giovedì 8 novembre 2018

LA PRIMA VOLTA DI LAURA. (Di Tibet, Ambra e Laura) Epilogo.


A.
La sua figa ormai arrossata è come un frutto succoso davanti ai miei occhi. Lecco il suo miele striato e, con abbondante saliva, rinfresco la sua carne bollente.
Inserisco ancora il fallo e lo estraggo con curata lentezza.
Ora il sangue scende più intensamente formando una piccola chiazza poco sotto il suo corpo. E’ di quel sangue che mi abbevero. Lo raccolgo in punta della lingua mentre discende dalla sua fessura rossa come il corallo e lo ingerisco.
Poi ancora mi riempio la bocca di quello strano sapore.
Raccolgo un’altra goccia ancora e la porto a te.
In un bacio ti regalo un po’ di lei, bevila con me… .

T.
Lei è tua e io starò ai patti.
Ma adesso la voglio… devi darmela! Voglio entrare in lei…
Voglio prima mettermi a cavalcioni su di lei, il cazzo duro fra le sue tette e tenerle le mani in alto sopra la testa… piegarmi sulla sua bocca e bere i suoi gemiti… mordere forte le sue labbra mentre tu la lecchi, mentre con le dita la penetri ancora e ancora. Leccala… preparala nuovamente per essere presa, a forza stavolta… falla godere di nuovo… voglio sentire i suoi ansiti… e i suoi tremiti mentre gode.
Poi… .
So cosa pensi… le tue dita stanno esplorando l’imene non ancora del tutto lacero… vero puttana? Ora il lavoro di fino lo faccio io, finisco di sverginarla, le metto il cazzo dentro fino ai coglioni e la fotto forte… senza tenerezza, con violenza. Sai che le piace il mio cazzo? Non vedi come lo guarda? Lo teme e lo vuole. Vuole sentire la consistenza di un membro di carne fremente. Ora non vuole tenerezza ma vuole forza e violenza.
Dai, prendi il mio posto… siediti sulla sua faccia e strofinale la figa sulla bocca, tienile le mani e io la prenderò alzando le sue gambe sulle mie spalle… la voglio aperta e sanguinante… voglio che provi un cazzo vero. Voglio venirle dentro a questa piccola puttana, riempirla con la mia sborra…
Dammela…
Tienila forte… proverà di nuovo dolore… dobbiamo fare che dal dolore nasca il suo piacere…
Non vorrai che finisca qui il gioco, no?
Dobbiamo insegnarle a godere… a sedurre e ad essere nuovamente sedotta.
So che tu sei una buona maestra in questo…

A.
Sai che questa puttanella è brava a leccare?
La sua lingua lavora nonostante il suo affanno e i tuoi colpi. La sento godere. Ogni tanto si ferma e sospira intensamente. Le dico di gridare, di gridare di nuovo e ancora… le dico che le darò il tuo cazzo in bocca da pulire.
Lo dico anche a te… sborrale dentro e avrà il tuo cazzo da pulire.
I tuoi colpi smuovono entrambe, i tocchi della sua lingua si fanno sempre più improvvisati. Mi scanso dal suo volto e mi soffermo a guardare le sue espressioni di godimento.
Ha la bocca contratta e gli occhi stretti in una intensa smorfia di piacere. Geme tanto, a tratti grida. I suoi capezzoli sono irti e ballano insieme ai suoi seni.
Ne stringo uno, ci gioco, poi con le mani li torturo entrambi.
Mi dice che viene, tante e tante volte da non potersi più contare.
Anche tu vieni intensamente. Vedo la tua sborra colarle fuori dalla figa mentre le dai gli ultimi colpi. Il tuo cazzo gocciolante esce da lei e si smolla sempre più e allora la invito ad alzarsi.
Ora entrambe tra le tue gambe le insegno come ripulirti, le dico cosa fare.
Tiro fuori la lingua e le chiedo di imitarmi. Raccolgo una goccia calda che cade dal glande tumido e la ingerisco… ora lei.
Risalgo la pelle del prepuzio con la mia mano mentre la sua lingua è sotto a raccogliere le ultime gocce che stila.
Continuo sulla sua lingua muovendo su e giù la pelle per svuotarti, ogni tanto deglutisce per ingerire.
Alzo lo sguardo verso te che ci osservi compiaciuto.
“Succhialo ora” le chiedo “prendilo in bocca e succhia. Ripulisci tutto con la lingua, leccalo finché il sapore di salato è del tutto sostituito dal sapore della tua saliva”.
Ci avvicendiamo sul tuo cazzo entrambe, prima lei, poi me.
Sento in bocca la sua saliva mescolarsi alla mia, le sue mani mi spingono la testa ad ingerirlo fino al pelo. E, facilmente, ci riesco vista la mancanza di erezione.
Le prendo le mani e gliele poso sulle palle.
Le massaggia con dolcezza finchè io non mi stacco da te.
Hai lo sguardo estasiato di un porco che ha goduto come non mai.
Mentre ti allontani un attimo da noi, io e Laura ci rilassiamo.
Lei mi abbraccia, io la accarezzo.
Ogni attimo che la osservo la vedo sempre più bella.

In quegli attimi di riposo le chiedo se verrà a trovarci ancora… .

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