A.
La
sua figa ormai arrossata è come un frutto succoso davanti ai miei
occhi. Lecco il suo miele striato e, con abbondante saliva, rinfresco
la sua carne bollente.
Inserisco
ancora il fallo e lo estraggo con curata lentezza.
Ora
il sangue scende più intensamente formando una piccola chiazza poco
sotto il suo corpo. E’ di quel sangue che mi abbevero. Lo raccolgo
in punta della lingua mentre discende dalla sua fessura rossa come il
corallo e lo ingerisco.
Poi
ancora mi riempio la bocca di quello strano sapore.
Raccolgo
un’altra goccia ancora e la porto a te.
In
un bacio ti regalo un po’ di lei, bevila con me… .
T.
Lei
è tua e io starò ai patti.
Ma
adesso la voglio… devi darmela! Voglio entrare in lei…
Voglio
prima mettermi a cavalcioni su di lei, il cazzo duro fra le sue tette
e tenerle le mani in alto sopra la testa… piegarmi sulla sua bocca
e bere i suoi gemiti… mordere forte le sue labbra mentre tu la
lecchi, mentre con le dita la penetri ancora e ancora. Leccala…
preparala nuovamente per essere presa, a forza stavolta… falla
godere di nuovo… voglio sentire i suoi ansiti… e i suoi tremiti
mentre gode.
Poi…
.
So
cosa pensi… le tue dita stanno esplorando l’imene non ancora del
tutto lacero… vero puttana? Ora il lavoro di fino lo faccio io,
finisco di sverginarla, le metto il cazzo dentro fino ai coglioni e
la fotto forte… senza tenerezza, con violenza. Sai che le piace il
mio cazzo? Non vedi come lo guarda? Lo teme e lo vuole. Vuole sentire
la consistenza di un membro di carne fremente. Ora non vuole
tenerezza ma vuole forza e violenza.
Dai,
prendi il mio posto… siediti sulla sua faccia e strofinale la figa
sulla bocca, tienile le mani e io la prenderò alzando le sue gambe
sulle mie spalle… la voglio aperta e sanguinante… voglio che
provi un cazzo vero. Voglio venirle dentro a questa piccola puttana,
riempirla con la mia sborra…
Dammela…
Tienila
forte… proverà di nuovo dolore… dobbiamo fare che dal dolore
nasca il suo piacere…
Non
vorrai che finisca qui il gioco, no?
Dobbiamo
insegnarle a godere… a sedurre e ad essere nuovamente sedotta.
So
che tu sei una buona maestra in questo…
A.
Sai
che questa puttanella è brava a leccare?
La
sua lingua lavora nonostante il suo affanno e i tuoi colpi. La sento
godere. Ogni tanto si ferma e sospira intensamente. Le dico di
gridare, di gridare di nuovo e ancora… le dico che le darò il tuo
cazzo in bocca da pulire.
Lo
dico anche a te… sborrale dentro e avrà il tuo cazzo da pulire.
I
tuoi colpi smuovono entrambe, i tocchi della sua lingua si fanno
sempre più improvvisati. Mi scanso dal suo volto e mi soffermo a
guardare le sue espressioni di godimento.
Ha
la bocca contratta e gli occhi stretti in una intensa smorfia di
piacere. Geme tanto, a tratti grida. I suoi capezzoli sono irti e
ballano insieme ai suoi seni.
Ne
stringo uno, ci gioco, poi con le mani li torturo entrambi.
Mi
dice che viene, tante e tante volte da non potersi più contare.
Anche
tu vieni intensamente. Vedo la tua sborra colarle fuori dalla figa
mentre le dai gli ultimi colpi. Il tuo cazzo gocciolante esce da lei
e si smolla sempre più e allora la invito ad alzarsi.
Ora
entrambe tra le tue gambe le insegno come ripulirti, le dico cosa
fare.
Tiro
fuori la lingua e le chiedo di imitarmi. Raccolgo una goccia calda
che cade dal glande tumido e la ingerisco… ora lei.
Risalgo
la pelle del prepuzio con la mia mano mentre la sua lingua è sotto a
raccogliere le ultime gocce che stila.
Continuo
sulla sua lingua muovendo su e giù la pelle per svuotarti, ogni
tanto deglutisce per ingerire.
Alzo
lo sguardo verso te che ci osservi compiaciuto.
“Succhialo
ora” le chiedo “prendilo in bocca e succhia. Ripulisci tutto con
la lingua, leccalo finché il sapore di salato è del tutto
sostituito dal sapore della tua saliva”.
Ci
avvicendiamo sul tuo cazzo entrambe, prima lei, poi me.
Sento
in bocca la sua saliva mescolarsi alla mia, le sue mani mi spingono
la testa ad ingerirlo fino al pelo. E, facilmente, ci riesco vista la
mancanza di erezione.
Le
prendo le mani e gliele poso sulle palle.
Le
massaggia con dolcezza finchè io non mi stacco da te.
Hai
lo sguardo estasiato di un porco che ha goduto come non mai.
Mentre
ti allontani un attimo da noi, io e Laura ci rilassiamo.
Lei
mi abbraccia, io la accarezzo.
Ogni
attimo che la osservo la vedo sempre più bella.
In
quegli attimi di riposo le chiedo se verrà a trovarci ancora… .

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