella notte con Beatrice?  Possibile? La sa nuda sotto le coltri, quel suo corpo seducente e maturo, il pensiero si trasforma in desiderio, si eccita.
Sussurra.
-Melania... dormi?-
-No, Monsignore... non riesco, sono molto agitata...-
-Capisco... volevo chiederti... dopo lo stupro ti è nata avversione verso gli uomini? O conseguenze fisiche?-
-Monsignore... no. So di essere criticata in città perché sono una donna libera, non soggetta alle regole esistenti, tipo donna e famiglia, donna e figli, ma ho superato la cosa con molta fermezza e serenità... si avvicini Monsignore, voglio confessare una cosa, non è una colpa ma... è qualcosa che mi ha colpito...-
Lui si avvicina al giaciglio e lei gli fa cenno di sedersi vicino a lei.
-Dimmi Melania...-
-Monsignore... è una cosa che non direi mai a nessuno, ma vostra Eccellenza ha mostrato una grande umanità e mi saprà confortare e comprendere, durante quel lungo stupro, alla fine... ho goduto, ho ceduto e ho goduto e loro se ne sono accorti... e hanno riso di me, mi hanno disprezzato e insultato con i nomi più volgari, per questo motivo credo che torneranno, sono richiamati dal mio essere, del mio godere nonostante la violenza, nonostante non abbia  volontà di farlo...-
Il sentire questo fa si che ogni forma di resistenza scompaia e che il desiderio deflagri improvvisamente, la donna gli ha corroso ogni suo intendimento, ora è preda della passione e vuole soddisfarla.
La scopre... vede il biancore del suo corpo, sa che lei lo vuole, che condivide il suo stesso desiderio, sfamare questa assurda fame di godimento. L'abbraccia, passa le mani sulla pelle liscia e calda, si libera velocemente degli abiti e nudo quanto lei, la possiede. A lungo continua il coinvolgimento carnale, lei che gli pianta nella schiena le unghie, lui che mentre la penetra le morde forte il seno. Infine si svuota dentro di lei in un orgasmo esplosivo, lungo e forte ma che lo lascia dopo poco con mille rincrescimenti.
-Perdonami Melania, non ho saputo resistere, mi sono comportato come le bestie dei Diavoli...-
-Posso sapere il tuo nome... per favore...-
-Jacques....-
-L'ho voluto anch'io, fortemente... Jacques ed è stato molto bello, gratificante, non vederci del male ma ti ho desiderato da subito... tanto...-
Si ricompone, ora ha un altro cruccio, si è comportato come un animale, ma questa donna in un certo senso l'affascina, sente la sua diversità, quasi che sia un qualcosa di speciale che la fa emergere nella massa. Vuole sapere la sua storia.
Poi... infine e finalmente sente un brusio nella strada, sa che sono loro, si ritira in un angolo della stanza nascosto. Non deve attendere molto... il frastuono della rottura del portone e i Diavoli entrano! Uomini con la testa coperta da maschere che  rappresentano il demonio. Sciamano nella stanza e vanno verso il letto... ma questa volta non riescono nel loro intento. Pochi attimi e fanno irruzione le guardie e ora i Diavoli cercano di nascondersi come sorci, sono in trappola!
L'Inquisitore ordina...
-Tutti in catene, che siano rinchiusi in celle separate e che mantengano indossate le maschere diaboliche, nel caso di qualunque tipo di resistenza anche verbale, non devono parlare, siano bastonati.-
Presenzia la loro partenza, si complimenta con il Capitano per il successo della operazione. Lui si ferma brevemente.
-E' andata a buon fine, Melania. Aspetta... e dopodomani  mattina vieni alla mia residenza e chiedi un colloquio. Dobbiamo parlare noi due-
La guarda lungamente e lo sguardo è significativo, lei capisce e gli sorride.
Vuole chiudere rapidamente il caso dei Diavoli, rassicurare la città e se lui andrà oltre l'ordinaria giustizia, se applicherà la propria idea del giusto castigo... se ne prenderà pienamente la responsabilità, ne risponderà davanti a Dio il giorno del Giudizio.
Uno a uno li interroga, li vuole in catene e con la maschera indossata, non chiede loro nome e casata, li considera figure del diavolo senza nome, li accusa di combutta con il demonio, di avergli venduto l'anima, di esserne diventate creature e  ne constata la pochezza di carattere, crudeli con il debole, pavidi altrimenti, ora piangono, chiedono pietà, ma non ne ottengono, ha già decisa la loro sorte.
Li consegna alla camera della tortura, vuole confessioni complete che non lascino nessun dubbio sulla loro appartenenza al demonio, non gli importa se saranno confessioni fittizie estorte con il dolore. Dovranno indossare le diaboliche maschere fino all'attimo finale, alla morte.
Sarà una gran festa il rogo di sei diavoli nella piazza di Amiens, richiamerà migliaia e migliaia di curiosi. E servirà da monito, colpirne uno per correggerne molti, chi deve capire... capirà.

Non dorme da giorni, ma il pomeriggio va a castello, ha da risolvere  il caso della possessione. E c'è la Contessa...

Nota dell'autore.
Il racconto appartiene alla serie... L'Inquisitore. 
Il primo racconto è stato pubblicato con il titolo: Il primo caso dell'Inquisitore Fornieres. Beatrice e i suoi molti amanti.

domenica 22 settembre 2019

Il primo caso dell'Inquisitore Fornieres. Beatrice e i suoi molti amanti.





L'inquisitore Jacques Fornieres butta il rotolo di pergamena appena letto sul tavolo.
Il mondo sta attraversando un pessimo momento, pensa, abbiamo perso la capacità di giudicare i fatti, di proporre una nuova idea di giustizia, di separare il grano dalla stoppia, stiamo confondendo tutto.
Ormai un certo numero di uomini trova il piacere sessuale negli stupri individuali o collettivi, la motivazione? Sempre la stessa, la donna disprezzata e poi... dopo il fatto individuata come colpevole, l'uomo che viene assolto facilmente. Sbagliato il convincimento maschile generale che la donna sia incline alla lussuria, che provochi perché attratta dal piacere sessuale e che sia disponibile sempre.
L'ultimo episodio nella contea vicina? Uno stupro fatto da venticinque soldati a danno di una povera contadina che esce dall'esperienza completamente impazzita, non parla più correttamente ma farfuglia cose insensate, non è in grado di raccontare quanto è successo e quindi? Prendono per buona la versione degli uomini ma non solo, lei ha i capelli rossi e quindi è potenzialmente una strega, viene rinchiusa, torturata, confessa di tutto e di più e viene bruciata in un autodafè sulla pubblica piazza.
Che stupido e anche ingenuo preconcetto! Di certo esistono le streghe e tutte le creature del demonio ma si sono abilmente dissimulate nell'apparenza e nei panni della gente normale!
Riprende in mano nuovamente il documento, lo scorre velocemente, ha preso da poco la funzione di Inquisitore della contea e questo è il primo caso locale di stregoneria che tratta, chiama ad alta voce il suo segretario, quando questi entra inchinandosi, gli ordina di far venire subito il capitano delle guardie. Questi entra e aspetta le sue disposizioni.
-Capitano... abbiamo in custodia una donna, si chiama Beatrice Bonnières...-
-Si... Inquisitore, è nella sezione di chi attende il giudizio.-
-Bene, ci sono delle voci che non vorrei aver sentito e che spesso le prigioniere vengono stuprate dai loro stessi carcerieri, dai vostri sottoposti, Capitano.-
-Inquisitore, non ne so nulla, ma vi assicuro...-
-Capitano, se dovesse succedere e in particolare nei confronti di questa donna... provvederò a far impalare i responsabili nella pubblica piazza e anche chi avrebbe dovuto sorvegliarli... ha capito bene?-
-Si... Inquisitore...-
-Bene... provvedete a portarmi quella donna per l'interrogatorio e passate voce al mio segretario che venga da me.-
-Si... Inquisitore.-
Quando entra il segretario gli ordina.
-Questa donna che sta per essere tradotta da me, Beatrice Bonnières... tu curerai che venga trattata umanamente. Questo primo colloquio voglio condurlo personalmente e senza stipulare il verbale, nel caso lo faremo in seguito. Ora lasciami.-
Poco dopo entra la donna e il guardiano che l'accompagna, rimanda questi ai suoi compiti.
L'Inquisitore volta la schiena alla stanza, guarda dal bovindo che da sulla piazza principale della città il formicolante via vai del primo pomeriggio, guarda la gente impegnata nelle loro faccende di sopravvivenza, sono tempi difficili.
-Si sieda, Signora.-
L'invito o meglio il comando è rivolto ad una donna di cinquant'anni, bruna e formosa, i capelli ancora nerissimi e gli occhi ardenti, fiammeggianti d'orgoglio. Veste adeguatamente al suo ruolo, una lunga veste trapuntata di ricami dorati, un corsetto, uno scialle costoso.
-Grazie... Eccellenza...-
L'Inquisitore si volta verso di lei e la guarda, nessun dubbio... è lei! I suoi tratti ancora molto belli richiamano quelli che lui ha conosciuto trent'anni prima, lei bellissima ventenne, fresca moglie del castellano di Montaillou, lui... sedicenne, aiuto del curato Pierre Clergu allora l'amante della donna già da prima delle nozze.
Guardandola si convince, tutto può essere questa donna, facile e amante del sesso, una “putain naturelle”, anche se l'appellativo non descrive esattamente la sua naturale disposizione a concedersi facilmente, ma una strega? Assolutamente no.
Ricorda le notti di passione, il suo consumarsi per lei che con allegra spensieratezza scansava le sue frasi infantili di amore eterno e gli ripeteva che al mondo c'era solo il sesso, il sesso che ubriacava la mente e gli insegnava, lei già molto esperta, l'arte del piacere. Il rapporto con lui, non aveva comunque messo fine a quello con il curato, con suo marito e con qualche amante occasionale, durò fino alla notte del Natale di quell'anno, poi lui fu improvvisamente inviato altrove.
Era allora innamorato di questa donna ed era riuscito a farsi piacere la situazione e la sua allegra concezione del sesso, il suo donarsi senza nessun interesse se non la ricerca del piacere fisico, era innocentemente, deliziosamente, “putain” e basta.
Guardandola non può fare a meno di sentire un sommovimento nel suo inguine, un ritorno del desiderio sessuale ricordando quei tempi.
-Sei sempre molto bella... Beatrice... come allora...-
Lei lo guarda con maggior interesse, cerca di ricordare chi è, torna a rovistare nei ricordi di tutti gli uomini che ha avuto, vede al momento un uomo aitante, alto, affascinante nell'abito talare, particolare per il quale lei ha sempre provato attrazione, con una testa fiera con dei lunghi capelli grigio ferro.
-Monsignore... Eccellenza...-
-Non ti ricordi... Beatrice, sono Jacques...-
-Dio! Oh si! Il piccolo Jacques! Oh... si che ora ti riconosco, il mio piccolo Jacques, il mio adorabile compagno che mi alleviava le lunghe ore di noia al castello, la tua costanza nell'amarmi, le tue tenere scene di gelosia che io sviavo. Che bello eri... Jacques e se posso permettermi che bello sei ancora ora, maturo e autorevole, ci siamo persi di vista... allora, ma sei un bellissimo ricordo, oh... il mio piccolo Jacques!-
-Ti ho amato tantissimo, Beatrice, anche se mi conducevi in un mondo assolutamente sconosciuto ma era tutto bello, affascinante e non avrei rinunciato a te mai. Immagino che sia stato il curato a farmi mandare lontano...-
-Davvero non lo so, a me piacevi, eri un compagno tenero e comprensivo, gradevole, un bravo amante...-
-E affamato perennemente di te... ahah!-
-Oh... si che lo eri! Eri un vero torello!-
-Ne riparleremo Beatrice, dovrai raccontarmi tutto della tua vita, mi interessa, ma ora dimmi cosa è successo, perché ti hanno accusato di essere una strega...-
-Menzogne Jacques! Gelosie e rivalse per un mio rifiuto a voler cedere a delle richieste sessuali che non gradivo. Mi piace il sesso ma non voglio subire violenza e dolore, per me il sesso è allegria! Non mi piaceva come volevano praticare il sesso con me, non ho ceduto e loro? Si sono crudelmente vendicati denunciandomi con false accuse! Si sono inventati artificiosamente tutto!-
-Il commerciante di granaglie Pierre Lorrain? E il parroco Victor Lamartine?-
-Si... sono dei torturatori! Non si sa quante donne hanno tormentato con i loro intenti crudeli! Non ho ceduto e non cederò mai! Per me il sesso... è vita!-
-Lo so Beatrice, ora tornerai in cella, ma abbi fiducia, io ti salverò!-
Va alla porta e chiama il segretario.
-Chiama la guardia e fa riportare in cella la prigioniera, assicurati che venga trattata bene e per il vitto falle portare qualcosa dalla mia cucina.-
Mentre lei esce.
-Abbi fiducia Beatrice, ho fiducia in te e sei ancora così bella.-
-Grazie... anche tu sei molto affascinante, mio piccolo Jacques...-
Decide di trattare la cosa rapidamente senza dar modo ai colpevoli di organizzarsi, fa chiamare il capitano.
-Voglio che un drappello di guardie vada a prelevare il commerciante Pierre Lorrain, immediatamente! E che venga portato subito al mio cospetto.-
Non passa molto che l'uomo, ora impaurito... terrorizzato, arrivi al davanti all'Inquisitore.
-Pierre Lorrain... ho delle accuse molto gravi nei vostri confronti, voglio sperare che collaborerete senza costringermi ad affidarvi ai miei coadiuvanti nella camera della tortura, siete accusato di aver formulato false accuse nei confronti della nobile Beatrice Bonnières e che lo abbiate fatto sotto la diabolica influenza del demonio, rischiate il rogo, Lorrain, ditemi... è stato il parroco l'ideatore della cosa? Volevate dividervi i beni della accusata? Rispondete! Liberate la vostra coscienza! Confessate questa colpa e non vi accuserò di combutta con il demonio ma solo di false accuse!-
E' un uomo debole e sotto la pressione psicologica dell'Inquisitore in breve cede completamente, ora c'è la sua confessione firmata e convalidata, non solo la vendetta per il rifiuto della donna ma anche la bramosia del denaro, in questo caso all'accusatore andava un terzo dei beni dell'accusato, un terzo al clero e un terzo al potere temporale, al Conte.
Brutti tempi. Gente incattivita. Molte ingiustizie.
Ora ha una confessione e fa tradurre il parroco. Con questi ha il gioco ancora più facile, basta che gli faccia leggere la confessione del Lorrain e questi cede, l'Inquisitore sa che non potrà certo castigarlo come il complice, non è nella politica della chiesa che di queste cose ha vissuto e prosperato fin dalle origini, ma vuole punirlo profondamente e levarlo di torno definitivamente, ottiene la sua confessione e lo rinchiude in una stanza della sua residenza.
E' sera ormai ma manda una richiesta urgente di un colloquio al vescovo della città e senza attendere la risposta si reca al vescovado.
Qui... alla presenza del Vescovo arriva subito al dunque.
-Eccellenza... immagino sia consapevole che io rappresento il potere della Fede e che ho il compito difficilissimo di condurre la lotta contro il demonio e che sappia che la mia nomina viene direttamente dal Santo Padre e sostenuta dal mio Ordine e dalla Sacra Inquisizione, detto questo vengo da Sua Eccellenza per un fatto gravissimo...-
Mentre parla guarda con disprezzo la magra figura dell'alto prelato, prova disgusto per l'uomo, per il religioso e continua...
-Ho una confessione firmata dal parroco Victor Lamartine, il quale unitamente ad un commerciante di questa città, tale... Pierre Lorrain, di aver accusato falsamente la nobile Beatrice Bonnières di pratiche diaboliche, ora... queste accuse si sono rivelate false e intese ad ottenere la spartizione dei beni della accusata. Il parroco afferma... sotto giuramento di averne parlato con la vostra Eccellenza...-
-Ma è falso! Non è affatto vero...-
-...E di averne ottenuto l'autorizzazione dietro l'assicurazione che metà del ricavato delle ricchezze ottenute venisse dato a Vostra Eccellenza. Comunque sia... Eccellenza, non è politicamente conveniente far sapere questo fatto, il nostro gregge è già abbondantemente scontento dei propri pastori... e a ragione.-
Osserva con un certo piacere il viso livido del prelato e non gli da tregua...
-Intendo... assolvere detta donna dalle false accuse e di contro, condannare... e Vostra Eccellenza si adeguerà non contrastando la sentenza, il commerciante a cento nerbate e alla messa in gabbia sulle mura della città fino a che la morte non sopravvenga. Abbiamo bisogno di esempi per evitare in futuro il propagarsi di tali fatti. Per il parroco, dispongo il confino perpetuo in un convento di clausura che Vostra eccellenza mi indicherà e dove lo farò condurre dalle guardie e dove espierà in preghiera le proprie colpe. Non verrà data nessuna comunicazione pubblica al riguardo, Vostra Eccellenza provvederà alla sua sostituzione.-
Ora il piacere di vedere l'annientamento totale del Vescovo è qualcosa di unico e ne gode profondamente, quanto odia l'ambiguo e ipocrita uso della religione, della giustizia.
Affonda il dito nella piaga, vuole causare dolore e umiliazione.
-In quanto alla Eccellenza Vostra, farò pervenire il rapporto completo con la mia decisione e le confessioni dei colpevoli all'Inquisitore Generale, chiedendo che non venga presa nessuna iniziativa nei Vostri confronti, nessuna particolare censura, né castigo, ma...-
-Ma...?-
-L'Eccellenza Vostra non interverrà più in nessun modo nel gestire la giustizia nei fatti che sono giurisdizione del potere religioso. Subito... ora, mi darà un affidavit, una procura generale nella quale mi delegherà formalmente tale compito. È tutto!-
Poi... mentre esce con il documento in mano.
-Le auguro una serena notte Eccellenza... e buoni sogni...-
Rientra nel suo palazzo e chiama il segretario e il capo delle guardie.
-Dispongo il proscioglimento della nobile Beatrice Bonnières da ogni accusa. Dispongo che al commerciante Lorrain venga comminata la pena di cento nerbate da subire nella piazza del Duomo domenica prossima e che poi, venga appeso in gabbia alle mura della città a monito perpetuo di quanto sia deleterio accusare ingiustamente il prossimo, nel bando di condanna non si nominerà la vittima di tale spregevole episodio. Il parroco Lamartine sarà trattenuto in custodia fino alla comunicazione del Vescovo che indicherà in quale convento dovrà essere tratto in perpetuo isolamento e quindi quivi scortato da guardie.
Da questo momento, io... Inquisitore, eserciterò pienamente anche le funzioni che erano del Vescovo per tutto quello che riguarda i reati di natura religiosa.
Dispongo anche che la nobile Bonnières venga immediatamente liberata e per la notte in corso abbia ricovero in una delle camere del mio palazzo.
E' tutto... eseguite i miei ordini.-



Qualche tempo più tardi bussa alla porta di una camera.
-Beatrice? Sono Jacques... vuoi dividere una frugale cena di mezzanotte con me, nella mia stanza?-
-Con piacere, Jacques... il piccolo Jacques dei miei ricordi...-
La scorta nella propria stanza illuminando il corridoio con un candelabro, le offre il braccio che lei accetta.
-Non è granché la cena, Beatrice ma la tua presenza l'arricchisce oltre ogni possibilità.-
-Grazie Jacques... mi è gradita perché mi da modo di mostrarti tutta la mia riconoscenza per quanto hai fatto, mi hai salvato la vita... mio piccolo Jacques.-
-Ti darò modo di mostrarmi la tua riconoscenza... Beatrice.-
-E io lo farò con piacere, Jacques. -
-Purtroppo avremo solo questa notte, mia splendida Beatrice, da domani... da quando ti farò scortare al tuo palazzo, sarà conveniente non frequentarci più, ora mangiamo e mentre mangiamo raccontami la tua vita da quando ci siamo lasciati...-
-La mia vita o... i miei amanti? Ah... piccolo Jacques, già allora la mia vita sessuale ti interessava alquanto, volevi sapere tutto e in particolare... chi mi faceva godere di più! E io ogni volta ti rispondevo... “ma tu... mio delizioso torello sempre con il... in tiro” e mi prendevi!-
-Ahah... è vero! Mi eccitava e mi eccita anche ora sapere dei tuoi amanti e naturalmente sapevo che mi mentivi e lo dicevi ad ognuno, a proposito... allora facevi sesso con me, con Clergù, con tuo marito... poco o niente e poi?-
-Uhm... Jacques! Non ricordo, mi conosci... può essere che abbia ceduto a qualche cavaliere di passaggio, sono capace di questi colpi di testa improvvisi, un uomo mi piace... penso al piacere che può darmi, penso al suo... e perdo la testa! E' la mia natura!-
Jacques la guarda mangiare e trova che mangia come fa il sesso, con tutta la passione possibile, la guarda addentare la coscia di pollo e staccarne la carne con i denti bianchissimi. Le versa ancora del vino... si promuovono un brindisi a vicenda.
-A te... Beatrice... !-
-A te mio piccolo Jacques... piccolo non dappertutto, vero? I miei ricordi sono di tutt'altro genere! Eri bello grosso... ahah!-
-Lo sono ancora... mia splendida “putain...”-
-Mi piace che mi chiami così... dimmelo ancora...-
-Sei una splendida “putain”... Beatrice, splendida! Raccontami... mentre finiamo la cena... altro vino? Beatrice? Dopo che successe?-
-Oh si... volentieri... mio toro! Dopo? Parliamo solo di quelli che ricordo e sono stati importanti, vero? Quelli di una notte non li ricordo... morì mio marito ma il rapporto con Pierre non cessò, poi ci fu... Raymond che era chiamato Pathau, sai? Aveva... un mostro di... incredibile! Ma continuavo con Pierre. Poi mi risposai, non era proprio per interesse ma cercavo comunque una sistemazione, la gestione del castello e dei terreni mi era diventata insostenibile, mi risposai con Othon de Lagleize, oh... mai per interesse, mi piaceva come faceva sesso! Aveva una fantasia immensa e mi faceva godere tantissimo. Ma Pierre continuava a venire a trovarmi, i nostri rapporti rubati e di nascosto mi piacevano sempre! Oh... poi ci fu un altro prete, ho sempre avuto una debolezza per loro, porci e libidinosi come nessuno, sarà perché hanno sempre la pancia piena? Si chiamava Barthelemy Amilhac, lui mi prendeva carnalmente più volte, nella sua sacrestia... era degenerato ma mi faceva godere tantissimo... poi? Arnaud Vital...
-Basta Beatrice... spogliati...-
-Oh si... aspettavo questo... mio piccolo Jacques, mi spiace non essermi preparata adeguatamente per te, sono sporca... due giorni di prigione, puzzo...-
-Adoro il tuo odore, lo adoravo anche allora... mi inebriavi e io impazzivo... spogliati!-
Beatrice leva sapientemente gli abiti che indossa, butta il corsetto e la lunga gonna, si toglie le sottovesti, la blusa... è nuda! E' ancora bella, le forme piene e ancora sode, il grosso seno... il grosso sedere, il ventre rotondo e teso e l'inguine coperto di pelo scurissimo.
-Vieni sotto il tavolo... Beatrice! In ginocchio...-
-Il mio piccolo vizioso Jacques... vuoi che ti prenda in bocca non è vero? Di sicuro ricordi quanto sono brava a succhiare? E a bere...-
Jacques apre la vestaglia e mostra una erezione spettacolare, sono anni che ha abbracciato la castità ma ora? Sente tutto se stesso fremere di passione per questa donna, il sangue bolle nelle sue vene, la voglia di godere è assoluta e deve trovare soddisfazione! Beatrice è in ginocchio fra le sue gambe e lo tiene forte per la base, la sua bocca è divina! Succhia e bacia... lo bagna abbondantemente di saliva e lo inghiotte, è una maestra del sesso! Per pratica e per disposizione naturale! Lei ama il sesso! Ama godere e far godere!
Lui si inarca sia pur da seduto, le sua mani stringono i braccioli della sedia e spinge verso quella bocca che lo fa impazzire e le dice...
-Abbiamo solo questa notte... Beatrice e voglio tutto, non rinunciare a nulla di te...-
Lei staccando la bocca.
-E io ti darò tutto mio piccolo Jacques... ogni cosa, hai la mia bocca, avrai il mio seno... avrai la mia “chatte” che già ora sta grondando per te... per il tuo meraviglioso “bite”! E si... ti darò il mio... “cul”, ricordo quanto ti piaceva prendermi lì! Tu il mio giovane toro!-
-Oh si... si... mia splendida “putain”! Sto per godere... per venire!-
E le viene in bocca, in quella bocca avida che non lascia uscire una goccia del suo sborrare! Beve tutto! E con immenso piacere.
Quanto il poter riavere Beatrice l'ha cambiato? Lui... morigerato in tutto, casto per anni e ora trasformato in un satiro mai sazio di piacere! Ora è lui fra le sue gambe e lei distesa sul letto che le mangia la grossa conchiglia della sua...”chatte” e la porta all'orgasmo più volte. Lui che lecca quella sorgente di umore che odora fortemente di acqua di mare. Lui che lecca il folto pelo che la donna ha sul pube e fra le natiche.
Forse la consapevolezza che tutto durerà solo il tempo di questa notte? Il fatto di poter approfittare della circostanza? Non solo... questa donna, la prima donna che ha avuto lo riporta a trent'anni prima, al tempo pazzo e felice del loro rapporto di allora.
Ora la prende ripetutamente, mostra un vigore straordinario! Sopra di lei, di fianco, da dietro... e infine con lei sopra che da virago impazzita lo cavalca furiosamente fino a farlo godere ancora.
Sospendono... mangiano, parlano.
-E ora Beatrice? Chi hai? Mi dispiace immensamente non poterti incontrare ancora, sarai un rimpianto continuo, ma sarebbe deleterio per ambedue, per me... giudice e tu imputata assolta.-
-Ora? Nessun amante permanente, dopo il mio terzo matrimonio e la morte di lui... ho deciso di restare vedova permanentemente! Insomma... sono disponibile! Approfitta, ahah! Ma ti capisco... sarebbe pericoloso per ambedue.-
-Da domani non ci rivedremo mai più, ma ora... voglio finire quanto da me immaginato! Girati e mettiti sulle ginocchia Beatrice, testa sul letto...-
-Uhm... il mio piccolo Jacques! Il mio tenero porco... mi mancherai... oh... se mi mancherai!-
Jacques ammira il largo culo, la carne morbida e la pelle di seta, ammira lo splendido buco increspato del suo fiore scuro, ci passa le dita, ci passa la bocca... lo bacia, spinge dentro la lingua. Adora... come allora il suo odore forte, prende a lavorarle il fiore con le dita unte di olio e poi, la prende. La gode in una montata violenta e assurdamente lunga!
Infine... le crolla sulla schiena, sfinito.


Il loro addio è sentito, sanno che è il loro ultimo incontro.
-Addio... mio piccolo Jacques, grazie ancora...-
-Addio... Beatrice...-


L'Inquisitore è già al lavoro, altre situazioni da esaminare, dovrà cercare la verità in un mondo dedito alla menzogna ma è fiducioso, non cambierà il mondo ma lui farà quanto è nelle sue possibilità.
A metà della mattinata manda una domestica a svegliare Beatrice, deve aiutarla a prepararsi e poi una scorta l'accompagnerà alla sua dimora.
Beatrice ritorna ad essere un ricordo, solo un ricordo.