giovedì 19 settembre 2019

LA BURATTINAIA.





Le viene voglia di giocare con i suoi burattini.

Li tira fuori dal loro cassetto…




Il primo burattino è l’amante, davvero non sa quanto durerà, va a momenti, ha sempre voglia di buttarlo nella spazzatura.
Lo desidera, poi lo detesta.
Lo trova immorale, no… lo trova amorale, privo di spessore, fatuo, preso da se stesso e dal suo essere maschio, dal suo cazzo grosso.

Intellettualmente è innocuo, è come un criceto che gira la ruota nella sua gabbia.


Ora lui sta pigramente giocando con la sua fica, inserisce le dita, spinge e strofina, aspetta che sia lei a muovere le corde che lo comandano.
E' sempre solo un burattino.

Lei…

-Anche la mia fica e' così larga? Dì la verità…-.

-Veramente non ricordo, ora provo…-. 

La penetra con tre dita e comincia a ravanare dentro.

–Si… sei ancora più' larga di lei, potrei entrare con tutta la mano, con tutti i cazzi che hai preso…-.

-Stupido! Tra poco arriverà lui, voglio fargli una sorpresa, dai… fottimi…-.



E' ormai tanto eccitata che dopo pochi colpi viene urlando. 

–Aspetta… aspetta! Tu non venire… aspetta! Guai a te se vieni…-.

Continua a scoparla da animale e lei passa da un orgasmo all'altro.



Sentono aprire la porta. 

-Sei arrivato? Vieni, sono in camera…-.

Intanto prende a montarlo con violenza e quando entra il secondo burattino, questi la vede a fica aperta e riempita dal cazzo, strabuzza gli occhi dalla sorpresa.

E’ il secondo burattino.
L’uomo che divide la sua vita, è intelligente e sa stimolare il suo senso per il bello, parla di libri e di cultura, è l’uomo che l’accompagna nelle cene e si sa comportare adeguatamente, non è colpa sua se a lei non basta quello che può darle.
Lei nel corso degli anni lo ha trasformato in un burattino.

Una maga Circe… a volte pensa di avere lo stesso potere, quello di trasformare gli uomini che l’avvicinano in porci.



–Spogliati… siediti sulla poltrona e guardami mentre mi faccio scopare, mi sta fottendo alla grande, ha un cazzo superlativo, tu spogliati… voglio vedere anche il tuo di cazzo… menatelo…-.
Lui ubbidisce, si spoglia completamente, siede sul margine della poltrona davanti a lei, comincia a menarsi, lo scappella lentamente e a fondo, e' già' in tiro.

Mentre lui si mena, lei si e' messa in ginocchio, sempre impalata, viso a viso con lui e lo guarda ansimando, alzandosi e abbassandosi sul ventre dell’amante al quale da la schiena, la situazione e' devastante per chi la sta penetrando, arriva un orgasmo potente, gode riempiendola del suo seme, gli spasmi della eiaculazione la fanno godere, lo segue con il suo orgasmo, l'ennesimo.
Restano qualche istante immobili, poi si toglie e con tutto lo sperma che le esce e scende fra le cosce si distende a gambe larghe.

Si rivolge al marito. 

-Ora ho voglia del tuo cazzo. Sono eccitata, sono come una corda di violino tirata al massimo. Vieni… suonami la tua musica ora, prendimi… sono calda, ho una voglia da impazzire… mi vai bene anche tu…-. 

Lo tira verso di se' sul letto facendosi penetrare. 

Lui prende a montarla.

Urla. 
-Sei una vera puttana…! Mi tratti come una merda ma mi fai morire!-.

Che dice?
Che è una merda?
No, è solo un burattino!
E allora che fai?
Ti ribelli… burattino?
La prendi e le stringi le mani alla gola? Come vorresti fare a volte, come spesso sogni di poterlo fare?
Sogni di ucciderla, burattino?
E poi… senza di lei che da un senso alla tua vita di merda, che farai?

Burattino!
Lei è Mangiafuoco, ti butterà nella fornace della pazzia se continui, ma è vita, lei è la tua vita.
Anche se lei ti distrugge, ti inquina la mente, ti offusca, ti fagocita.



-Si… sono la vostra puttana, riempitemi della vostra sborra, rompetemi fica e culo, siete i miei stalloni… i miei tori, dai… fate godere la vostra puttana che non ne ha mai abbastanza…-.



Lui viene con un urlo di piacere.

Lei e' riuscita a godere ancora. 

La lascia e si distende ansimante al suo fianco. 

Lei sta a gambe larghe, la vagina aperta, slabbrata e rossa, lo sperma abbondante che scivola lentamente fuori.



-Vai in bagno… prendi un asciugamano bagnato e puliscimi fra le gambe, per bene…-.



Ritorna con l'asciugamano, lei apre ancora di più' le cosce.

-Ora leccamela… dentro, succhia il tuo sperma e il suo…- 

Le passa la lingua sulla fica, sul pelo curato e fra le cosce.

-Ora leccagli il cazzo! Pulisci bene anche lui, pulisci il cazzo del mio amante, fallo…!-
Lui, senza volontà' propria esegue.
Prende il cazzo dell’altro in mano, usa la lingua.

Lei…

-Continua! Mettici un po' di anima! Cristo!-. 

-Prendilo tutto in bocca… tutto… tutto ti ho detto...!-.

Ha la mano fra le cosce e si sta toccando, vuole ancora godere. 

-Dai succhialo quel cazzone…. faglielo ridiventare duro…-.

Ambedue i burattini guardano lei, la burattinaia, guardano le sue dita frenetiche che le danno piacere.
Gode ancora.



Poi… più tardi, mangiano qualcosa assieme, nudi, lei si muove strusciandosi continuamente contro di loro, i bei seni sudati ballano ad ogni movimento. 

Li fa sedere uno accanto all'altro sul divano e si accuccia davanti a loro, comincia a prenderli in bocca a turno.


-Questa sera voglio una cosa speciale, non dovete deludermi, una cosa che mi manca, non l'ho mai fatta, vi voglio dentro di me, tutti e due assieme nella fica!-



E’ scatenata, si fa prendere in tutte le posizioni, da tutti e due per arrivare alla cosa che desidera, si fa penetrare dal marito, lui disteso, lei sopra e l’altro dietro che la prende nel suo culo maestoso, poi lo fa togliere, lo prende in mano e prova a inserire la sua verga, da dietro, nella sua fica già occupata dal marito. 

Nonostante gli sforzi non riesce a farlo entrare, lei non rinuncia, prova e riprova, fa uscire per buona parte il cazzo che la penetra, i due sono bagnatissimi dai suoi umori, sono fradici di lei, il suo afrore forte pervade la stanza, prende a sistemarsi le due grosse cappelle, loro si sentono strusciare contro l'altro cazzo.

Lei continua muovendo il bacino e cercando di tenere uniti i due bastoni di carne, quando sembra che non e' possibile, si trovano ambedue dentro di lei. All'inizio e' loro impossibile muoversi per il pericolo di uscire nuovamente, solo lei muove il bacino per farsi penetrare di più', e' scomposta, scarmigliata, è una femmina in preda alla libidine.

–Si… cosi'! Mi scoppia la fica, mi state rompendo, maledetti! Ma e' bello…! Bellissimo! Sto godendo! Dai… bastardi! Maiali… porci! Ditemi… quanto sono vacca! Ditemi che sono la vostra puttana… la vostra troia…!.
Lei gode, impazzisce dal godimento, urla, geme, smania scomposta, mentre le urlano quello che desidera sentirsi dire.
Esplode in un lungo orgasmo devastante.


Li scosta, li fa uscire.

-Ora venitemi in faccia, su bastardi! Menatevi quel cazzo e sborratemi sul viso! Voglio ricevere tutto in bocca…-



Prendono a masturbarsi.

Vogliono inondarla.

Vogliono riempirla del loro seme questa puttana.

Vogliono sb0rrarle in faccia.
Lunghi getti di sperma sul viso stravolto di lei, lei... che con la lunga lingua cerca di raccogliere la maggiore quantità di sperma possibile.
Si passa le mani sul viso, spalmando il denso liquido sulle guance e sul collo.
Poi prende e leccarli, ambedue, lungamente e a fondo, spremendo da loro le ultime gocce. 
Alla fine, soddisfatta, con un sorriso. 
-Ho la fica in fiamme…-.

La burattinaia si alza. 
Butta a terra il roccolo di fili con il quale muove i suoi burattini. 
Li guarda, ora sono senza vita, sono spremuti, scomposti a terra, uno di fianco all'altro, inutili per ora.
Li considera per quello che sono, un gioco.
Li disprezza...
Nel suo intimo sa cosa cerca e che non trova… un vero burattinaio come lei.
Uno che riesca a manipolarle il cervello.

Uno che le dia tormento…



Le e' tornata fame…



T.

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