T.
Due
donne.
Le
vostre mani. Le carezze decise ma mai violente.
Ha
davvero un bel seno lei.
Sto
pregustando il momento che morderò forte quei capezzoli.
Si
perché dopo il momento della dolcezza… verrà quello della pazzia…
della libidine violenta.
Perché
negarglielo?
Ti
guardo. Guardo te… sei puttana… tutto quello che fai è frutto
del tuo istinto. Non sei mai stata con una donna eppure sai farla
godere… sai fare i gesti e le cose giuste.
Dai
spogliala ora… nuda… e inizia a farla godere.
Devi
farla godere tanto… più e più volte… che i suoi orgasmi siano
molteplici e che le confondano i pensieri…
Spogliala…
Fammi
vedere il suo corpo…
Voglio
che con un dito sondi il suo imene…
Falla
godere… falla diventare una puttana come noi.
Fai
che la sua figa diventi una fontana…
A.
Mi
avvicino meglio al suo bacino per toglierle del tutto l’indumento e
mi giunge la nota acida sua intima, una lieve punta, ed è ora chiaro
l’odore della sua figa.
Dopo
averle tolto del tutto il pantalone le calo gli slip. Nel farlo la
curiosità mi spinge a portarle una mano tra le gambe.
Le
sfioro il poco pelo ben curato e mi porto all’interno.
Lei,
dal canto suo, apre di più le cosce e mi lascia fare.
E’
leggermente tesa, sento i suoi muscoli contratti al mio sfiorarla.
Trattengo la mano più del dovuto e le chiedo di stare tranquilla.
Dopo
un po’ sento la contrazione diminuire e il suo corpo acquistare
maggior fiducia verso il mio.
Le
prendo la mano e la invito a distendersi. Stavolta la mia testa è di
fronte alla sua figa e posso osservarla meglio. Con le dita pian
piano la esploro, cerco in lei ciò che in me trovo senza vedere, col
solo senso del tatto delle mie dita.
Socchiudo
gli occhi e faccio altrettanto.
Monte
di venere… molto gonfio, pelo… un po’ ispido sotto i
polpastrelli, poi clitoride ancora nascosto e grandi labbra…
grosse! Succose!
Apro
gli occhi e le osservo in ogni dettaglio: sono rosse di eccitazione,
frementi ad ogni mio tocco, bagnate anche… si sta bagnando tanto.
Con
un dito raccolgo parte del suo miele e lo porto al naso, poi alla
bocca, tra le labbra, dentro la bocca.
E’
buona… tanto buona.
La
tocco ancora, le scopro il clitoride inturgidito mentre lei si lascia
fare.
Ogni
tanto il suo respiro si fa veloce e teso ma continuo a
tranquillizzarla… le prometto che godrà tanto, le prometto che non
le farò male… o almeno il minimo.
Tiro
fuori la lingua… è uno strana sensazione avvicinarla a lei. Chiudo
ancora una volta gli occhi e inizio a battere con la punta sulla sua
perla. Sembra un’ostrica… si, è la stessa sensazione.
Il
sapore lievemente salato, la consistenza scivolosa e molle, turgida
in fondo e soffice all’esterno… prendo confidenza con il suo
corpo e inizio a leccarla con decisione.
Ora
i sospiri sono gemiti di piacere e mi impegno affinché goda…
voglio farla godere come mai.
Sono
decisa a farla godere.
L.
(Laura)
Sento
le sue mani, le sue dita sottili toccarmi e accarezzarmi lì dove
nessuna donna era mai arrivata… e mi toccano come in realtà
neanche nessun uomo aveva mai fatto.
I
suoi occhi scuri mi guardano e mi scrutano… cercando in me ogni
minima reazione, ogni minimo sussulto.
Sento
un tonfo al cuore… i battiti aumentano… forse troppo.
Sono
agitata e anche molto.
Spero
non sia cosi visibile. Socchiudo gli occhi e cerco lentamente di
respirare.
Sento
ancora le sue mani insinuarsi dentro, prendere il mio piacere e
assaggiarlo.
Sono
eccitata… molto. Un misto tra timore e eccitazione che non mi
permette di ragionare.
Mi
rassicura… è davvero bella.
Lui
ci osserva, con bramosia ci guarda… e mi eccita sapere di essere
guardata in quel modo.
Ambra
mi sa far godere, sento i brividi su tutto il corpo… mi mordo le
labbra, chiudo gli occhi, i miei respiri si fanno più intensi e
profondi e si trasformano in mugolii di piacere.
Inevitabilmente
afferro le lenzuola… quasi a strapparle con le unghie.
Voglio
che mi penetri…
Non
so come dirglielo, ne ho vergogna e timore… ma voglia… una gran
voglia di lei, che supera tutto…
Le
sfioro i capelli lisci e scuri, le sorrido cercando di nascondere l’
eccitazione.
No…
non riesco a dirglielo a parole…
Prendo
la sua mano… la invito ad entrare… con un solo dito… - fa
piano!
Mi
guarda, mi sorride… socchiudo gli occhi e le sue dita iniziano ad
entrare.

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