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lunedì 6 gennaio 2020
domenica 5 gennaio 2020
mercoledì 27 novembre 2019
sabato 19 ottobre 2019
giovedì 21 marzo 2019
SINDROME DI DRACULA
RED DIARY by ERIC WALLIS.
La
ragazza non rientra certo nelle sue preferenze di donna.
Troppo
esile, non propriamente magra ma esile, la corporatura di una
silfide. L'unica sua rotondità è il sedere, ben fatto ma piccolo.
Il seno poi? Due cupole appena accennate come quello di una
adolescente.
Il viso è solo carino.
Maledetta
la sindrome di Dracula!
Si dice mentre l’aspetta.
E’
in caduta libera!
Sente
sempre di più il bisogno di donne giovani, come per fermare il suo
tempo che sta correndo freneticamente, come se scoparle contribuisse
a ringiovanirlo. Sempre più spesso si fa prendere da queste
avventure che non portano a nulla, gli creano ancora più disagio,
fanno crescere il disprezzo per se stesso.
Si
ripete da tempo, quando la sua razionalità riesce ad riemergere, che
è uno sciocco.
Quante
volte ha tentato di mantenere sotto controllo questa tentazione ma la
sua determinazione svanisce ogni volta come la neve di primavera al
sole.
Ma
una cosa è certa!
Non travia! Non corrompe!
NO!
Lui non ha mai traviato! Non ha mai corrotto!
Ha
ventidue anni… lei, sposata da sei mesi.
Intelligente?
Certo che si, ma certo non lo dimostra con il suo comportamento.
Tradisce
il marito saltuariamente con un suo ex ragazzo che quando ha voglia
la chiama e lei accorre scodinzolando come una cagnolina, si accuccia
davanti a lui che la usa e dopo la rimanda dal suo maritino. Lo
tradisce, sempre saltuariamente, anche con il miglior amico del
marito, amico fedele e generoso a quanto sembra dato che l’ha
scopata la prima volta durante il pranzo di nozze, loro che
abbandonano temporaneamente la festa e si riparano per scopare in un
angolo appena nascosto.
Ma
perché si è sposata… poi? Piena incongruenza.
Beh…
affari suoi.
E
alla domanda se con questi ragazzi usa precauzioni, ebbene lei
candidamente confessa di no… che si fida di loro!
Ti
fidi? Ti fidi anche di me…? Le chiede.
Non
so… risponde.
Lei
gli scrive, poi… ma si… la solita trafila, lei si racconta e alla
sua richiesta d’incontrarla per scopare, per una sola volta,
chiarisce lui, terrorizzato da qualunque cosa che possa diventare una
relazione, ebbene… senza titubare un solo attimo, accetta.
E’
curiosa di come sarà farlo con lui, dice.
Solo
curiosità la sua.
Il
motivo per il quale lui decide di volerla incontrare?
Solo
fisico.
Si
decide dopo le foto.
Le
foto di lei nuda.
Il suo fisico adolescenziale, il piccolo seno, la
fanno giudicare molto meno grande d‘età di quanto è. Sembra una
quindicenne.
Inoltre
le foto mostrano un altro piccolo particolare, la sua vagina.
Aperta,
le labbra dischiuse, bagnate e un clitoride straordinario. In quella
foto mostra un cappuccio consistente dal quale spunta la capocchia di
un piccolo glande lucido e di colore acceso.
Sono
questi particolari che gli fanno decidere d’incontrarla.
Incollare
la bocca a quella vagina e tormentare quel grosso clitoride fino a
farla impazzire. Strizzarlo fra le labbra e poi fra i denti,
morderlo, farla inarcare, sentirla gemere e mugolare.
Succhiarlo…
quel clito!
Quello
che spera è che non subisca passivamente a gambe aperte ma che
morda, che graffi e che urli!
La
sta aspettando alla stazione degli autobus, ma evidentemente è in
ritardo. Riporta nuovamente il pensiero a quel grosso clitoride.
Cosa
c’è di razionale l'essere attratti da questo particolare?
Tette
grosse, cazzi larghi, culi larghi!
Alla fine tutto è solo un lavoro
mentale d’immaginazione, droga per la mente, ma il problema è…
si può restare immuni a queste sollecitazioni?
Gli
torna alla mente G. che si diceva innamorata di lui ma che gli
confessava con il suo candore incredibile che si scopava anche un
maestro di tennis che era il vero prototipo del cretino e neanche
gran che fisicamente!
Perché?
Lei diceva che non resisteva all'idea di essere scopata dal suo
cazzo che era largo come una lattina di coca cola.
Lei…
la ragazza di oggi, con quel suo clitoride enorme, è convinta che
non sia un pregio ma un difetto fisico e tale da vergognarsene. Ai
suoi amanti, persino a suo marito, quella sua caratteristica non
piace, non è mai piaciuta, non la toccano, non la baciano lì, a
volte se ne escono con lazzi ironici e denigratori. La umiliano.
A
fatica è riuscito a convincerla del contrario, che lì è bella e
che lui non vede l’ora di incollare la bocca a quel suo clitoride e
non si staccherà se non dopo averla sfinita. Lei confida anche di
non godere dell’amplesso in sé, di non raggiungere l’orgasmo, di
riuscire a godere solo masturbandosi.
Eccola.
La
vede uscire, cercare la macchina con una occhiata circolare, lo vede,
lo raggiunge.
Sale.
E’
più carina che in foto, occhi colore dell’autunno, caldi. Un
visino dolce.
-Ciao…-
-Ciao…-
Lui
parte.
Lei
continua a guardarlo, lo scruta.
-Senti…-
Lui
intuisce la sua insicurezza.
-Dimmi…-
-Senti…
non sono più così sicura di volerlo fare…-
-Me
lo dici ora? E… perché? Non ti piaccio più?-
-No
no… mi piaci. Ma… è che sei così più grande di me, non l’ho
mai fatto con uno della tua età, mi sembra di scopare mio padre…
mi avevi detto che potevo cambiare idea anche all'ultimo momento…-
Cazzo!
Cosa combina questa?
Non
riesce ad arrabbiarsi veramente con lei. Non cerca neanche di
convincerla.
Sa
che lei non ha mai conosciuto suo padre e ora ha una specie di
blocco.
Non
vuole forzarla!
-Dove
stiamo andando…?-
-Ora?
Sto andando a casaccio…-
-Mi
spiace tanto! E’ che… quando ti ho visto mi è venuta l’angoscia,
mi spiace… ora sei incazzato…-
-Beh
si… ti riporto alla stazione dei bus…-
-No
dai… non subito, facciamo un giro e fammi vedere dove mi avresti
portata, non sono mai stata in un motel con un uomo…-
-E’
un alberghetto… carino…-
-Andiamo
fino a là… vorrei vederlo…-
-Ma
si… perché no?-
Lui
le guarda le gambe, sono leggermente dischiuse, la corta gonna mostra
le cosce, magre si… ma gradevoli, la trova anche sensuale.
Peccato!
Ora è sicuro che smanierebbe con lui, che proverebbe quegli orgasmi
che non conosce.
In
breve arrivano, lui propone di fare due passi nel bosco vicino.
-Dimmi
di tuo padre… mi incuriosisce il fatto che lo identifichi con me…-
-Mamma
è molto riservata al riguardo, è una donna eccezionale. Non so chi
è, nulla di nulla, potresti benissimo essere tu…-
-Se
ti tranquillizza… non ero in Italia quando sei nata, sicuro al
cento per cento…-
-Mi
spiace… ti guardo e vedo lui… forse perché mi piaci e
inconsciamente vorrei che fosse come te…?-
-E
tua madre non ha un uomo?-
-Come
ti ho detto è molto riservata, penso di si dato che a volte dorme
fuori, ma non so nulla di preciso… quando ero piccola ha avuto un
uomo che girava per casa… ma lo ha cacciato quando le ho detto che
mi toccava…-
-Hai
avuto tanti ragazzi. Il primo quando…?-
-A
quattordici anni…-
-E
poi una lunga serie… giusto?-
-Si…-
-E
perché? Visto che non provi piacere? Quale è lo stimolo per il
quale ti concedi con questa facilità?-
-Non
lo so… sul momento provo eccitazione, non so dire di no, poi…
chissà perché…-
-Solo
a me sai dire… di no…-
-Senti…
se prometti che non cerchi di scoparmi vengo in stanza con te…
posso soddisfarti con la mano, con la bocca…-
-No…!-
“No!
Cazzo! Pensa…
Non
sono il tipo da accontentarsi! E comunque non ora!
Specialmente
con te che mi hai richiamato alla coscienza la cosa della figlia! So
che se volessi… ti potrei avere. Ne ho il modo, la capacità, ma
ora ho uno scrupolo.
Si
che potrei… e non resisteresti alle mie carezze, ai miei baci fra
le cosce e… saresti tu a chiedermi di penetrarti dopo che te l’ho
strofinato a lungo fra le tue cosce chiuse, strette, strofinato sul
tuo solco e proprio su quel grosso clitoride!
Volevo,
vorrei… insegnarti a godere.
Come
un maestro.
Farti
capire che è necessario che ti concedi solo quando ne hai desiderio
e comunque non a uno qualsiasi.
Il
sesso può essere squallido e può essere meraviglioso!
Non
buttare via il tuo corpo, non buttare via la tua anima!
Non
imbrattare la tua vita di macchie indelebili!
Anche
in questo ti posso essere maestro!
Ma…
mi hai tarpato il desiderio, la voglia, la volontà di farlo. Non mi
va più!
Si…
è vero potresti essere mia figlia.”
Più
tardi mangiano un gelato seduti assieme nel giardino.
Non
c’è più traccia di sesso fra loro.
La
riaccompagna alla stazione dei bus. Lei lo bacia su una guancia.
-Sono
stata bene con te… grazie…-
poi...
-Vorrei... che mio padre fosse come te... eguale...-
Un’altra
pagina di vita.
Una
pagina girata e diventata subito passato…
martedì 19 marzo 2019
giovedì 14 febbraio 2019
domenica 10 febbraio 2019
martedì 5 febbraio 2019
VITA DA ESIBIZIONISTA.
Ogni riferimento a
persone esistenti è casuale.
Mara:
Quella sera lui se ne viene fuori con questa novità.
-Sai... oggi mi ha
telefonato Gianni, dovrà trasferirsi qui in città per qualche
tempo, deve coordinare un progetto di ampliamento della sua
ditta.-
Continua.
-Ne avrà almeno per un mese, per non farlo
stare in albergo, ho pensato di invitarlo a stare da noi.-
-E' la nostra intimità?-
-Lo so... ma è il mio più caro amico oltre che mio cugino, mi sono sentito obbligato e per la verità glielo ho proposto io e lui ha accettato-
-Avresti dovuto parlarmene prima, non mettermi davanti al fatto compiuto. Cazzo!-
Siamo conviventi da quattro mesi, ma si sarà accorto che giro per casa nuda o no?
Si sarà accorto che è per puro esibizionismo?
Che ho questa necessità?
Che non posso farne a meno, che giro nuda e tengo finestre e tende aperte con grande gradimento dei miei vicini maschi? I quali, maiali, sono sempre incollati ai loro binocoli e magari fanno andare la mano!
-E' la nostra intimità?-
-Lo so... ma è il mio più caro amico oltre che mio cugino, mi sono sentito obbligato e per la verità glielo ho proposto io e lui ha accettato-
-Avresti dovuto parlarmene prima, non mettermi davanti al fatto compiuto. Cazzo!-
Siamo conviventi da quattro mesi, ma si sarà accorto che giro per casa nuda o no?
Si sarà accorto che è per puro esibizionismo?
Che ho questa necessità?
Che non posso farne a meno, che giro nuda e tengo finestre e tende aperte con grande gradimento dei miei vicini maschi? I quali, maiali, sono sempre incollati ai loro binocoli e magari fanno andare la mano!
Tengo questa mia mania ancora sotto
controllo, è vero, ma le mie fantasie corrono, vorrei essere nuda in
un giardino pubblico, in un prato, in mezzo ad una folla di uomini
che mi osservano, che mi si avvicinino sempre più... che arrivano a
toccarmi... che mi palpano... che mi tirano a terra... che mi
prendono con violenza...!
Uhmm...!
O ancora... sogno fare la pipì sotto i sguardi allupati di una miriade di uomini, loro intorno a me e io accovacciata che mi libero. Sento lo scroscio, sento i loro occhi penetrarmi!
Uhmm...!
O ancora... sogno fare la pipì sotto i sguardi allupati di una miriade di uomini, loro intorno a me e io accovacciata che mi libero. Sento lo scroscio, sento i loro occhi penetrarmi!
E quando facciamo l'amore? Godo solo se immagino
che ci sia qualcuno appoggiato alle pareti della stanza che mi guarda
e allora mi scateno, lui pensa davvero che sia tutto merito suo?
Del
suo cazzo? Illuso!
Certo anche... ma non solo!
Va bene ammetto che sono ipocrita e falsa, vero che mi sono lamentata del fatto che mi porta un estraneo in casa ma dovrei anche riconoscere che solo il pensare che mi vedrà nuda, mi eccita da morire? Mi eccita tanto che sono un bollore fra le gambe!
Va bene ammetto che sono ipocrita e falsa, vero che mi sono lamentata del fatto che mi porta un estraneo in casa ma dovrei anche riconoscere che solo il pensare che mi vedrà nuda, mi eccita da morire? Mi eccita tanto che sono un bollore fra le gambe!
E se dovessero nascere dei
problemi?
Beh...! Sarà lui a doversi prendere la colpa.
Così è la mia natura, non posso farci nulla.
Arriva il giorno del suo insediamento presso di noi,
gli mostriamo la camera, che è attigua alla nostra, il bagno degli
ospiti, è soddisfatto e riconoscente.Beh...! Sarà lui a doversi prendere la colpa.
Così è la mia natura, non posso farci nulla.
Lui com'è?
Stessa età del mio lui, più alto e più bello, non è sposato e non so altro, noto fra loro una grande amicizia e confidenza.
Poi andiamo a cena, ha portato un paio di bottiglie di ottimo vino e dopo ci accomodiamo in sala, sui divani.
-Vi ringrazio molto dell'accoglienza, sono consapevole che vi causerò' qualche fastidio...-
Perché mi guarda così? Non è che lui gli ha detto qualcosa?
Il vino bevuto allenta un po' il controllo del mio uomo.
-Effettivamente... qualche problema lo causi a Mara...-
Mi guarda e ride ancora, ma che cretino!
Mi sta sempre di più sulle scatole!
-Sai... lei è abituata a girare nuda per casa e ora con la tua presenza teme che dovrà cambiare abitudini...-.
Sono rossa come un peperone e se le occhiate potessero uccidere!
Gianni mi guarda e prende anche lui un tono scherzoso.
-Per me...? Non ti fare tanti scrupoli Mara, continua con le tue abitudini... per me sarà un vero piacere...-
Sono imbarazzata ma la butto sull'ironico.
-Guarda che ti prendo in parola!-
Una risata chiude il discorso, sono incazzatissima con Vittorio, ma che gli succede! Cosa vuole? Sembra quasi che gli faccia piacere se mi faccio vedere da Gianni!
Appena in camera, sfodero le unghie e l'aggredisco, e lui...?
Alle mie rimostranze se
la ride.
-Cosa vuoi che sia? E poi se dovesse vederti nuda, mica
deve succedere chissà cosa!-
Imbecille!
E intanto non gliela do, anche se mi gira davanti con il suo affare duro e in bella mostra!
Ma piano... piano, il controllo delle mie azioni scende e passa dal cervello al centro decisionale che ho in mezzo alle gambe, passo una mezz'oretta a pensare a Gianni, mi vedo intenta a mostrargli tutte le mie virtù, mi eccito e mi masturbo toccandomi, in un attimo raggiungo l'orgasmo, non è gran che, ma almeno dopo mi addormento.
Nei giorni seguenti ci vediamo poco, Gianni rientra tardi preso dal suo lavoro, io, tornata dall'ufficio, giro per casa nuda come al solito, in sua presenza inizialmente mi copro un po', una camicia da uomo aperta e senza mutandine, e mostro solo scampoli del mio corpo, le gambe, parte del culo, Gianni mostra di apprezzare e c'è Vittorio, il quale sembra sempre più divertito dal mio atteggiamento, ma è scemo?
A poco a poco lui, Vittorio, in questo gioco diventa una comparsa, chi se ne frega di lui! Riprendo a girare nuda per casa e quando c'è Gianni sgocciolo sotto da tanto sono bagnata!
Vittorio?
Chi lo capisce? Ride ed è contento.
Arriva venerdì sera, la settimana di lavoro è finita e ci ritroviamo a cena, tutti e tre, Gianni ha pensato al vino, Vittorio cucina e io apparecchio, per l'occasione mi metto una camicetta di seta nera, molto scollata e sotto niente, voglio che il mio seno salti per bene ad ogni movimento che faccio, una gonnellina di raso nera pure quella, sotto… che metto? Studio la situazione, senza è troppo evidente, opto allora per un perizoma minuscolo sempre nero, autoreggenti nere e scarpe con tacco.
Serve in tavola Vittorio, io... già da seduta ho mostrato parte del mio campionario a Gianni!
Durante la cena ambedue si preoccupano che non abbia mai il bicchiere vuoto, vogliono farmi ubriacare? Se è per quello che penso non devono tanto darsi da fare, sono già eccitata e disponibile di mio!
Lasciamo la zona pranzo e ci sistemiamo sui divani, io e Vittorio assieme e l'ospite di fronte a noi.
Subito gli uomini cominciano ad alludere, ad ammiccare, a fare discorsi di sesso, noto che Vittorio subisce molto la personalità di Gianni, ne è quasi plagiato e anche la loro confidenza mi pare un po' equivoca, beviamo e continuiamo, io mi sto scaldando, sto letteralmente bagnando il divano, poi si parte...
Vittorio mi stringe a sé, mi bacia sul collo, mi passa prepotente le mani sul seno, ma poi si alza e si dispone accanto a Gianni.
E intanto non gliela do, anche se mi gira davanti con il suo affare duro e in bella mostra!
Ma piano... piano, il controllo delle mie azioni scende e passa dal cervello al centro decisionale che ho in mezzo alle gambe, passo una mezz'oretta a pensare a Gianni, mi vedo intenta a mostrargli tutte le mie virtù, mi eccito e mi masturbo toccandomi, in un attimo raggiungo l'orgasmo, non è gran che, ma almeno dopo mi addormento.
Nei giorni seguenti ci vediamo poco, Gianni rientra tardi preso dal suo lavoro, io, tornata dall'ufficio, giro per casa nuda come al solito, in sua presenza inizialmente mi copro un po', una camicia da uomo aperta e senza mutandine, e mostro solo scampoli del mio corpo, le gambe, parte del culo, Gianni mostra di apprezzare e c'è Vittorio, il quale sembra sempre più divertito dal mio atteggiamento, ma è scemo?
A poco a poco lui, Vittorio, in questo gioco diventa una comparsa, chi se ne frega di lui! Riprendo a girare nuda per casa e quando c'è Gianni sgocciolo sotto da tanto sono bagnata!
Vittorio?
Chi lo capisce? Ride ed è contento.
Arriva venerdì sera, la settimana di lavoro è finita e ci ritroviamo a cena, tutti e tre, Gianni ha pensato al vino, Vittorio cucina e io apparecchio, per l'occasione mi metto una camicetta di seta nera, molto scollata e sotto niente, voglio che il mio seno salti per bene ad ogni movimento che faccio, una gonnellina di raso nera pure quella, sotto… che metto? Studio la situazione, senza è troppo evidente, opto allora per un perizoma minuscolo sempre nero, autoreggenti nere e scarpe con tacco.
Serve in tavola Vittorio, io... già da seduta ho mostrato parte del mio campionario a Gianni!
Durante la cena ambedue si preoccupano che non abbia mai il bicchiere vuoto, vogliono farmi ubriacare? Se è per quello che penso non devono tanto darsi da fare, sono già eccitata e disponibile di mio!
Lasciamo la zona pranzo e ci sistemiamo sui divani, io e Vittorio assieme e l'ospite di fronte a noi.
Subito gli uomini cominciano ad alludere, ad ammiccare, a fare discorsi di sesso, noto che Vittorio subisce molto la personalità di Gianni, ne è quasi plagiato e anche la loro confidenza mi pare un po' equivoca, beviamo e continuiamo, io mi sto scaldando, sto letteralmente bagnando il divano, poi si parte...
Vittorio mi stringe a sé, mi bacia sul collo, mi passa prepotente le mani sul seno, ma poi si alza e si dispone accanto a Gianni.
-Dai... Mara... fai vedere a Gianni
quanto sei bella...-
Mi dà via libera?
Mi dà via libera?
E allora mi scateno...
mi dedico al mio pubblico, sia uno che l'altro si passano
ripetutamente la mano sulla patta dei pantaloni, io però tutta la
mia esibizione la dedico a Gianni, mi accarezzo il petto, sbottono la
camicetta, la apro, mi prendo i capezzoli fra le dita e li strizzo,
sono inturgiditi e sembrano due fragole, abbasso la testa e alzo i
seni fino a leccarli, mi levo in piedi e mi tolgo la camicetta senza
smettere di accarezzarmi, tiro su la gonnellina fino in vita e mi
sdraio nuovamente, apro le gambe e con la mano scosto il perizoma…
Mi tocco, con due dita mi apro tutta, le piccole labbra della mia micia sporgono brune e gonfie, il clitoride è inturgidito, con l'altra mano lo scappuccio, è tanto sensibile che posso solo sfiorarlo...
Sono in preda ad una eccitazione pazzesca! Finalmente mi sto mostrando!!
Sto mettendo in atto quanto ho sognato innumerevoli volte! Farmi ammirare da un estraneo!
Poi prendo la parola.
Mi tocco, con due dita mi apro tutta, le piccole labbra della mia micia sporgono brune e gonfie, il clitoride è inturgidito, con l'altra mano lo scappuccio, è tanto sensibile che posso solo sfiorarlo...
Sono in preda ad una eccitazione pazzesca! Finalmente mi sto mostrando!!
Sto mettendo in atto quanto ho sognato innumerevoli volte! Farmi ammirare da un estraneo!
Poi prendo la parola.
-Gianni... potrai solo
guardarmi...-
Allibisce.
-Allora?-
E' visibilmente deluso,
non si aspettava certamente un finale così da come era iniziata la
serata, ma io voglio usarli per il mio piacere, non essere il loro
giocattolo.
Mestamente annuisce.
Mi inginocchio davanti a Vittorio, Gianni si sistema per vedere meglio!
Mi vedo attraverso i suoi occhi, una bella bruna impegnata in una fellatio.
Lego il mio sguardo al suo.
Passo la lingua su tutta la lunghezza del pene, raggiungo lo scroto, lo lecco, mi metto in bocca le due castagne che contiene, torno alla cappella... è tanto inturgidita che è diventata violacea, ripeto ancora una volta il percorso, bagno ripetutamente la cappella e me la introduco in bocca e inizio, in breve... mi arriva in gola, mi muovo avanti e indietro, i miei occhi incatenati a quelli di Gianni.
Lo lascio, ora voglio che mi veda mentre mi faccio prendere, mi giro carponi e invito Vittorio a prendermi da dietro, non ho mai goduto così tanto, mentre sento penetrarmi dalla sua asta, appoggio la testa al tappeto e subisco i colpi che mi sferra Vittorio, poi arriva l'orgasmo, lungo... infinito, inizia piano per poi scoppiare come un fuoco d'artificio e ricade lentamente.
Non mi sono neanche accorta che Vittorio si è svuotato dentro di me.
Lui si rialza... io mi abbatto sul tappeto, qualche attimo e alzo gli occhi su Gianni, si sta toccando, si è aperto la patta e si sta menando, lo guardo, che bel cazzo! Mi guarda e ha gli occhi di un cagnolino bagnato, chiede, implora e muove la mia compassione.
Mestamente annuisce.
Mi inginocchio davanti a Vittorio, Gianni si sistema per vedere meglio!
Mi vedo attraverso i suoi occhi, una bella bruna impegnata in una fellatio.
Lego il mio sguardo al suo.
Passo la lingua su tutta la lunghezza del pene, raggiungo lo scroto, lo lecco, mi metto in bocca le due castagne che contiene, torno alla cappella... è tanto inturgidita che è diventata violacea, ripeto ancora una volta il percorso, bagno ripetutamente la cappella e me la introduco in bocca e inizio, in breve... mi arriva in gola, mi muovo avanti e indietro, i miei occhi incatenati a quelli di Gianni.
Lo lascio, ora voglio che mi veda mentre mi faccio prendere, mi giro carponi e invito Vittorio a prendermi da dietro, non ho mai goduto così tanto, mentre sento penetrarmi dalla sua asta, appoggio la testa al tappeto e subisco i colpi che mi sferra Vittorio, poi arriva l'orgasmo, lungo... infinito, inizia piano per poi scoppiare come un fuoco d'artificio e ricade lentamente.
Non mi sono neanche accorta che Vittorio si è svuotato dentro di me.
Lui si rialza... io mi abbatto sul tappeto, qualche attimo e alzo gli occhi su Gianni, si sta toccando, si è aperto la patta e si sta menando, lo guardo, che bel cazzo! Mi guarda e ha gli occhi di un cagnolino bagnato, chiede, implora e muove la mia compassione.
-Va bene... vieni...-
Un attimo e mi
raggiunge, è ben più grosso di quello di Vittorio e faccio fatica a
inserirmelo in bocca, voglio sentire il desiderio che ha di me, mi
prende la testa e mi scopa la bocca, no... non voglio che sia lui a
prendere l'iniziativa, il gioco è mio e lo conduco io, lo faccio
stendere e lo cavalco, lo scopo con tanta violenza che sembra che lo
violenti! Si... ancora e ancora! E' grosso e sembra che mi apra il
ventre in due, urla e sento il suo liquido caldo, mi lascio andare e
godo assieme a lui.
Sono piena di ambedue e ho una voglia che mi farei scopare da un esercito, ma loro sono momentaneamente fuori uso.
Cazzo! Speravo di più da Gianni!.
Ora mi distendo sul divano con la testa sulle gambe ora nude di Vittorio e mi tocco leggermente, il clitoride è immensamente sensibile e godo, Gianni è sul divano di fronte e si mena lentamente il cazzo mollo.
-Vittorio... raccontami di te e Gianni...-
Sono piena di ambedue e ho una voglia che mi farei scopare da un esercito, ma loro sono momentaneamente fuori uso.
Cazzo! Speravo di più da Gianni!.
Ora mi distendo sul divano con la testa sulle gambe ora nude di Vittorio e mi tocco leggermente, il clitoride è immensamente sensibile e godo, Gianni è sul divano di fronte e si mena lentamente il cazzo mollo.
-Vittorio... raccontami di te e Gianni...-
domenica 20 gennaio 2019
NOVITÀ
...HO APERTO UNA NUOVA SCHEDA SUL BLOG, DENOMINATA...
"L'ANGOLO DEGLI OSPITI"
E' RISERVATA AGLI OSPITI, AMICI E A COLORO CHE VORRANNO INDICARMI LINK DI RACCONTI LORO, DI BLOG O ALTRO.
SEGNALATEMELI TRAMITE MAIL
sempretibet@gmail.com
T.
venerdì 18 gennaio 2019
LE AVVENTURE DELLO SCIUPAFEMMINE - "...QUI CIAD... HELP ME..."
Sono lo Sciupafemmine...
ricordate le mie precedenti avventure?
Missione Casablanca, Missione a Berlino... e altre? Meravigliosi successi... anche se molti di voi non saranno d'accordo!
Gufi! Siete dei gufi, non vedete la positività nelle cose, italiani!
Ora vi racconto di una mia disavventura... che volete non tutte le ciambelle riescono con il buco! Capita anche ai migliori...
^^^^^^^^^^^
Roma...
che città meravigliosa!
Per i monumenti...? Il Colosseo? Il Vaticano?
Ma quando mai!
Chi se ne frega!
Per me li possono radere al suolo tutti! E poi buttarci il sale come su Cartagho!
Vi confesso... se mi piace Roma e' per i ristoranti.... i night... quelle ville fra i pini sull'Appia antica dove giocare allo scambio!
E le donne... ? Quelle culone delle romane? Inimitabili!
Che borbottate voi meneghine... nordiste.... anoressiche...?
Insomma se parliamo del solo scopare... loro, le romane hanno una marcia in più rispetto a voi... forse due... e quei culoni...
Cosa?
Voi lavorate?
Ah... bene... continuate allora.
La mia domanda e'... chi ve lo fa fare?
Consiglio?
Per i monumenti...? Il Colosseo? Il Vaticano?
Ma quando mai!
Chi se ne frega!
Per me li possono radere al suolo tutti! E poi buttarci il sale come su Cartagho!
Vi confesso... se mi piace Roma e' per i ristoranti.... i night... quelle ville fra i pini sull'Appia antica dove giocare allo scambio!
E le donne... ? Quelle culone delle romane? Inimitabili!
Che borbottate voi meneghine... nordiste.... anoressiche...?
Insomma se parliamo del solo scopare... loro, le romane hanno una marcia in più rispetto a voi... forse due... e quei culoni...
Cosa?
Voi lavorate?
Ah... bene... continuate allora.
La mia domanda e'... chi ve lo fa fare?
Consiglio?
Lo
volete?
No...? E io ve lo dò lo stesso...
Buttate le vostre provviste di Prozac nei Navigli... e scopate di più!
E non sesso tantrico!
Buttate le vostre provviste di Prozac nei Navigli... e scopate di più!
E non sesso tantrico!
Ma feroci scopate pecorecce!
Il tantrico non vale una sega! E' fatto per debosciati e donne isteriche!
Allora vi dicevo di Roma...
Ah... quei pranzi di lavoro!
Il tantrico non vale una sega! E' fatto per debosciati e donne isteriche!
Allora vi dicevo di Roma...
Ah... quei pranzi di lavoro!
Io, la Direttora e Samy... loro preferiscono l'ambiente raffinato, che batosta il conto ma tanto
è in lista spese, tipo San Suoci in via Sicilia per intendersi
oppure Relais le Jardin in Via Notaris, conoscete?
Ma quando mai?
Ma quando mai?
Voi non ci siete certo mai state!
E già tanto se i vostri uomini vi portano in pizzeria o quando va bene dai cinesi.
Contente voi!
Solo che... accidenti!
E già tanto se i vostri uomini vi portano in pizzeria o quando va bene dai cinesi.
Contente voi!
Solo che... accidenti!
Minchiazza infame... sto
ingrassandooooooooo!!!
Ora voi mi aiuterete vero?
Senz'altro conoscete un sistema infallibile per dimagrire, tipo 16 chili in sette giorni, guardate... sopporto tutto tranne la fame e la fatica, me lo direte vero?
Mi aiuterete?
Mandatemi i vostri sistemi per
dimagrire veloce! Devo calare... non ho piu' niente da mettere!!
Voi
sapete che dramma e' !
Tutti i vestiti che ti tirano!
Poi quelle due... Luana e Samy non le sopporto! Mangiano come orchesse... antipasti... primi... secondi... poi danno l'assalto al carrello dei dessert, ma come cazzo fanno?
Sono sempre eguali, due tettone e con un gran culo, non crescono di un etto.
Poi quelle due... Luana e Samy non le sopporto! Mangiano come orchesse... antipasti... primi... secondi... poi danno l'assalto al carrello dei dessert, ma come cazzo fanno?
Sono sempre eguali, due tettone e con un gran culo, non crescono di un etto.
Io?
Miiiiiiii... sono 115 chili!
Sono una bestia di uomo e' vero, ma mi va stretto il guardaroba e le direttore hanno detto che non hanno fondi per rifarmelo.
E... certo!
Con quello che si mangiano fuori loro!
Ogni giorno una serie di vestiti di sartoria!
Ingrate... e pensare che se sono sulla cresta dell'onda e' solo merito mio!
Povera Italia, e' la dimostrazione che se diamo il paese in mano alle donne sara' la nostra rovina!
Ogni giorno una serie di vestiti di sartoria!
Ingrate... e pensare che se sono sulla cresta dell'onda e' solo merito mio!
Povera Italia, e' la dimostrazione che se diamo il paese in mano alle donne sara' la nostra rovina!
Ho bisogno di svagarmi e chiedo a Luana che mi assegni una missione, lei nicchia, dice che stiamo così bene e che non abbiamo bisogno di complicazioni... ma che vorrà dire?
Poi la svolta!
Quella mattina ero impegnato nel mio nuovo incarico.
Ricevere e istruire le nuove assunte.
Se sapeste!
Carne fresca, pollastre di prima scelta e io le svezzo, insegno loro i rudimenti del lavoro.
Ora per esempio ne ho tre in ufficio... che dire?
Il mio lavoro ha degli attimi ineguagliabili di spessore... di un valore unico!
Come adesso... sono tutte e tre piegate sul piano della scrivania e mi mostrano il loro magnifico posteriore.
Quanto amo il sedere femminile!
Quelle rotondità mai più eguagliate dalla natura in nessuna delle sue altre forme, bello, sodo, liscio e quella valle profonda fra le natiche? E il garofano?
Ah... che senso di libidine che si prova passando le dita su quel fiore!
E passarci la lingua?
La cappella? Strusciare lungamente... far sentire loro la robustezza della verga che le sta limando!
Ora e' proprio questo che stavo facendo...
Una alla volta... prima nella fica... a fondo con colpi sempre più possenti e poi strofino, sputo sul buco e spingo un pochino...
Cosa...?
Perché non le inculo subito e di brutto?
Che sprovvedute siete!
E' evidente che non vi ha mai scopato uno come lo Sciupa...
Le sto preparando... no?
Il loro fiore deve schiudersi come da solo... diventare malleabile... tenero...
Ora sono pronte...
Stanno muovendo le belle chiappe in movimenti d'invito...
Io che mi appresto a farmi la prima... lei che urla...
-Vuogghiu ca tu si u primu a scassarimi u culu...!-.
E' una palermitana... conterranea... calda come l'Etna!
Io che lo meno... lo avvicino... e....
e... non suona quel maledetto aggeggio collegato con la Direttora...?
-Sciupa? Puoi venire? E' urgente...-.
-Direttora... ho da fare... una mezz'oretta e arrivo....-
-Sciupa...? Ho detto subito... fai aspettare quelle troiette e vieni!-.
Quando Luana ha questo tono meglio ubbidire. Altrimenti diventa severa e mi guarda male.
Faccio fatica a rimetterlo nei pantaloni. Sapete quando e' così lungo e rigido mica e' facile farlo.
Ma che parlo a fare con voi?
Sono cose che non potete capire.
Avete quella specie di bisaccia porta tutto fra le cosce e basta... niente appendiabiti.
Entro e rimango di sasso!
Non c'è il mio vecchio Capo Sezione, il famoso Colonnello M.? Quello ibernato al Polo Sud?
Ma che minchia ci fa qui?
La direttora...
-Sciupa... ricordi il colonnello M.?-.
Cazzo... penso... se lo ricordo?
Questa emerita testa di mulo? Chiedo scusa ai
muli ma neanche con un concorso mondiale di ricerca di "idioti
congeniti" non ne trovi uno simile.
-Il colonnello ha delle notizie fresche...-.
-Direttora... per forza sono fresche... viene dal Polo Sud...-.
Mi guarda male... che ho detto?
Non mi ha capito... vediamo se capite voi... fresche... freddo... Polo sud... e' facile no?
Io rimango serio.
-Colonnello... racconta bene...-.
Questo esemplare di idiota inizia, dice che mentre stava alla radio, secondo me ascoltava Radio Maria partito come e' di testa, intercetta un messaggio da un gruppo di ribelli del Ciad.
Dal Ciad?
Al Polo Sud?
Ma che cazzo sta raccontando?
Insomma dice che sto gruppo ha catturato due italiane e vuole un riscatto.
E che lui fa da tramite visto che ormai lo conoscono.
Allora faccio due calcoli... dal Polo Sud al Ciad... ci saranno a occhio che so? 15.000 km? E dalla Sicilia al Ciad forse 2.500... ma come cazzo ha fatto? Va bè che qui in Italia, fra partite di calcio e discorsi sempre più deliranti dei nostri politici chi vuoi che stia alla radio?
Giusto quelli che ascoltano Radio Maria...
Finisce...
Finisce...
-Ho anche i nomi di queste due nostre povere connazionali in pericolo... Sara e Claudine...-.
Cosa?
Sara? Claudine? Quelle puttanazze!
Sono quelle due che mi hanno fregato i soldi a Casablanca, che le possino...!
Le sto maledicendo, augurando loro di farsi inculare dai cammelli, pardon dromedari... i cammelli stanno in Asia.
Non lo sapevate vero?
Disinformati! Leggetemi e vi
costruite una cultura!
Sto bestemmiando sottovoce, non posso rivelare nulla di quello che accadde...
e la Direttora...
Sto bestemmiando sottovoce, non posso rivelare nulla di quello che accadde...
e la Direttora...
-Sciupa, ecco la missione che volevi. Lavorerai
in tandem con il colonnello-.
E magari portare anche la croce?
E cantare i salmi?
Noooo... con questo coglione... nooooo...!
Ci provo...
Noooo... con questo coglione... nooooo...!
Ci provo...
-Direttora... ma non e' più semplice pagare e finisce lì?-
-Magari Sciupa, ma vogliono che Maria De Filippi vada là ad organizzare una serie per loro di "Amici" e poi vogliono "Il grande fratello" edizione per il Ciad, davvero impossibile!-.
Maledetti italiani!
Stanno rovinando il mondo intero... stì sozzoni! E chi ci va di mezzo?
Lo Sciupa!
Sono incazzatissimo e chi ci rimette?
Quelle pollastrelle che pazientemente mi aspettano trepidanti!
Rientro e trovo una scena da Sodoma e Gomorra.
Sodoma?
No... quelli erano usciti di carreggiata e si inculavano fra loro... stì infami!
Stì sodomiti!
Gomorra... ?
Sono incazzatissimo e chi ci rimette?
Quelle pollastrelle che pazientemente mi aspettano trepidanti!
Rientro e trovo una scena da Sodoma e Gomorra.
Sodoma?
No... quelli erano usciti di carreggiata e si inculavano fra loro... stì infami!
Stì sodomiti!
Gomorra... ?
Neanche...
tutti quei camorristi...
Descrivo?
Non è che poi vi eccitate?
Ditemi in confidenza quando è stato l'ultima volta che vi ha scopato il vostro uomo?
Come? Avete le ragnatele sulla fica?
Vi do io una lustrata all'argenteria, vedrete come splende dopo!
Descrivo?
Non è che poi vi eccitate?
Ditemi in confidenza quando è stato l'ultima volta che vi ha scopato il vostro uomo?
Come? Avete le ragnatele sulla fica?
Vi do io una lustrata all'argenteria, vedrete come splende dopo!
Telefonatemi.
Allora... stè tre invasate sono messe così, una distesa sulla scrivania... gambe aperte, la seconda fra le sue cosce che la lecca come fosse un gelato e la terza seduta sulla faccia della prima che si fa mangiare lu sticchiu.
Beh... . devo sfogarmi... colpa di quel coglione del Colonnello.
Tiro a me quella che sta leccando e di forza... senza più tante storie la prendo nel suo garofano, a fatica entro... mentre lei urla e smette di dare piacere alla sua amica... la tengo forte mentre la monto come un toro.
Poi a turno le altre due, una dopo l'altra mentre alla fine chiedono il bis che tra l'altro graziosamente concedo.
Ora?
Ora colpa di questo testa di cazzo siamo in carovana in un deserto della malora e andiamo avanti a datteri, cuscus e latte di dromedaria!
Eccome dimagrisco così!
Sapete cosa ha combinato il primo giorno?
Incredibile!
Voi sapete certo che il dromedario ha due parti, se non ci credete guardatevi una foto, vi consiglio di usare l' Enciclopedia Britannica, tomo III... pagina 654.
La parte davanti e' quella con il muso, ok?
La parte dietro e' quella con il culo e la coda, ci siete?
Dura... eh?
Mi sa che vi fuma il cervello!
Allora cosa fa sto' deficiente?
Non lo cavalca al rovescio?
Allora... stè tre invasate sono messe così, una distesa sulla scrivania... gambe aperte, la seconda fra le sue cosce che la lecca come fosse un gelato e la terza seduta sulla faccia della prima che si fa mangiare lu sticchiu.
Beh... . devo sfogarmi... colpa di quel coglione del Colonnello.
Tiro a me quella che sta leccando e di forza... senza più tante storie la prendo nel suo garofano, a fatica entro... mentre lei urla e smette di dare piacere alla sua amica... la tengo forte mentre la monto come un toro.
Poi a turno le altre due, una dopo l'altra mentre alla fine chiedono il bis che tra l'altro graziosamente concedo.
Ora?
Ora colpa di questo testa di cazzo siamo in carovana in un deserto della malora e andiamo avanti a datteri, cuscus e latte di dromedaria!
Eccome dimagrisco così!
Sapete cosa ha combinato il primo giorno?
Incredibile!
Voi sapete certo che il dromedario ha due parti, se non ci credete guardatevi una foto, vi consiglio di usare l' Enciclopedia Britannica, tomo III... pagina 654.
La parte davanti e' quella con il muso, ok?
La parte dietro e' quella con il culo e la coda, ci siete?
Dura... eh?
Mi sa che vi fuma il cervello!
Allora cosa fa sto' deficiente?
Non lo cavalca al rovescio?
Voi direte...
no...!
Impossibile!
Impossibile!
Voi non conoscete il Colonnello!
Si lo fa!
Il coglione lo fa!
E non si fa tutto il viaggio guardando il culo del dromedario?
Io che speravo che l'animale avesse un meteorismo acuto e lo asfissiasse!
Io che senza scopare divento irascibile e guardo con concupiscenza il culo delle dromedarie.
Ma e' possibile?
Lo sciupa che non scopa per giorni?
Non e' possibileeeee!
E ogni sera?
Il coglione si collega alla radio.
Si lo fa!
Il coglione lo fa!
E non si fa tutto il viaggio guardando il culo del dromedario?
Io che speravo che l'animale avesse un meteorismo acuto e lo asfissiasse!
Io che senza scopare divento irascibile e guardo con concupiscenza il culo delle dromedarie.
Ma e' possibile?
Lo sciupa che non scopa per giorni?
Non e' possibileeeee!
E ogni sera?
Il coglione si collega alla radio.
Allora io dico... questi parlano arabo... giusto?
Lui no, ma che cazzo si dicono?
Questo sta parlando a gesti alla radio... si sbraccia... ma e' possibile?
E si capiscono?
Miiiiiiii... non ci posso credere!!
Lui dice che li capisce e che il linguaggio dei gesti e'
universale.
E questo
succede alla radio?
Ma daiiii!
Insomma la faccio breve perché se vi racconto quello che è successo durante i 27 giorni di cammino vi suicidate...
Ve ne racconto una?
Una per tutte?
Allora una sera arriviamo ad un pozzo, un buco nella terra da dove attingere l'acqua, allora è buona regola prima dissetare i dromedari e questi bevono come dei leghisti al convegno di Pontida... e pisciano, bevono e pisciano e il piscio in breve diventa un lago...
Lui che si era attardato... arriva e vede il lago e si precipita e beve il piscio!
Ricordo ancora il viso stupefatto dei cammellieri e io che mi rotolavo per terra dal ridere!
E lui?
Si rialza e dice...
Ma daiiii!
Insomma la faccio breve perché se vi racconto quello che è successo durante i 27 giorni di cammino vi suicidate...
Ve ne racconto una?
Una per tutte?
Allora una sera arriviamo ad un pozzo, un buco nella terra da dove attingere l'acqua, allora è buona regola prima dissetare i dromedari e questi bevono come dei leghisti al convegno di Pontida... e pisciano, bevono e pisciano e il piscio in breve diventa un lago...
Lui che si era attardato... arriva e vede il lago e si precipita e beve il piscio!
Ricordo ancora il viso stupefatto dei cammellieri e io che mi rotolavo per terra dal ridere!
E lui?
Si rialza e dice...
-Buona... buona... che buona l'acqua... che buon sapore ha...-.
Poveri noi!
Insomma... troviamo l'accampamento dei rapitori, io che propongo di andarci cauti, di verificare quanti sono e programmare il nostro intervento, lui... il coglione che si precipita nel loro accampamento urlando che lui ha fatto un corso di preparazione psicologica per i casi di sequestro di persona, che l'ha fatto a Capalbio dai cattocomunisti, figurarsi che vaccata deve essere stata!
Conoscendoli...!
Rivedo quelle due infami... che hanno il coraggio di sorridermi proprio come se nulla fosse stato.
Miiiiiiiiiii... se stanno bene!
Abbronzate e in forma come se fossero a Saint Tropez!
Invece gli uomini sono sderenati, hanno delle occhiaie!
Sembrano svuotati, si muovono svogliatamente per l'accampamento e sembra che le evitino.
Capite?
Queste due li hanno spompati a forza di scopare!
Beh.... stè due scostumate come vedono cazzi nuovi si mettono in caccia, sono già mezze nude e si buttano su di me e sui cammellieri.
Avete presente le locuste?
Che mangiano e mangiano senza tregua?
Queste scopano e scopano anche senza tregua.
Allora... immaginatevi...
Beh.... stè due scostumate come vedono cazzi nuovi si mettono in caccia, sono già mezze nude e si buttano su di me e sui cammellieri.
Avete presente le locuste?
Che mangiano e mangiano senza tregua?
Queste scopano e scopano anche senza tregua.
Allora... immaginatevi...
Io... i quattro cammellieri e il colonnello M., beh... questo non
conta nulla, appena ha intinto il pennello ha svuotato il barattolo
causando le rimostranze feroci delle due.
Sapete che mi sembra che queste due abbiano la fica più larga di quando le conobbi a Casablanca?
Voi che ce l'avete dite che si allarga con l'uso?
Non lo so, la mia esperienza è diversa sapete, ho conosciuto una che si fotteva con un cero da processione, era enorme e con su la storia illustrata sulla cera, della vita di San Porfirio, il santo delle ex vergini.
Ma cosa ridete?
Una volta perdere la verginità era un problema, sapete?
Non è come adesso che c'è la corsa a chi la perde prima, siamo arrivati al limite della quinta elementare.
Allora questa tipa, appena smetteva di dar fastidio al cero era come se fosse davvero vergine, stretta ma stretta, incredibile!
Un'altra?
La sverginai io, subito dopo aveva la fica come una bocca di fornace, larga, impressionante... ma possibile?
Mistero...
Insomma tornando a noi...
Dopo un po' i quattro cammellieri sono fuori uso e resisto solo io...
Ora è una lotta.
Fra me e loro senza esclusione di colpi.
Una lotta di gladiatori... cazzo!
Tutto il pubblico a fare cerchio intorno mentre domo le due belve, a urlare... a incitarmi di dar loro il colpo decisivo.
Dire che avevo il cazzo avvelenato... pardon... il dente... e' poco, e poi?
La libido accumulata in oltre un mese di seghe...
Sapete che mi sembra che queste due abbiano la fica più larga di quando le conobbi a Casablanca?
Voi che ce l'avete dite che si allarga con l'uso?
Non lo so, la mia esperienza è diversa sapete, ho conosciuto una che si fotteva con un cero da processione, era enorme e con su la storia illustrata sulla cera, della vita di San Porfirio, il santo delle ex vergini.
Ma cosa ridete?
Una volta perdere la verginità era un problema, sapete?
Non è come adesso che c'è la corsa a chi la perde prima, siamo arrivati al limite della quinta elementare.
Allora questa tipa, appena smetteva di dar fastidio al cero era come se fosse davvero vergine, stretta ma stretta, incredibile!
Un'altra?
La sverginai io, subito dopo aveva la fica come una bocca di fornace, larga, impressionante... ma possibile?
Mistero...
Insomma tornando a noi...
Dopo un po' i quattro cammellieri sono fuori uso e resisto solo io...
Ora è una lotta.
Fra me e loro senza esclusione di colpi.
Una lotta di gladiatori... cazzo!
Tutto il pubblico a fare cerchio intorno mentre domo le due belve, a urlare... a incitarmi di dar loro il colpo decisivo.
Dire che avevo il cazzo avvelenato... pardon... il dente... e' poco, e poi?
La libido accumulata in oltre un mese di seghe...
A proposito di seghe...
Beh... saprete bene data la vostra ampia cultura... (quando mai! Puro eufemismo... ) della storia biblica di Onan, figlio di Giuda, fratello di Er... cugino di Tor... nipote di Bal... zio di Jor... padre di Rot... amico di Vor... conoscente di Kot... amante di...
Ma la vogliamo finire? Stì richiami biblici mi fanno morire!
Allora io mi sentivo come Onan quando la sera scalavo la duna più vicina e spruzzavo il mio seme al vento urlando di andare e inseminare. di andare e moltiplicare...
Onan... che piuttosto di scopare la moglie del fratello recchione Er dietro ordine del padre guardone... (chissà che schifo di racchia era la suddetta moglie...) preferiva masturbarsi!
La storia non e' proprio così ma prendetela per buona
Allora io e queste due scatenate.
Si sono messe d'impegno e voglio farmi venire e venire... io altrettanto... le voglio far schiattare queste due grandissime puttane.
Le sbatto in tutti i modi possibili... quelli conosciuti o inventati al momento, alla fine non riescono più ad alzarsi mentre io metto il piede sul loro corpo e ottengo l'ovazione del pubblico...
La sera inizia la trattativa, e' più che evidente che ne hanno le palle piene di queste donne, le darebbero via per un niente e rinunciano facilmente a Maria De Filippi.... e te pareva! Ma chi cazzo la sopporta se non gli italiani? Poi rinunciano anche al Grande Fratello, il programma che rimbambisce... dicono che preferiscono farsi di oppio... e hanno ragione!
Stiamo trattando per l'opera omnia di Peppino di Capri, sembra che vada...
E' quasi fatta... quando il colonnello M. se ne esce con questa frase...
-Lasciate andare le donne... prendete noi in cambio come ostaggi...-.
Cazzo... Coglione!
Non
l'avesse mai detto l'imbecille...
In due e due quattro caricano le donne sui cammelli... pardon... dromedari e le sbattono felici felici fuori dai coglioni.
Noi?
Io?
Speriamo che la direttora senta la mia mancanza.
Pensate l'unico svago è fare il trenino...
ah... stì cazzo di arabi se non inculano qualcuno non sono felici..
Ci mettiamo in fila... uno dietro l'altro e ci... beh... avete capito no?
Non fatemi entrare in particolari...
L'unica consolazione è che per adesso sono stato capace di essere sempre l'ultimo vagone...
In due e due quattro caricano le donne sui cammelli... pardon... dromedari e le sbattono felici felici fuori dai coglioni.
Noi?
Io?
Speriamo che la direttora senta la mia mancanza.
Pensate l'unico svago è fare il trenino...
ah... stì cazzo di arabi se non inculano qualcuno non sono felici..
Ci mettiamo in fila... uno dietro l'altro e ci... beh... avete capito no?
Non fatemi entrare in particolari...
L'unica consolazione è che per adesso sono stato capace di essere sempre l'ultimo vagone...
Speriamo...
Il Colonnello M.?
Gli va da dio, sembra che non si sia mai divertito cosi' tanto... fa sempre la locomotiva di testa. Sempre... e come fischia il coglione... mentre guida il trenino per l'accampamento.
Tu... tutuuuuuuu...!
Tu... tutuuuuuuu....!
Qui Ciad... a voi Roma...
Vi prego... fate degli SMS al Ministero affinché mi liberino... sono nelle vostre mani misericordiose.
Orates... frates e sorelles... cugines.
Viva radio Maria... la piu' forte che ci sia...
Viva Monsignor Georg... il più fico del Vaticano...
Miiiiiiiiiizzica...
mercoledì 2 gennaio 2019
venerdì 14 dicembre 2018
martedì 4 dicembre 2018
ANNA DEI MIRACOLI.
_________________________________
Regola
prima della sopravvivenza.
Colpisci
per primo… e colpisci forte.
Non so per quale astruso motivo mi aveva preso in
antipatia, forse perché ero forestiero? Forse semplicemente perché
era un idiota. Non avevo fatto altro che passare due orette in quel
bar, tirare a far sera… seduto al banco bevendo qualche birra,
nulla di più… neanche avevo guardato la cameriera pettoruta che
serviva. Ma so che lui cercava rogna, solo che io… proprio in quel
posto avevo la necessità di passare inosservato.
Feci per uscire e lui mi si mise davanti, eccoci…
mi dissi…
Mi fermai alla distanza giusta, fintai di girarmi
e lo colpii con tutte le mie forze al basso ventre con un calcio e
lui crollò a terra come un sacco d’aria che si svuota… urlava e
gemeva tenendosi con le mani i coglioni martoriati.
Uscii…
___________________________________
Anna dei miracoli…
Si dice in giro che Anna sia una maga. Ma si sa
quanto è maldicente la gente. All’inizio raccoglieva piante
officinali per farne dei decotti secondo vecchie ricette tramandate
dalla sua famiglia e questo solo per passione. Poi… man mano…
prese a dare le sue pozioni a chi ne aveva bisogno, in cambio solo
ringraziamenti o piccoli doni. Non si sa quando la sua fama travalicò
il piccolo centro agricolo dove viveva. E non si sa quando iniziò a
circolare in giro la voce che era capace di vincere l’impotenza
maschile. E la sua passione diventò un mestiere, una professione.
Da lei venivano le donne… mogli, amanti,
fidanzate lamentandosi della scarsa vena amorosa dei loro uomini e
lei dava loro le pozioni adatte. Usava la radice antropomorfa della
mandragola che raccoglieva personalmente e che lasciava macerare
lungamente in una soluzione di alcool per liquori. E la cantaridina
che ricavava dal coleottero cantaride che da una infinità di tempo
si sa che ha proprietà afrodisiache. La muira puama che faceva
venire dalle foreste del Brasile, la catuaba anche dal Brasile
raccolta dagli indios Tupi che dicono “ se entro i 60 anni hai un
figlio… è tuo, dopo i sessanta il figlio è di catuaba”. E
ancora macerava la polpa della maca che veniva dalle Ande e la
salsaparilla e la damiana conosciuta fin dai tempi dei maya e la
yohimbe, un alcaloide ricavato dalla corteccia dell’albero omonimo
proveniente dal west-Africa.
Iniziarono a venire da lei anche uomini che
cercavano la virilità perduta, anziani amanti che dovevano
soddisfare giovani compagne. Lei contava sull’effetto placebo dei
suoi preparati, molto o tutto dipendeva dagli stimoli cerebrali.
In certi rari casi… interveniva personalmente,
usava i suoi poteri, il suo corpo.
___________________________
Io sono un animale da città. Questi posti… con
così tanto verde intorno mi deprimono, mi sento osservato. Da
predatore mi sembra di diventare preda. Nulla può mimetizzare un
sicario quanto la folla. Dargli la necessaria sicurezza.
Voglio finire presto il mio lavoro e tornarmene
nella confusione, nella città dove non c’è mai pausa. Dove non si
dorme mai o poco.
E’ quasi l’ora…
______________________________
Anna in alcuni casi si è lasciata coinvolgere.
Ha usato il suo corpo per ridare fiducia a uomini
rassegnati. Tutti questi hanno avuto poca importanza nella sua vita,
rapide meteore presto sparite oltre l’orizzonte della sua vita.
Ma non Anselmo.
Anselmo è il marito di Amalia.
E’ Amalia che va da Anna e racconta della poca
virilità del marito. E’ Amalia che con le prime pozioni ottenute
non vede risultati. E’ Amalia che porta Anselmo da Anna.
Poi… il rapido scalare verso l’assurdità.
Anna dimostra ad Amalia che Anselmo è ancora uomo, con il solo
avvicinare della sua mano gli fa lievitare il cazzo. Un sparuto
passerotto diventa un aquila indomita. E Amalia lo usa… lì…
davanti ad Anna. Mentre Anselmo è steso sulla schiena, vestito e con
il cazzo fuori dalla patta, lei si alza dalla poltrona… lo scavalca
e spostando il fondo delle culottes di seta si abbassa e si strofina
lungamente contro la cappella dura e liscia, tiene la grossa asta
piena di vene in rilievo con le due mani e si impala… struscia il
proprio ventre contro il pelo ruvido dell’uomo… e gode. Gode e
gode… sembra che il cazzo sia diventato di pietra, è
incredibilmente duro e sembra non venire mai…
Ma Anselmo sta guardando Anna… i loro occhi sono
incollati… e parlano. Si raccontano. Anselmo mentre è posseduto da
Amalia sta godendo Anna. Poi… il fragoroso orgasmo… Anselmo che
urla come un leone nella savana e riempie il ventre della moglie del
suo caldo seme…
Ma… il problema non è risolto, nella loro casa
coniugale le cose ritornano come prima. Amalia è un incontenibile
incendio… lava di un vulcano in eruzione e Anselmo solo tiepido.
Ritorneranno più volte da Anna. E sarà Anna ancora a dare vita alla
loro passione. Guarderà Anselmo possedere da animale il corpo della
moglie desiderando di essere lei l’oggetto del suo desiderio.
Desidererà quel grosso cazzo dentro di se… davanti e dietro… in
bocca e fra le grosse mammelle.
E inizierà a soffrire d’amore. E così anche
Anselmo.
E Anselmo… una bella sera, arriverà solo da
Anna. Non sarà necessario spiegare. Non diranno una sola parola.
Poco dopo i loro corpi nudi si fonderanno.
I loro sospiri e gemiti si confonderanno.
E capiscono che nulla può dividerli. Non ora e
non più. Sono legati per sempre.
Il loro far l’amore è tenero e feroce nello
stesso tempo. Si prendono come delle belve e poi si abbracciano come
teneri amanti. La virilità di Anselmo è senza limiti ora. Gode…
svuota la sua anima nel corpo di Anna e poco dopo è ancora pronto.
La vuole di nuovo… Senza sosta.
E Anselmo dirà ad Anna parole d’amore.
La cosa inizia quella sera e prosegue. Giorni…
settimane… mesi.
E Amalia ne viene a conoscenza. Stranamente
Anselmo ha libido anche per lei… spesso l’uomo che ha un amante
riesce a soddisfare anche la propria moglie. Ma sono avanzi… gli
avanzi della passione… cioè quello che resta.
E Amalia è vendicativa, in lei monta una rabbia
assoluta, non si rassegna. Se Anselmo non sarà più suo… non sarà
più di nessuna. E di questo anche Anna dovrà pagare… si dice
Amalia.
________________________________
Non so chi le diede il mio nominativo.
Ho diversi contatti sparsi per il paese.
Raccolgono eventuali commesse, le vagliano e se vale la pena me le
passano. Prendono una percentuale a lavoro compiuto.
Questo era un lavoretto semplice.
Un uomo e una donna. Avevo l’indirizzo e l’ora
nella quale operare. La porta della veranda esterna era facilmente
forzabile. Un attimo ed ero dentro… sentivo i loro gemiti e loro
sospiri…
Attesi…
Sentivo le loro promesse di amore eterno… le
assicurazioni che a vicenda si facevano.
Non so se fu questo a farmi titubare per un
attimo…
Due amanti… e il loro amore. L’amore che io
non ho mai conosciuto. Che ho rifiutato. Un po’ di rimpianto lo
ebbi… in quell’attimo.
Poi… rapidi colpi per una morte immediata, senza
dolore.
Misi tutto a soqquadro per simulare una rapina
finita tragicamente.
E me ne andai. Tornai nella mia anonimia.
Nuovamente non ero nessuno.
mercoledì 10 ottobre 2018
martedì 11 settembre 2018
L'ALLIEVA E LA MARTIRE - (LA SANTA -PUTTANA.)
LEI
Mi annoio.
Mi annoio.
Vedere lei che deve succhiare questi cazzi mi eccita relativamente
ma voglio di più.
Fremo aspettando il momento che sarà mia.
Completamente in mia balia.
Controllo la mia impazienza... ora la martire è nel recinto dei porci.
Controllo la mia impazienza... ora la martire è nel recinto dei porci.
Lasciamola godere.
Il mio mentore la guarda, sembra eccitato.
Non mi piace che sia preso da questa ragazzina.
Il mio mentore la guarda, sembra eccitato.
Non mi piace che sia preso da questa ragazzina.
Non voglio altre femmine nel mio territorio.
Io...
sono la sua unica allieva e complice.
Ora l'hanno alzata di peso, voltata e poi fatta chinare, la santa-vergine gode di loro e della sua umiliazione, ha le braccia appoggiate al sedile... la posseggono a turno.
Ora l'hanno alzata di peso, voltata e poi fatta chinare, la santa-vergine gode di loro e della sua umiliazione, ha le braccia appoggiate al sedile... la posseggono a turno.
Uno dopo l'altro le infilano il loro cazzo nella figa sfatta dall'uso.
Aspetto... mi sento bagnare, riconosco che mi piacerebbe essere al suo posto.
Ma non è questa l'occasione.
Aspetto.
Il mio maestro decide.
-Scendi... voglio che sia presa nel culo... sfondata da tutti. Fai che avvenga.-
Esco dalla macchina.
Mi faccio spazio tra i porci e trovo lei ancora chinata sul sedile, è livida nella poca luce, ricoperta di sudore e umori sparsi ovunque sul suo corpo.
Aspetto... mi sento bagnare, riconosco che mi piacerebbe essere al suo posto.
Ma non è questa l'occasione.
Aspetto.
Il mio maestro decide.
-Scendi... voglio che sia presa nel culo... sfondata da tutti. Fai che avvenga.-
Esco dalla macchina.
Mi faccio spazio tra i porci e trovo lei ancora chinata sul sedile, è livida nella poca luce, ricoperta di sudore e umori sparsi ovunque sul suo corpo.
Il suo
petto si muove in preda a forti ansiti.
Levo via l'uomo che ancora la
sta montando. L'improvvisa interruzione desta in lei una sensazione
di sorpresa.
E' accucciata, ancora gomiti sul sedile e culo in su.
E' accucciata, ancora gomiti sul sedile e culo in su.
E' arrossata, le infilo due dita in figa ed è come affondare nel
burro caldo.
Gratto un po' dentro con le mie unghie, si lamenta... le
faccio male, voglio farle male.
La santa è diventata scrofa. Non tornerà più immacolata. Non era forse ciò che desiderava?
Dovrà vivere il suo ultimo supplizio, ma per ora deve finire questa fase per passare alla successiva.
Il mio maestro mi guarda.
E' conscio
che deve lasciarmi fare, non intervenire anche se basta un suo gesto
per correggere la mia azione.
Devono averla resa docile e remissiva tutti quei cazzi, poiché quando le lego il collare al collo non protesta.
Devono averla resa docile e remissiva tutti quei cazzi, poiché quando le lego il collare al collo non protesta.
E' ancora assuefatta, la sua bocca dischiusa
sembra implorare ancora.
Le passo una mano sui capelli scombinati e
le sussurro... .
-Ne vuoi ancora, vero?-
Annuisce come una bambina.
-Ne vuoi ancora, vero?-
Annuisce come una bambina.
Una infantile e sciocca creatura.
-Allora adesso farai ciò che io ti dico... sarai la mia cagna...-
Lego il cordino al suo collare e la tiro fuori dall'auto, inizia a gattonare lentamente.
-Allora adesso farai ciò che io ti dico... sarai la mia cagna...-
Lego il cordino al suo collare e la tiro fuori dall'auto, inizia a gattonare lentamente.
Geme un po', si lamenta del dolore che prova posando le
ginocchia sull'asfalto ruvido, ma appena le strofino il clitoride con
un dito sussulta e trema tutta.
Gode di molti orgasmi, è sensibile
ormai, per merito dei porci che ogni tanto allungano le mani verso
lei per palparla.
Do io il ritmo.
Sotto lo sguardo pieno di libidine degli uomini le tiro la testa contro il mio ventre.
Do io il ritmo.
Sotto lo sguardo pieno di libidine degli uomini le tiro la testa contro il mio ventre.
Sento il
suo viso sulla mia figa. Ma... non capisce che dovrebbe leccarmi
ora?
Stringo la sua testa tra le cosce, mi sporgo in avanti e le allargo il culo con le mani.
Dico ai porci.
-Solo qui! Solo qui dovete prenderla! Alla puttana piace averlo più nel culo che in figa! E sborrateci dentro!-
Ed ecco che iniziano in fila a montarla, lo spingono nel culo più forte che riescono, grugniscono da veri maiali mentre continuano a pompare.
Stringo la sua testa tra le cosce, mi sporgo in avanti e le allargo il culo con le mani.
Dico ai porci.
-Solo qui! Solo qui dovete prenderla! Alla puttana piace averlo più nel culo che in figa! E sborrateci dentro!-
Ed ecco che iniziano in fila a montarla, lo spingono nel culo più forte che riescono, grugniscono da veri maiali mentre continuano a pompare.
La spingono
forte a terra.
La tengono forte per i fianchi e la inculanono tra i
suoi gemiti di dolore e piacere.
Ogni nuovo che arriva succede al
precedente, sono tanti ora i maiali che la trovano a culo spalancato, il buco è sfatto e arrossato.
Ha il culo rotto ormai, vedo sottili scie rosse sui membri degli uomini che la penetrano. Sono rigagnoli del suo sangue.
Si svuotano dentro, alcuni lo tirano fuori e le coprono natiche e schiena di sborra mentre ormai lei giace con la testa contro l'asfalto e il culo in alto.
Rantola e il suo flebile respiro è appena percepibile. Quando le tiro su i capelli vedo che i suoi occhi sono spenti, come se il piacere l'avesse rapita completamente.
Ha il culo rotto ormai, vedo sottili scie rosse sui membri degli uomini che la penetrano. Sono rigagnoli del suo sangue.
Si svuotano dentro, alcuni lo tirano fuori e le coprono natiche e schiena di sborra mentre ormai lei giace con la testa contro l'asfalto e il culo in alto.
Rantola e il suo flebile respiro è appena percepibile. Quando le tiro su i capelli vedo che i suoi occhi sono spenti, come se il piacere l'avesse rapita completamente.
I maiali sono tutti
attorno a lei.
Lei ha soddisfatto completamente tutti.
Lei ha soddisfatto completamente tutti.
Più volte.
Raccolgo quello che le tracima dal culo e scende lungo le gambe... sborra, liquido intestinale, sangue... le faccio tirar fuori la lingua, glielo do da bere e glielo spalmo sul viso imbrattandola.
Raccolgo quello che le tracima dal culo e scende lungo le gambe... sborra, liquido intestinale, sangue... le faccio tirar fuori la lingua, glielo do da bere e glielo spalmo sul viso imbrattandola.
Ora è lorda di melma e dei suini.
Odo le risate di stupore e poi un leggero applauso prima di notare che i porci raccolgono i loro vestiti sparsi a terra e si dileguano.
Il mio mentore ci osserva.
Non c'è stato bisogno del suo intervento, ho mantenuto un lucido controllo.
La faccio salire in macchina, è assente.
La copro e andiamo.
LUI
Sciocca e supponente prima nella sua imperizia, nella sua ingenuità, ora è sfatta, dolorante, assente. Non mi provoca nessuna pietà.
Mi ha sfidato senza supporre minimamente cosa avrebbe subito facendolo.
Ora sono sedute entrambe dietro.
Ho apprezzato come ha gestito la cosa la mia allieva, ma vedo ancora qualcosa di pericoloso in lei.
Devo insegnarle a gestire al meglio il suo lato violento.
Ma si... è la miglior allieva che mai ho avuto.
Non voglio certo perderla, ma è opportuno non farle troppi elogi.
Meglio tenerla sulla corda.
Costringerla a migliorarsi ancora.
Dovrebbe essere il compito di ogni maestro che si rispetti.
Raggiungiamo il posto dove vogliamo portarla.
E' una vecchia casa che è della mia famiglia da decenni.
La uso per questi incontri.
E' particolare.
Nella grande sala vuota c'è una cripta dove, dicono, è sepolto un mio avo senza rispetto per nulla, un eretico, morto nel peccato mortale.
Mi è congeniale.
Entriamo, adagiamo la martire a terra, adesso sveglia, lucida e cosciente.
Non si oppone né fa domande quando ci vede accendere dei grandi ceri neri.
I suoi occhi vogliosi sembrano in cerca di un nuovo varco verso un più profondo buio.
Ora una luce quasi spettrale illumina fiocamente il luogo.
C'è una catena che scende dal soffitto.
La useremo per la martire-puttana.
Le leghiamo i polsi e tiriamo la catena fino a farla appoggiare al suolo con la sola punta dei piedi. Cerca di reggersi in un precario equilibrio.
L'Instabilità della posizione è uno degli strumenti che useremo per la sua ulteriore discesa.
E' tesa, il seno è appiattito sul busto, la testa le ricade forzatamente sul petto stretta tra le spalle stirate verso l'alto.
Ora è il momento.
-E' tua...-
Dico alla mia allieva.
Mi siedo. Mi piace guardare mentre opera. Mi piace la sua tecnica.
L'allieva si spoglia, nuda quanto l'altra.
Le si avvicina, sono viso a viso. Le stringe il mento tra le dita e questa scuote il capo in segno d'assenso.
Senza attendere altro, prende un lungo staffile e inizia a colpirla.
Sulle natiche... che presto mostrano i segni rossi dei colpi, sul ventre, sulle tette dove i colpi sembrano essere più dolorosi per la martire visto come reagisce.
Ne avrà abbastanza dopo questa esperienza?
Chissà perché ho dei dubbi?
Il dolore, la depravazione... sono una droga maledetta.
L'allieva lascia la frusta, prende delle pinze e le mette sui capezzoli, le stringe.
E' evidente che le vuole far male, molto male... la martire urla.
Altre pinze... sulle labbra della fica, sul clitoride martoriato.
Poi... continua con l'atto che più le piace fare... la penetrazione.
Ricopre la propria mano con un guanto di lattice, unisce le dita a cuneo... e inserisce la mano nel largo antro che e' ormai la fica della martire. Spinge... spinge costantemente nella carne sfatta ma ormai cedevole e riesce ad averne ragione entrando fino al polso. La sevizia mentre la martire si inarca, a tratti sembra cercare di difendersi dalla feroce intromissione.
Questo quando non grida di... si! Di penetrarla di più e ancora.
E' lei stessa in cerca di quel dolore.
Si... sono eccitato.
Sento il mio membro premere la stoffa del pantalone.
Mentre seguo lo svolgersi della cosa la mia mente vaga.
Penso alla violenza, penso alle donne, penso a me.
Una divagazione mi sfugge, ne rendo partecipe la mia allieva... sempre per la sua formazione.
Tra uno schiocco e l'altro, tra un gemito e un grido, le chiedo di prestarmi la sua attenzione...
-Il primo fautore... promotore... artefice dell'odio verso il genere femminile fu la Chiesa. Molte centinaia di migliaia di donne furono torturate, violentate e uccise durante l'inquisizione, il periodo più fosco e violento della nostra storia. Quest'ultima restò in funzione fino al momento in cui fu soppressa da Napoleone.
Il mondo e' malato, e' psicotico.
Ogni problema viene imputato al diverso.
Una banalità... sapevi che era una maledizione nascere con i capelli rossi? Era il segno delle streghe.-
La mia allieva si volta un attimo, mi sorride... penserà che sono pazzo a fare questi discorsi mentre è impegnata a torturare la santa-puttana.
Riprende col suo frustino che fa schioccare a sorpresa e dolorosamente ovunque sul corpo della martire ormai abbandonata a se stessa.
Per un attimo mi perdo nei miei pensieri e mi chiedo...
Perché sono così amorale?
La risposta la conosco da molto tempo: e' il mio unico modo di sentirmi vivo.
L'allieva continua... e' scarmigliata, sudata, fremente, inferocita.
Ora è l'ano della martire ad essere interessato dalla mano guantata che e' tutta intenta a spingersi dentro freneticamente
Sara' sublimata abbastanza?
Avrà goduto del martirio?
La trasformazione dovrebbe essere completata... da santa a puttana quando si dibatteva nel recinto dei maiali, poi da scrofa a santa nella sofferenza di quest'ultima tortura.
O... ormai tutto si e' mescolato come in ognuno di noi?
Fermo la mia allieva.
La trattengo dalle braccia, dalle mani. Si agita, la frenesia la stava rapendo... conosco quel suo sguardo e se la lasciassi ora, proprio ora... potrebbe uccidere.
Si... potrebbe colpire e colpire fino ad uccidere.
Ha il fiato corto e il suo viso denota un torbido turbamento, ha goduto, quello che ha fatto le ha dato il solito acre piacere.
-Viene con noi, la portiamo a casa nostra...-
-Col cazzo che ci viene! Non la voglio! No! questa troia resta qui, legata...-
Finisce che cede nonostante la sua profonda antipatia.
Ore dopo le guardo mentre sono entrambe nella vasca idromassaggio. La mia allieva le sta lavando la folta chioma nera lorda di sborra. La lava delicatamente, niente rivela la ferocia di appena poco tempo prima.
Lava anche se stessa.
Non è sporca fuori come la martire.
Probabile che si senta sporca dentro, uno sporco che l'acqua da sola non lava.
Ma è questo il risvolto della medaglia di chi come noi è in cerca di un particolare godimento.
E forse anch'io a breve mi laverò come loro.
Fuori, la mia corazza esteriore.
La ragazza fu rispedita a casa. Inaspettatamente abbracciò entrambi prima di riprendere il suo zainetto e andarsene.
Non molto dopo ci richiamò.
Non le rispondemmo.
Il dolore, la perversione... sono una droga maledetta.
Io ne so qualcosa.
Una volta presa quella strada e' difficile tornare indietro.
Fiordiciliegi e Tibet.
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