mercoledì 26 giugno 2019

LA PROFESSORESSA CON LA VAGINA DALLE ALI DI FARFALLA.


Una avventura sessuale giovanile di Vic.


La professoressa di francese di Vic era una donna di circa cinquant'anni, bruna, raffinata, separata da diversi anni. Su di lei non girava a scuola nessun pettegolezzo, conduceva una vita piuttosto riservata, ma che fosse una gran figa era indubbio.
Quando lui andò a casa sua per renderle il libro, lei lo fece entrare e accomodare in salotto, era abbronzata e vestiva una tunica piuttosto ampia, non portava reggiseno e il suo seno si muoveva libero.
Questo non mancò di suscitare l’interesse di Vic.
-Bene Vic! Finalmente una nuova vita? Cosa hai deciso di fare? Che corso di studi e dove?-
-Mi interessa lo sport… lo sa… Prof, ho fatto domanda per l’ISEF a Roma, ma è difficile! I miei crediti sportivi sembra che non siano sufficienti, forse dovrò accontentarmi di una altra sede. Prof… approfitto dell’occasione per ringraziarla di tutto, lei mi ha sempre aiutato…-
-Che piacere sentire le tue parole! E’ duro il mestiere di insegnante, sempre contestata e anche odiata dalla gran parte degli studenti… e dei loro genitori a volte così infantili…-.
-Ma no! Non è vero! Non lei…! Odiata? Mai! Anzi… ora lo posso dire, ho avuto una cotta per lei… come la maggior parte dei miei compagni.-.
-Ma che dici…-.
-E’ vero! Ho perso delle notti a pensare a lei, a fantasticare su cosa le avrei fatto se n’avessi avuto la possibilità… e poi ne parlavamo, sa? E ognuno ne faceva delle fantasie strane!-.
-Dai, smettila con questi discorsi, vieni in cucina, ci facciamo un caffè e poi ti lascio andare…-.
Si alzarono contemporaneamente e mentre lei gli passava vicino per precederlo in cucina le passò la mano direttamente sulle natiche, lei fece un balzo…!
-Ma che fai? Sei impazzito?!-.
-E’ da sempre che desideravo farlo, quando passavi tra i banchi morivo dalla voglia di toccarti il sedere e poi, dopo la scuola ero costretto a masturbarmi per farmi passare l’eccitazione…-.
Lei si era appoggiata alla parete e lo guardava, Vic le si avvicinò, le mise le mani intorno alla vita e chinò il viso per baciarla, passò le labbra sulle sue e con la lingua cercò di farle aprire le labbra, in un primo momento lei tenne serrate, ma poi le aprì e rispose al bacio.
Poi ansimante…
-Non posso farlo… smettiamola…-.
-Lasciami questo ricordo di te, probabilmente non ci vedremo più…-.
Continuava a stringerla e a baciarla.
Aveva preso a palparle i seni, grossi e liberi sotto la tunica, ambedue ansimavano dall'eccitazione, la prese e la distese sul tappeto e mentre continuava a baciarla le alzò la tunica sulle gambe, lei gli aveva posto le mani sulla nuca… gli occhi chiusi.
Portava delle mutandine verdi, Vic introdusse la mano fra le cosce e cominciò a massaggiarle la vagina, lei prese ad inarcarsi e ad aprire di più le gambe, quindi la fece sedere e a fatica le abbassò la tunica dalle spalle, liberò il seno, bello con due capezzoli con un areola larga e chiara, ora aveva il vestito intorno alla vita.
Prese a baciarle il collo, a mordicchiarle i lobi delle orecchie, intanto la accarezzava sopra gli slip, abbassò la testa e prese a baciarle i seni, lei gli teneva la testa con le mani e lo tirava a se, passò poi a sfilarle le mutandine, lei gli agevolò l’operazione con i suoi movimenti e quando ebbe il bacino libero, Vic prese a toccarla nuovamente. Passò la mano sulla sua figa, l’aprì e iniziò ad accarezzarla, era bagnata e calda, il suo pelo pubico molto curato, era davvero una donna di classe!
Collaborava pienamente e ora gli passava la mano sulla patta dei pantaloni, Vic si inginocchiò, aprì i pantaloni e abbassando anche le mutande liberò il suo cazzo, lei prese a toccarlo. Le dimensioni l’avevano sbalordita! Mai aveva accarezzato un esemplare simile, mai lo aveva immaginato!
Vic si mise allora fra le sue gambe e cercò la sua fessura con la testa dell’uccello, lei agevolò l’entrata allargando le gambe e spingendo il bacino verso l’alto, entrò dapprima a fatica ma dopo alcuni movimenti si mise a penetrarla con forza e completamente, lei teneva le gambe aperte e leggermente piegate e spingeva in sincronia con i suoi movimenti, con le mani gli teneva il bacino per farsi penetrare più profondamente, lui era appoggiato sulle braccia distese poste a fianco del suo corpo, abbassava il viso ogni tanto per baciarle e morderle i capezzoli.
La montava con forza, tanto che iniziò ad emettere una specie di grugnito quando si abbassava su di lei, lei invece faceva lunghi sospiri alternati al suo respiro affannoso e quando veniva s’inarcava tutta, alzando il busto e spingendo il bacino verso il cazzo che la penetrava.
La scopata durava ormai da diversi minuti, erano ambedue in un bagno di sudore e quando Vic sentì arrivare l’orgasmo, l’avvertì: “ sto per venire… sto per venire…”.
Lei lo abbracciò con forza e l’incitò a penetrarla ancora con maggior forza, gli circondò i fianchi con le sue gambe e fece in modo da riceverlo in lei ancora più profondamente.
Infine arrivò per lui l’orgasmo liberatore, devastante nei suoi spasmi di piacere, lei emetteva lunghi sospiri mentre le irrorava l’interno della figa con potenti getti di sperma, infine crollò su di lei sfinito.
Restarono in quella posizione per qualche istante, poi si distese accanto a lei e baciandola disse: “ si è esaudito un sogno della mia vita… fare l’amore con te… è stato meraviglioso, non sarà così con nessuna altra donna…”.
Le parole carine non hanno mai rovinato nessuno e, infatti, lei prese a baciarlo, “ è stato bellissimo anche per me, sei un vero toro, mi hai fatto venire innumerevoli volte….” Le sue labbra morbide e umide presero a baciargli il collo, il torace, posò la testa sul ventre mentre gli guardava il cazzo, ora mezzo moscio. “ E’ bellissimo… il tuo cazzo…”. Allungò la lingua e prese a leccargli la cappella, prendendola poi in bocca, lo succhiava mentre con la mano gli palpava i coglioni, passando le dita anche fra le natiche fradice dal sudore e toccandolo sull'ano.
Ancora qualche momento e sarebbe stato pronto a riprendere, ma lei si alzò e l’invitò a seguirla in bagno.
Qui aperse la doccia e si lavarono insaponandosi a vicenda, continuava a massaggiarle le belle tette strizzandole i capezzoli, poi il ventre leggermente prominente, i fianchi larghi, il bel sedere con le natiche formose e rotonde, lo spacco deciso fra loro e le gambe snelle.
Lei gli lavò il cazzo scappellandolo completamente e menandolo leggermente e ancora fra le gambe, i coglioni e fra le natiche.
I suoi maneggi gli avevano restituito un’erezione considerevole, continuando a toccarlo lei lo fece uscire, l’asciugo e lo portò nella sua camera, lo fece distendere sul letto, si mise con le gambe aperte sulla sua testa e s’abbassò, Vic aveva la sua figa direttamente sulla bocca e cominciò a leccarla, con le mani le palpava il culo, lei si piegò e cominciò a prendergli il cazzo in bocca, ora lo introduceva fino a quanto poteva ora lo leccava sulla cappella e lo menava leggermente, lui intanto con una mano le apriva le labbra della sua figa, labbra larghe come delle ali di farfalla, le baciava e le mordeva, l’apriva bene per leccarla meglio, le mordeva il clitoride indurito dall'eccitazione, con l’altra mano le accarezzava il grosso culo, le allargava le natiche e le toccava la rosellina dell’ano, anche lei ora gli accarezzava i coglioni e l’ano, con le dita poi cercava di penetrarlo, questo gli dava i soliti brividi di piacere e lo stimolava a penetrarla nel culo a sua volta, si bagnò le dita della mano in figa e lentamente introdusse nel suo culo prima un dito e poi due mentre continuava a leccarla.
Passò poi a leccarglielo il culo, mentre ora le dita le introduceva nella figa, prima due… poi tre e infine tutte, massaggiandole forte la zona interna sotto il clitoride.
Sentì dai suoi tremiti che passava da un orgasmo all’altro, fino a che s’alzò e s’abbassò poi sull’uccello ritto e duro come una colonna, introducendolo a forza, cominciando a sollevarsi e abbassarsi sulle ginocchia, lui vedeva le grosse natiche e con le mani le aprì fino ad arrivare al suo ano che iniziò a tormentare.
Poi ancora si girò con il viso verso di lui sempre continuando a scoparlo, si sedette sul suo ventre, introducendosi completamente la verga e cominciando un movimento rotatorio con il bacino che gli dava sensazioni violente di piacere, con la mano dietro la sua schiena gli strapazzava i coglioni, tirandoli e strizzandoli.
Si sollevò quindi e si mise con il culo in su sul bordo del letto invitandolo a prenderla a pecora, Vic si mise in piedi dietro di lei e iniziò un violento ciclo di penetrazioni, alternando movimenti più lenti e penetranti e altri circolari, con le mani le teneva i fianchi con forza, quando rallentava i movimenti con una mano le passava le dita sull'ano, introducendo nel suo buco le dita.
Questa scopata durò a lungo, Vic era stanco ma voleva portarla al massimo del godimento e ci stava riuscendo alla grande, lei continuava a gemere di voluttà, appoggiata con la testa sulle lenzuola, aveva le mani fra le gambe e cercava di prendergli i coglioni e li tirava per farsi penetrare più profondamente. Il cazzo entrava completamente e a Vic sembrava di toccarle il fondo della vagina, ora era completamente aperta e così bagnata che entrava in lei con troppa facilità, gli venne voglia di penetrarla nel culo, il suo buco era più stretto e prensile e gli avrebbe dato più piacere.
Tolse quindi il cazzo e provò ad inserirlo nel suo culo, ma lei con uno scatto si rifiutò, la mise allora con il viso davanti al cazzo e volle chiavarla in bocca, prendeva buona parte dell’asta ma ancora non gli dava lo stimolo di venire, la distese allora sulla schiena e mise il cazzo fra le sue tette, stringendole e cominciando a scoparla così. La cappella finiva nella sua bocca, ogni qualvolta portava a fondo il movimento.
Finalmente sentì crescere il piacere, affrettò i movimenti stringendole ancora di più le tette intorno all'asta che fremeva e la inondò con lunghi getti di sperma che la presero sul viso, sul collo e nella bocca aperta, tirò a se la testa per aiutarla a prendere in bocca la cappella mentre veniva.


Vic non la vidi mai più… 

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