lunedì 5 novembre 2018

LA PRIMA VOLTA DI LAURA. (di Tibet, Ambra e Laura.) 1^ parte.



Racconto a tre. Tibet, Ambra e Laura.



A. (Ambra)
L’incontro è avvenuto in una chat erotica, di quelle che frequento di tanto in tanto.
Si trova certa gente! Davvero di tutti i tipi… ma una ragazza vergine?
Laura l’ho trovata per caso e dopo poche chiacchiere siamo finite per scambiarci gli indirizzi messenger. E’ stata la comunanza dei desideri e delle fantasie a far scattare la scintilla. Entrambe con la voglia di fare sesso con una donna, entrambe alla prima esperienza, entrambe con tanta voglia di provare.
Parliamo inizialmente un po’ di noi, io che ho il mio uomo con cui condivido ogni voglia e lei vergine e inesperta ma tanto porca e desiderosa.
Siamo passate in fretta allo scambio delle foto… prima solo il viso, poi descrizioni dettagliate delle nostre parti intime. Mi parla della sua figa dalle labbra molto gonfie e delle sue tette che poi mi mostra in foto.
Un seno abbondante, bello, sodo e sostenuto… sarà una quinta credo.
Il solo guardarlo mi suscita invidia e al contempo bramosia e voglia di toccarla.
Le racconto di una mia amica, di come da ragazzina è stata sverginata con una carota dalla ragazza di cui era innamorata. Le descrivo quel fiume di sensazioni che mi ha provocato saperlo.
Le dico che la mia amica non aveva mai goduto così tanto in vita sua, che sentiva il piacere esploderle dentro tanto che era forte e che nessuno l’ha mai più scopata così.
Le dico anche della interminabile serie di orgasmi, di come non le fu data tregua, di come alla carota spesso venisse sostituita la lingua o le dita sul clitoride e in figa.
Lei mi risponde sempre più eccitata e allora le chiedo se le piacerebbe essere sverginata allo stesso modo da me…
Non mi sarei mai aspettata che mi avrebbe detto si!
Entusiasticamente si.
Le parlo allora del mio uomo, di come condividiamo tutte le nostre sensazioni ed esperienze, le chiedo se le dispiacerebbe la sua presenza al nostro incontro. Le dico che guarderà inizialmente e che agirà solo se noi vorremo, che sarò io a sverginarla, che io berrò avida quel rivolo di sangue che scivolerà fuori quando l’imene si sarà lacerato.
E lei, da puttana, vergine ma puttana nell’intimo quale è, mi dice che non le dispiacerebbe ma anzi… sarebbe un suo desiderio essere osservata da un uomo mentre succede, mi dice che questo pensiero la turba, tanto da non poter pensare ad altro.
Ci accordiamo, lei non ha mai un momento di ripensamento, siamo entrambe studentesse fuori sede e allora la invito a raggiungermi nella mia città dove io e il mio uomo la ospiteremo.
Lui? La sua reazione appena sentito cosa avevo programmato?
Mi ha preso la mano e se l’è poggiata sulla patta… ho sentito un’erezione potente e l’eccitazione di ciò che sarebbe successo di lì a pochi giorni l’ha riversata su di me piegandomi sul tavolo di casa sua… scopandomi da porco quale è, scopandomi forte e intanto anticipando con le parole quanto succederà in quell’incontro.
La sogno tutte le notti che mancano fino al suo arrivo… sogno di succhiarle i capezzoli di quelle grosse tette, sogno di masturbarla, sogno la sua lingua sconosciuta a leccarmi la figa e ogni mattina mi sveglio completamente bagnata.
Il fine settimana arriva in fretta prima che io impazzisca di voglia.
Appena la vedo scendere dal treno la raggiungiamo e ci salutiamo con un bacio. Poco dopo la portiamo a casa. Io sono fremente… il mio uomo lo intuisce dai miei occhi.
“Stai calma” mi dice e io mi tranquillizzo un po’.

T. (Tibet)
Stai calma…
Lascia perdere la fretta di godere di lei.
E’ la sua prima volta… e la ricorderà per sempre. Abbiamo l’obbligo e l’interesse di farle desiderare enormemente quello che capiterà. Nulla di improvvisato.
Ricorda… dobbiamo.. devi… portarla a un livello di sensualità tale che tutte le sue sensazioni passeranno dalla sua figa al cervello senza soffermarsi sulla paura della lacerazione dell’imene.
Devi farla godere… lo sai che ne sei capace.
Tu hai una grande dono… spargi piacere.
Tu vivi il sesso in una maniera sublime.
Sei una puttana ineguagliabile. Ne fai lo scopo del tuo vivere. Devi fare con pazienza. Lei sarà agitata.
Certo che vuole essere tua!
Ma tu devi fare in modo che non abbia mai timori o titubanze.
Quando sarai indecisa su cosa fare… guardami. E ti dirò con gli occhi come procedere.
Inizia a baciarla… a lungo, gioca con la sua bocca. Le mani tienigliele a lato del viso. Accarezzale i capelli… alzali sulla nuca e baciala lì. Godi del suo tremito. Cercale con le labbra il palpito affannoso della sua gola.
Non avere fretta di spogliarla.
Sii una brava amante.
Verrà dopo il momento… del sudore, del suo sangue, del vostro odore di donne, del piacere, della libidine, della tua bocca incollata alla sua figa, dei suoi gemiti.
Tranquillizzala… dille che è bella. Dille che ti piace… che la sua pelle ha un buon profumo.
Dille che ha un seno meraviglioso.
Accarezzala… prima da sopra il suo indumento e poi, con delicatezza ma determinazione, sulla pelle nuda.
Spogliala…
Fammela ammirare… ho visto il suo seno in foto. Splendido, sembra splendido. Grosso e sostenuto. Due tette grosse ma con la tonicità dei suoi vent’anni.
Baciala lì…
Tieni le mani sui coni del suo seno… sai come faccio io con te.
Con il tuo seno più piccolo ma altrettanto bello.
Baciale i capezzoli... stringili fra le labbra...

Dai inizia…

A.
Dopo averle tolto la maglietta e il reggiseno, mentre la osservo seminuda di fronte a me appoggio piano la bocca ai suoi capezzoli. Un lieve fremito la scuote… il suo profumo è intenso, è dolce. La sua pelle liscia e delicata al tocco.
Con le mani le sollevo un seno, le alzo il seno sinistro e lo conduco meglio verso me. E’ molto pesante, più del mio, adoro notare la differenza, adoro questo confronto tra noi due, donne entrambe.
Lo bacio, poi ne succhio un po’ il capezzolo. Lo sento venire fuori sempre più sporgente e allora, con l’altra mano, prendo a strizzarle l’altro seno.
Il suo respiro si fa più affannoso, il suo petto si solleva in respiri sempre più profondi mentre prendo a suggere con più intensità.
Porta la mano sulla mia testa, la conduce in gesti lenti quasi come carezze. La mia lingua ora ne percorre le aureole rosee, ne assapora la consistenza, i miei gesti si fanno sempre più concitati e pian piano prendo a mordicchiarla… giusto un po’.
Qualche gemito si libera da lei ma non protesta anzi, sembra gradire.
Ora tiene lei il seno proteso verso me agevolandomi, una sua mano scivola verso il mio fianco diretta tra le mie gambe.
Mi sfiora il pube superficialmente, poi si addentra di poco, abbastanza da notare che sono umida e calda. Mi stacca da sé.
Stavolta è lei a voler spogliare me e io glielo lascio fare.
Mi sfila il vestito e mi trova in intimo. Mi aiuta a sbottonare il reggiseno a mia volta. Mi tocca i seni… credo che sia interessata come me a trovare la diversità nella nostra uguaglianza.
Le sbottono i jeans e glieli abbasso fino alle ginocchia. Il caldo di questi giorni rende più forti i nostri odori che iniziano a riempire la stanza. Sento il suo ora.
Mi giunge al naso come un lieve solletico.
Sento i tuoi occhi su di noi. Mi volto ed incontro il tuo sguardo.


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