lunedì 13 maggio 2019

MEMORIE ADOLESCENZIALI DI UN HOTELIER. (2)

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Violetta.

La mamma cercò di darmi un bacio sulla fronte ma spostai il viso. Ero arrabbiato con lei... furioso!
Poi... comunque e senza che lei se ne preoccupasse più di tanto del mio atteggiamento ostile, la mia arrabbiatura si stemperò nel tempo.
Papà se la faceva con le cameriere e mamma con Don Sergio.
Erano a conoscenza delle rispettive infedeltà?
Quella di babbo era così evidente che non era possibile che mamma non sapesse e quindi mi convinsi che... si!
Ne erano a conoscenza e tolleravano le rispettive infedeltà!
Questo mi causò molta inquietudine. Era questo il legame del matrimonio?
Passavo ore intere a rifletterci ma al contempo mi emozionavo sessualmente... non lo nego.
Ma non mi eccitavano più i veloci coiti del babbo, rubati dietro un angolo o a volte quando raggiungeva Giusi nella camera che questa divideva con le altre ragazze.
Mi eccitava invece immaginare come mamma si congiungeva con il prete.
Si spogliava?
O lo facevano vestiti?
Ero sempre attento e li osservavo da quando Don Sergio arrivava e si intratteneva in pochi convenevoli con me o con il babbo per subito dopo ritirarsi con mamma nel suo ufficio.
La loro scusa era che dovevano fare la contabilità della parrocchia.
Notavo come il personale, il portiere di giorno e il fattorino in special modo, si scambiassero in quelle occasioni occhiate lubriche d'intesa.
E immaginavo anche cosa pensassero...
“Ecco... è arrivato il prete e ora si scopa la padrona...!”.
E non mi piaceva! Oh... quanto mi urtava!
Ma mi fermavo fuori dalla porta e ascoltavo i gemiti, i rumori del loro piacere e poi... quando finivano correvo nella mia stanza a masturbarmi.
La mia idea fissa era che... dovevo trovare il modo per poterli vedere mentre si accoppiavano!

Fu in quel periodo di intensa fibrillazione erotica che vidi una donna interamente nuda, dal vero intendo! In foto ne avevo viste, ma nude dal vivo mai e capitò un giorno che, nelle mie scorribande frenetiche lungo i corridoi, mi trovai davanti alla porta di una stanza che era parzialmente socchiusa e naturalmente sbirciai dentro!
Vedere una donna, anche se non più giovanissima, nuda, mi mandò la mente in delirio!
Era una donna morbida, grandi seni, un grosso culo e il folto pelo nerissimo sull'inguine.
Evidentemente ero lì... immobile con gli occhi fuori dalla testa e quando lei girò lo sguardo alla porta mi vide! Lanciò un urlo... corse verso di me mentre io mi allontanavo di corsa e chiuse di forza la porta!
Una donna nuda!
Era tanta!
Le tette tonde che sembravano così morbide, il culo anche tondo, grosso! Il pelo nero che comunque mi aveva nascosto la parte che più interessava... la vagina!
La fica!

Ora le cose avevano preso un movimento vorticoso, succedevano di continuo delle novità importanti.
Al solito, quando potevo appoggiavo il mio ventre al sedere di una cameriera, Violetta.
Era la più giovane ed era molto sboccata con i suoi rimbrotti, di solito mi allontanava infastidita chiamandomi...
“Piscione... che vuoi fare piscione... cresci...”.
Dopo aver visto l'ospite nuda, la volta successiva replicai orgoglioso...
“Non sono un piscione! Ho visto una donna nuda! Completamente nuda!”
Subito provocai la sua curiosità.
“E chi era... la tua mamma? Quando l'hai vista?”
Probabile pensasse maliziosamente che l'avessi vista mentre copulava con il prete!
“No... la signora della stanza 137... aveva la porta aperta...”
“Quella? Capirai che roba! E' vecchia e grassa...”
“Non è vero... ho visto due tette e un culo molto più bello del tuo!”
“Ma che dici? Sei proprio un bamboccio... vuoi davvero vedere un bel culo? Due belle tette? Guarda le mie!”
“E fammi vedere allora! Fatti vedere nuda!”
Un attimo e dopo un'occhiata intorno mi prese la mano.
“Vieni... su nel bagno delle cameriere... vieni, facciamo presto!”
Salimmo velocemente le rampe di scale, ci infilammo nel bagno, qui mi fece sedere sulla tazza e prese a spogliarsi.
“Ti faccio vedere... devi sapere la differenza fra un bel corpo di donna giovane e uno di una vecchia! Devi crescere...”
Iniziò a spogliarsi e denudò un corpo davvero bello!
Due tette non grosse ma rivolte in su, la linea dei fianchi, l'inguine non pelosissimo come quello della donna ma un piccolo giardino di un meraviglioso pelo pubico e lo spacco! Un taglio deciso con appena un accenno di labbra gonfie! E il culo! Tondo... e quanto doveva essere liscio e sodo! Sembrava fatto di marmo!
Mi trovai non so come con il cazzo in mano!
Mi stavo masturbando violentemente, mi pugnalavo davvero la pancia!
“Che stai facendo... piccolo porco! Ti stai masturbando...!”
“Faccio presto... giuro... fatti vedere... fammi godere...”
Lei, porca quanto basta, aveva preso a toccarsi il seno, a passarsi le mano fra le cosce e sul pelo. Mi mostrò lascivamente la sua fica, il suo interno di un rosa carico, era bellissima la sua vagina!
“Fai presto dai... dobbiamo tornare giù! Dai guardala... non è bella la mia fica? Dai vieni che dobbiamo andare!"
Incrementai ancora il movimento e con un urlo mi scaricai sul pavimento!
Mi costrinse in fretta a pulire mentre si rivestiva poi raggiungemmo velocemente il pian terreno.
Ero imbambolato!
Prima di lasciarmi andare si raccomandò...
“Non dire nulla a nessuno, mai! Però che bel cazzo hai! Molto più grande di quelli della tua età... si vede che hai preso da tuo padre!”
Da quel giorno in poi e per un certo periodo pensai solo a Violetta!
La desideravo pazzamente, la cercavo, la braccavo e cercavo di trascinarla nuovamente in quel bagno!
Ma destino volle che quella fosse l'unica volta che la vidi nuda!
Persi davvero il sonno per lei e quanto mi masturbavo!
Probabilmente se fosse rimasta, chissà...! Forse mi avrebbe lasciato giocare con lei, magari anche possedere ma purtroppo poco dopo prese un permesso per motivi familiari e non tornò più.
Le ragazze, male lingue, dissero che era rimasta incinta e si era sposata con un suo paesano. E ridevano maliziosamente su chi fosse veramente il padre del futuro nascituro.

Tornai presto al mio solito compito.
Spiare mamma.
Gli incontri fra lei e Don Sergio continuavano. Qualche volta si trovavano all'oratorio e si ritiravano nell'ufficio a piano terra, che sapevo comunicante con l'appartamento al piano superiore che occupava il prete.
Fu in una di queste occasioni che finalmente assistetti ad un loro accoppiamento!
L'ufficio aveva delle ampie finestre che guardavano su uno stretto passaggio.
Come loro si ritirarono, raggiunsi velocemente il passaggio e qui, in punta di piedi, cercai di sbirciare dentro.
La finestra aveva una tenda che probabilmente dava agli occupanti, mamma e Don Sergio, la sicurezza della privacy ma in realtà aveva un breve tratto aperto e così, potei assistere ad una scena che mi sconvolse!
Don Sergio in piedi, con il corpo inarcato e mamma in ginocchio davanti a lui che...
Oh... si!
Questo mi sconvolse... gli stava baciando, succhiando, leccando e inghiottendo il suo... cazzo. Ma lo faceva con una libidine assoluta! Aveva la mano sulla verga e la muoveva come masturbandola e gli palpava il sacco dei coglioni, la bocca era bagnata di saliva e sembrava una vera Erinni, una furia in preda al piacere più lascivo! La bocca aperta, la lingua, le labbra, tutto usava per godere della verga del prete!
Lui?
Le teneva la testa con le mani inserite nei suoi capelli ora sciolti e la tirava a se. La manovrava.
Non lo vidi godere.
Urlava... parlava ma non sentivo nulla, la staccò a forza, la fece alzare e poi... con violenza la scoprì dalla vita in giù. Ora aveva solo le scarpe e la camicetta. La prese e di forza la stese sul piano della scrivania, le aprì le gambe e immerse il suo viso fra le cosce!
Ora era lei a tenere le dita nei suoi capelli!
A tirare sul suo ventre la testa del prete!
E smaniava, si inarcava, si contorceva... sotto lo stimolo del piacere più libidinoso!
Assistetti quindi al suo orgasmo!
La vidi contorcersi ancora di più e vidi il suo viso trasformato!
Non udii le sue urla ma di sicuro urlava, eccome urlava!
Infine... sempre con lei stesa sul piano della scrivania, il prete si alzò in piedi, si approssimò fra le sue gambe, se le mise sulle spalle e la penetrò!
A fondo!
E cominciò a pomparla!
Forte!
Con penetrazioni continue!
Levava la sua verga e la rimetteva di forza!
Vedevo i loro visi trasformati dalla lussuria, vedevo le bocche aperte e immaginavo, pur non sentendoli, i gemiti, le urla, i grugniti di lui, mentre si possedevano bestialmente!
Poi... il piacere e lui che eiaculava dentro il ventre di mamma!
Continuò ancora a lungo a pompare dentro e quando lo ritirò vidi che la verga era coperta da sperma e che altro sperma usciva lentamente lungo le cosce bianche di mamma!
Poi... si fecero fretta a vicenda.
Mamma si rivestì ma non assistetti in quanto mi ero affrettato verso la sala grande dell'oratorio e fu lì che lei mi raggiunse.
Era accaldata, scomposta negli abiti e piuttosto spettinata.
Mi chiese se mi ero annoiato attendendola, disse che la revisione dei conti della parrocchia le aveva portato via più tempo di quanto previsto.
Le assicurai che non mi ero annoiato, anzi! Avevo passato piacevolmente il tempo.
In me nascondevo due cose, rabbia e libidine.
Ed avevo imparato ad essere bugiardo.
Come loro... come mamma e babbo!
E una cosa non mi usciva dalla mente!
Le cosce aperte, le gambe che si muovevano scompostamente mentre veniva penetrata, il nero del suo pelo e il culo... largo e pieno!

Era una visione che mi perseguitava! Stavo desiderando mia mamma! Mi stavo masturbando a sangue pensandola!

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