Racconto
a tre. Tibet, Ambra e Laura.
A.
(Ambra)
L’incontro
è avvenuto in una chat erotica, di quelle che frequento di tanto in
tanto.
Si
trova certa gente! Davvero di tutti i tipi… ma una ragazza vergine?
Laura
l’ho trovata per caso e dopo poche chiacchiere siamo finite per
scambiarci gli indirizzi messenger. E’ stata la comunanza dei
desideri e delle fantasie a far scattare la scintilla. Entrambe con
la voglia di fare sesso con una donna, entrambe alla prima
esperienza, entrambe con tanta voglia di provare.
Parliamo
inizialmente un po’ di noi, io che ho il mio uomo con cui condivido
ogni voglia e lei vergine e inesperta ma tanto porca e desiderosa.
Siamo
passate in fretta allo scambio delle foto… prima solo il viso, poi
descrizioni dettagliate delle nostre parti intime. Mi parla della sua
figa dalle labbra molto gonfie e delle sue tette che poi mi mostra in
foto.
Un
seno abbondante, bello, sodo e sostenuto… sarà una quinta credo.
Il
solo guardarlo mi suscita invidia e al contempo bramosia e voglia di
toccarla.
Le racconto di una mia amica, di come da ragazzina
è stata sverginata con una carota dalla ragazza di cui era
innamorata. Le descrivo quel fiume di sensazioni che mi ha provocato
saperlo.
Le
dico che la mia amica non aveva mai goduto così tanto in vita sua,
che sentiva il piacere esploderle dentro tanto che era forte e che
nessuno l’ha mai più scopata così.
Le
dico anche della interminabile serie di orgasmi, di come non le fu
data tregua, di come alla carota spesso venisse sostituita la lingua
o le dita sul clitoride e in figa.
Lei
mi risponde sempre più eccitata e allora le chiedo se le piacerebbe
essere sverginata allo stesso modo da me…
Non
mi sarei mai aspettata che mi avrebbe detto si!
Entusiasticamente
si.
Le
parlo allora del mio uomo, di come condividiamo tutte le nostre
sensazioni ed esperienze, le chiedo se le dispiacerebbe la sua
presenza al nostro incontro. Le dico che guarderà inizialmente e che
agirà solo se noi vorremo, che sarò io a sverginarla, che io berrò
avida quel rivolo di sangue che scivolerà fuori quando l’imene si
sarà lacerato.
E
lei, da puttana, vergine ma puttana nell’intimo quale è, mi dice
che non le dispiacerebbe ma anzi… sarebbe un suo desiderio essere
osservata da un uomo mentre succede, mi dice che questo pensiero la
turba, tanto da non poter pensare ad altro.
Ci
accordiamo, lei non ha mai un momento di ripensamento, siamo entrambe
studentesse fuori sede e allora la invito a raggiungermi nella mia
città dove io e il mio uomo la ospiteremo.
Lui?
La sua reazione appena sentito cosa avevo programmato?
Mi
ha preso la mano e se l’è poggiata sulla patta… ho sentito
un’erezione potente e l’eccitazione di ciò che sarebbe successo
di lì a pochi giorni l’ha riversata su di me piegandomi sul tavolo
di casa sua… scopandomi da porco quale è, scopandomi forte e
intanto anticipando con le parole quanto succederà in
quell’incontro.
La
sogno tutte le notti che mancano fino al suo arrivo… sogno di
succhiarle i capezzoli di quelle grosse tette, sogno di masturbarla,
sogno la sua lingua sconosciuta a leccarmi la figa e ogni mattina mi
sveglio completamente bagnata.
Il
fine settimana arriva in fretta prima che io impazzisca di voglia.
Appena
la vedo scendere dal treno la raggiungiamo e ci salutiamo con un
bacio. Poco dopo la portiamo a casa. Io sono fremente… il mio uomo
lo intuisce dai miei occhi.
“Stai
calma” mi dice e io mi tranquillizzo un po’.
T.
(Tibet)
Stai
calma…
Lascia
perdere la fretta di godere di lei.
E’
la sua prima volta… e la ricorderà per sempre. Abbiamo l’obbligo
e l’interesse di farle desiderare enormemente quello che capiterà.
Nulla di improvvisato.
Ricorda…
dobbiamo.. devi… portarla a un livello di sensualità tale che
tutte le sue sensazioni passeranno dalla sua figa al cervello senza
soffermarsi sulla paura della lacerazione dell’imene.
Devi
farla godere… lo sai che ne sei capace.
Tu
hai una grande dono… spargi piacere.
Tu
vivi il sesso in una maniera sublime.
Sei
una puttana ineguagliabile. Ne fai lo scopo del tuo vivere. Devi fare
con pazienza. Lei sarà agitata.
Certo
che vuole essere tua!
Ma
tu devi fare in modo che non abbia mai timori o titubanze.
Quando
sarai indecisa su cosa fare… guardami. E ti dirò con gli occhi
come procedere.
Inizia
a baciarla… a lungo, gioca con la sua bocca. Le mani tienigliele a
lato del viso. Accarezzale i capelli… alzali sulla nuca e baciala
lì. Godi del suo tremito. Cercale con le labbra il palpito affannoso
della sua gola.
Non
avere fretta di spogliarla.
Sii
una brava amante.
Verrà
dopo il momento… del sudore, del suo sangue, del vostro odore di
donne, del piacere, della libidine, della tua bocca incollata alla
sua figa, dei suoi gemiti.
Tranquillizzala…
dille che è bella. Dille che ti piace… che la sua pelle ha un buon
profumo.
Dille
che ha un seno meraviglioso.
Accarezzala…
prima da sopra il suo indumento e poi, con delicatezza ma
determinazione, sulla pelle nuda.
Spogliala…
Fammela
ammirare… ho visto il suo seno in foto. Splendido, sembra
splendido. Grosso e sostenuto. Due tette grosse ma con la tonicità
dei suoi vent’anni.
Baciala
lì…
Tieni
le mani sui coni del suo seno… sai come faccio io con te.
Con
il tuo seno più piccolo ma altrettanto bello.
Baciale
i capezzoli... stringili fra le labbra...
Dai
inizia…
A.
Dopo
averle tolto la maglietta e il reggiseno, mentre la osservo seminuda
di fronte a me appoggio piano la bocca ai suoi capezzoli. Un lieve
fremito la scuote… il suo profumo è intenso, è dolce. La sua
pelle liscia e delicata al tocco.
Con
le mani le sollevo un seno, le alzo il seno sinistro e lo conduco
meglio verso me. E’ molto pesante, più del mio, adoro notare la
differenza, adoro questo confronto tra noi due, donne entrambe.
Lo
bacio, poi ne succhio un po’ il capezzolo. Lo sento venire fuori
sempre più sporgente e allora, con l’altra mano, prendo a
strizzarle l’altro seno.
Il
suo respiro si fa più affannoso, il suo petto si solleva in respiri
sempre più profondi mentre prendo a suggere con più intensità.
Porta
la mano sulla mia testa, la conduce in gesti lenti quasi come
carezze. La mia lingua ora ne percorre le aureole rosee, ne assapora
la consistenza, i miei gesti si fanno sempre più concitati e pian
piano prendo a mordicchiarla… giusto un po’.
Qualche
gemito si libera da lei ma non protesta anzi, sembra gradire.
Ora
tiene lei il seno proteso verso me agevolandomi, una sua mano scivola
verso il mio fianco diretta tra le mie gambe.
Mi
sfiora il pube superficialmente, poi si addentra di poco, abbastanza
da notare che sono umida e calda. Mi stacca da sé.
Stavolta
è lei a voler spogliare me e io glielo lascio fare.
Mi
sfila il vestito e mi trova in intimo. Mi aiuta a sbottonare il
reggiseno a mia volta. Mi tocca i seni… credo che sia interessata
come me a trovare la diversità nella nostra uguaglianza.
Le
sbottono i jeans e glieli abbasso fino alle ginocchia. Il caldo di
questi giorni rende più forti i nostri odori che iniziano a riempire
la stanza. Sento il suo ora.
Mi
giunge al naso come un lieve solletico.
Sento
i tuoi occhi su di noi. Mi volto ed incontro il tuo sguardo.

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