venerdì 9 novembre 2018

IL GENERALE. L'inizio...


Ogni riferimento a persone e fatti reali è assolutamente causale. Il racconto è frutto della mia fantasia.


Il generale si allunga soddisfatto sulla sua poltrona mentre assapora la generosa razione di malto scozzese che si e' versato ed esamina compiaciuto il suo ufficio.
La lucida scrivania in mogano, il divanetto e le poltrone in cuoio, il prezioso tappeto antico sul pavimento laccato, la libreria d’antiquariato e i quadri di Turner alla parete.
Peccato! Per quel solo neo nella sua vita attuale, il dover convivere con quella vecchia babbiona che e' diventata sua moglie!
Ah...! Quanto rimpiange le lunghe missioni all'estero!
I corpi snelli e flessuosi di quelle giovani indigene che i suoi sottoposti portavano al campo, le lunghe ore di passione, il sudore, l'afrore della loro pelle, il piacere della loro sottomissione, lo sfiancarle con il proprio ardore!
Poi... ricompensarle con qualche razione di quelle ricevute di volta in volta dalla Fao o dall’Unicef o dalle varie Onlus.
Poche altre di razioni ne venivano distribuite alla popolazione affamata, dato che la maggior parte doveva essere rivenduta in un giro abominevole e remunerativo, spesso alle stesse organizzazioni per poi essere rimesse nel gioco.
Si... è cosi che il generale si è arricchito.
Frodando, rubando e violentando.
Poi… l’incidente.
Allora la sua carriera militare era in pieno svolgimento, destinato alle più alte cariche militari, di certo un posto nello Stato Maggiore e forse anche ministro!
Chissà!
Poi lo scandalo!
La violenza di gruppo fatta alla figlia di un capo locale, la denuncia di quei falsi moralisti di Emergency, l'intervento interessato e riparatore dall'Italia per mettere tutto a tacere, il congedo… e l'incarico attuale.
Il ronzio dell'interfono lo richiama alla realtà mentre si immagina ancora fra le lunghe gambe della ragazza, mentre ricorda il colore ambrato della sua pelle, la sua bellezza di principessa somala, le sue urla mentre la deflora, i suoi guaiti da cagnolino, il suo pianto disperato.
-Signor generale... c'è' il colonnello…
-Fallo entrare...
Il suo numero DUE.
Il compagno di tutte le sue scorribande per il mondo sotto la bandiera ora dell'UNO, ora della OTAN, il suo complice e compare, anche lui esonerato e sistemato in una remunerata occupazione dopo lo scandalo, anche lui reso ricco dai loro traffici.
-Ciao generale... come va?
-Bene... non vedi? Dai… prenditi da bere e dimmi perché sei venuto...
Il generale esamina il suo interlocutore, robusto, media altezza, capelli rasati, un accenno di pinguedine.
Cazzo...! Pensa... inizia a lasciarsi andare, troppe comodità e scopa troppo poco!
Invece... il suo interlocutore, il colonnello, nello scrutare il suo comandante lo trova sempre eguale, il vecchio porco non dimostra i suoi anni, e' diritto come una volta e i suoi capelli non hanno un filo di grigio, come farà… si chiede.
-Hai una nuova segretaria... e l'altra?
-In maternità... pensa che la puttana insiste che il figlio e' mio, ho dovuto sistemare la cosa....
-E questa...? Mi piace con quell'aria di verginella e poi queste morette, questi occhi neri... uhm! Lo sai che mi vanno a sangue, sono così calde...
-E che no...? Dimmi se c'e' una che non ti va, a te basta che respirano!
-Uhm... dimmi capo... te la fai?
-Tu che dici...?
-Cazzo...! Penso proprio di si, e' un gran pezzo di figa, non te la lasci scappare certo...! E com'è'...? Dai... e' calda? E dimmi qualcosa...
-E’ puttana... ma puttana dentro, una cosa incredibile! Ha il fuoco nelle mutandine e pensa che e' pure sposata!
-Dai... capo! Chiamala dentro... dai!
-Si... ci divertiamo un pochino...
-Dolly? Vieni un attimo, prego...
La ragazza entra, bruna, capelli lunghi sciolti, bel viso... bel fisico, sotto la maglietta attillata si notano subito due impertinenti capezzoli eretti, gli occhi sono neri e profondi, guarda i due uomini senza alcun segno di soggezione, come se sapesse cosa vogliono da lei.
Particolarità?
Indossa sempre un paio di guanti di pizzo. Una sua piccola mania.
Il generale le indica di portarsi al suo fianco, come se dovesse farle vedere il foglio che tiene in mano, la ragazza lo raggiunge e appoggia le cosce al piano, la mano del vecchio porco sale lungo le sue gambe, l'accarezza piano finché raggiunge la congiunzione delle cosce, strofina le dita mentre la ragazza apre le gambe per farsi toccare meglio e chiude gli occhi, le piace la mano spudorata, non tenta nemmeno di allontanarla, vorrebbe mostrare meno arrendevolezza solo per civetteria, rifiutarsi un po' per gioco, ma le piace troppo godere... fare la puttana. 
Il colonnello seduto sul divano prende a toccarsi il cazzo che sembra scoppiare, e' eccitato, aspetta il momento per intervenire, apre la zip dei pantaloni e lo tira fuori.
La mano del generale ha spostato il fondo dello slip, trova un lago, passa le dita lungo le labbra esterne della figa, spinge e arriva al clitoride, lo trova già turgido e sensibile, lo strofina ora piano e ora con forza, le grosse dita forzano e penetrano, sfregano forte l'interno, la lascia... porta la mano alla bocca e si lecca le dita, torna a sfrugolare, ora cerca le natiche, le palpa, le strizza, cerca la valle profonda fra loro... il garofano profumato, lo accarezza, un grosso dito spinge.
Dolly spinge il suo culo verso il dito che cerca di violentarla.
Mentre sente il suo umore bagnarle le cosce da tanto e' eccitata, guarda l'uomo seduto sul divanetto, il suo grosso cazzo, la pelle del prepuzio che scorre sulla grossa cappella congestionata, sa che lo prenderà quel cazzo, che l'uomo vorrà metterglielo dappertutto e lei non vede l'ora, di sentirlo dentro, di sentirsi riempire, di godere come una vacca!
Il generale la fa girare verso di sé mentre contemporaneamente gira la sua poltrona, ora lei e' fra le sue gambe, le mani palpano le sue tette, strizzano forte i capezzoli, le fanno male ma lei lo gradisce, le piacciono questi uomini brutali che la trattano come una bambola di pezza, non si curano del suo piacere, sono egoisti ma a lei piacciono così, le vanno a sangue!
Ora le ha alzato la maglietta fino a liberarle il seno, la tira verso di sé e le morde forte i capezzoli, i denti glieli triturano e lei geme forte, al generale piace farla soffrire, le prende la testa fra le mani, passa le dita fra i folti capelli e la tira giù verso il suo ventre dove lei immagina il suo cazzo eccitato, si piega, gambe ritte e la sua bocca accarezza il bozzo sopra i calzoni, lo cerca con la mano, sente tutta l'eccitazione, apre la patta e a fatica lo tira fuori, lo palpa, lo maneggia, lo sente duro e apre la cinta dell'uomo, lo fa alzare brevemente e gli abbassa pantaloni e boxer a terra, appoggia le sue labbra al glande, la sua lingua lo lecca, passa per tutta l'asta, mentre la mano lo masturba lentamente, gli sputa sulla cappella e apre la bocca... e lo ingoia! Uhm... ora sente delle mani dietro di sé!
Mani sul suo culo, sa che e' l’altro uomo che si e' alzato e l'ha raggiunta, sente che le apre la gonnellina e gliela sfila mentre lei con il grosso cazzo in bocca sculetta per favorire lo sfilarsi dell'indumento, poi e' la volta del perizoma che l'uomo annusa, glielo strappa con i denti e se lo mette in tasca, lei dovrà recarsi a casa senza! Sente la bocca dell'uomo baciarle il culo, le dita cercarla... penetrarla, sente appoggiare alla sua fica il largo cazzo, lo sente bagnarsi del suo miele e poi... la spinta!
E si sente piena, lo sente fino in fondo, mentre il ventre dell'uomo sbatte contro le sue natiche, le mani che la tengono forte ai fianchi e le mani dell'altro, del generale, sulla testa che la guidano, che la spingono sul cazzo mentre glielo infila in gola, ora il porco la fa alzare e la fa girare, non si interessa dell'altro uomo, lui... il maiale egoista e' il protagonista, il maschio alfa, la fa sedere sul suo cazzo, la tira a forza contro il suo ventre fino a sentire le natiche calde contro di sé, le strizza forte le tette, il colonnello allora offre il cazzo alla ragazza che piegandosi in avanti lo inghiotte, sa della sua figa bagnata, sente il suo sapore intimo.
Il generale la costringe a forza a muoversi, su è giu' e lei sente la colonna di carne aprirle la figa, si sente sforzare, sfondare da tanto e' grosso.
Viene Dolly... viene e urla il suo piacere, mentre i due uomini infoiati continuano la loro opera, il colonnello... l'ha presa per i capelli e le scopa la bocca e viene e si inarca mentre si svuota, lei che cerca di inghiottire la quantità sproporzionata di sborra che erutta l'uomo, parte le si riversa lungo il mento, ma la lingua golosa se ne impadronisce.
Ora deve godere il generale, ma questi ha resistenza e mentre l'altro uomo si distende esausto sul divanetto, costringe la ragazza in ginocchio sulla sua poltrona, le mani a sostenersi sullo schienale, e la penetra nuovamente, la scopa da animale e quando vuol venire la prende forte e la squassa con dei colpi poderosi facendola alzare dalla poltrona, viene e con lui... viene lei, che urla... urla dal piacere!
Ah... come le piace essere presa così!
Lui si stacca e raggiunge il suo amico sul divanetto, si distende, ora la ragazza non interessa piu' a nessuno dei due... almeno per il momento, ambedue si tirano su i pantaloni, guardano la ragazza che si sistema.
-Dolly... ci fai un caffè...?.
E prendono a parlare dei loro traffici.
Quando rientra la ragazza smettono e la guardano nuovamente con libidine, sentono rinascere in loro la voglia di possederla, ma questa volta Dolly riserva loro una sorpresa, lei dopo aver dato loro il caffè'... appoggia il vassoio sul piano della scrivania, le gira intorno e apre un cassetto e quando si volta verso di loro impugna una pistola.

Una minacciosa Glock modello 26 munita di silenziatore..
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