venerdì 21 settembre 2018

LA VERGINITÀ, LA DANZA DELL'AMORE.



Oggi come ieri.




La desideravo.
Certo come non desiderare una ragazza così.
Ma pensavo convinto che era una cosa che doveva restare un sogno, una cosa inattuabile.
Figurarsi!
Neppure se avessi potuto l'avrei fatto, mi dicevo!
Cominciare a bere da una fontana che non disseta, che fa aumentare la sete anziché placarla, che prende come una droga, che fa perdere il sonno.
Ma al solito... le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni e la certezza delle mie convinzioni crolla al primo impatto.
Quando la bacio è la mia capitolazione, quando con la lingua forzo leggermente le sue labbra e assaggio la sua bocca... dio! Potrei dare la vita pur di continuare! La fragranza, la plasticità della sua lingua che risponde al bacio!
Le mordo leggermente il labbro inferiore che è carnoso come un frutto, poi nuovamente la sua lingua è nella mia bocca.

Si, mi ero immaginato, sognato, di far l'amore con lei, di cosa e di come lo avrei fatto, della tenerezza, della pazienza che avrei usato, ora nella realtà sono preda della frenesia, frenesia che non è solo mia, che lei condivide.

Raggiungiamo abbracciati il divano e la faccio sdraiare, le prendo il viso fra le due mani e l'accarezzo, le sue gote levigate, il naso, passo le dita sulle sue labbra, la mia bocca corre lungo il suo collo, la bacio dietro l'orecchio... freme!
Le mordo il lobo, con una mano le tengo la nuca, forte fra i capelli lunghi, l'altra mano come mossa da volontà propria si muove verso il suo seno, lo accarezza prima fuori dalla camicia, sente il fulgore, la pienezza delle coppe, poi sbottona e lentamente apre l'indumento, scosta i due lembi.

E lì mi fermo ammirato!
Il reggiseno più che nascondere, evidenzia la rotondità dei seni. Le tolgo la camicia, abbasso le spalline dalle spalle che bacio, abbasso le coppe sotto i seni e mi fermo...
Il respiro affannoso alza e abbassa i due emisferi perfetti, titubante avvicino le mani, ambedue le poso e tasto la consistenza perfetta dei seni, sfioro i capezzoli già inturgiditi, sono rosa chiaro... in contrasto con le areole leggermente più scure, li stringo leggermente fra le dita, lei mugola leggermente come facesse le fusa, poi è la mia bocca che vuole essere protagonista, bacia, succhia, lecca. Con i denti tormento leggermente le fragoline che sono i suoi capezzoli, fino a farle sfuggire un gemito che è insieme di piacere e di dolore.

Mi ha posato le sue mani sulle spalle, con dolce violenza la costringo a portare le braccia sopra la sua testa, allungate e con le mani allacciate fra di loro, così mi offre le sue ascelle, bacio lungamente queste sue intimità e la piega sotto il gomito, passo le braccia sotto la sua vita e la sollevo tirandola a me, le tolgo il reggiseno slacciandolo e abbasso lo zip della sua gonna, è abbandonata e con le braccia alzate sopra la testa sembra la protagonista di un quadro impressionista.
Guardo il suo bel viso, le lunghe ciglia socchiuse attraverso le quali si nota appena lo sguardo torbido d'emozione, le labbra semi dischiuse.
Si inarca e mi aiuta quando le tolgo l'indumento, ora indossa solo delle minuscole mutandine rosa, continuo a tenerla con il braccio attraverso la vita e passo l'altra mano sul suo ventre, è leggermente prominente, la curva dell'amore viene chiamata, passo la bocca sul suo ombelico, lo bacio, con la lingua cerco di penetrarlo, la mano prima la accarezza sopra le mutandine, lentamente con piccoli movimenti circolari raggiunge la sua zona pubica, la tocca e preme, sente la sua risposta.
Passo la mano sotto l'elastico e raggiungo il suo punto del piacere, l'accarezzo, le mie dita percorrono tutta la sua femminilità, ne apprezzo la consistenza, il turgore delle grandi labbra.

Riprendo a baciarla sulla bocca, con forza, quasi preannunciandole la penetrazione, la mano, le dita schiudono le due valve della sua conchiglia, frugano, accarezzano, stimolano, sento il suo piccolo clitoride inturgidito e lo stuzzico.
Un gemito ed un leggero inarcarsi fanno capire del suo orgasmo, lieve, breve.
Le sfilo velocemente le mutandine e l'ammiro, chiude le cosce nascondendosi, ma gliele faccio dischiudere e la guardo, i fianchi non larghi, il pelo leggero chiaro che le incornicia il ventre, i lati a fianco della vagina depilati, le grandi labbra scure, mediterranee, contrastano con l'interno color corallo, mi fanno impazzire la presenza di leggerissimi aloni ambrati all'interno delle cosce in corrispondenza della vulva!
Continuo a toccarla mentre velocemente mi spoglio, le scarpe, la t-shirt e i calzoni unitamente ai boxer e mi vedo con gli occhi di lei.

Un uomo adulto, nudo, eccitato.

Il pene la impaurisce in un primo momento, non ha mai visto il pene di un uomo fatto, qualche toccatina e qualche masturbazione di ragazzi della sua età sono le sue sole esperienze.
Voglio che prenda confidenza e le forzo la mano titubante, lei è curiosa, lo tocca, un primo tocco delicato, d'assaggio, passa la palma sul glande, si meraviglia di trovarlo così liscio, serico e asciutto, ora usa tutte due le mani per accarezzarlo, le mani unite lasciano scorrere fra di loro tutta la lunghezza del pene, poi provano curiose la consistenza dello scroto, lo soppesano.

Ora la sua carezza si fa più decisa, ha afferrato con decisione l'asta, gode di veder scoprire il glande ogni qual volta tira indietro la pelle del prepuzio, nel vedere il rosa della cappella tesa, si... mi sta masturbando piano, la sua mano è lenta e decisa e contrasta, così delicata, con il tronco scuro di carne con le vene in rilievo e innervato.
Anche la mia mano è occupata, ci masturbiamo a vicenda, lentamente, i miei occhi nei suoi occhi, sono felice di sentirla attiva e partecipe.

Basta giocare!
La volontà di ambedue è di continuare, di andare avanti!

Ora la sollevo e con lei che mi passa le braccia intorno al collo raggiungo il letto, ci distendiamo e riprendo a baciarla, le mordo le labbra, l'accarezzo tutta, i glutei..... tondi perfetti, sodi e lisci come marmo, passo la mano fra le natiche forzando il perfetto accostamento fra loro, lei mi cerca con la sua mano, mi ritrova e mi accarezza..... ora stringe, ora passa la mano fra il pelo del ventre... ritorna.
La bacio tutta nel mio percorso verso il suo pube, le spalle..... i seni, mordo i capezzoli induriti, le bacio la pieghetta sotto le mammelle, lo stomaco, la pancia, lecco il suo pelo, le apro le cosce e finalmente la mia bocca la conosce!
La bacio prima leggermente, voglio godere del suo afrore, del sapore della sua rugiada, la annuso, le passo il viso tutto sulla vagina, voglio essere impregnato del suo odore, che mi prende..... che mi fa perdere ogni riferimento con il mondo reale!

La mia lingua trova quello che stava cercando e comincia la danza, ora lo struscia, ora morde leggermente, lo titilla ora piano e poi con forza, le labbra lo succhiano e lo tirano.

Si stiamo danzando!

La mia lingua, la mia bocca e il tuo clitoride!

Qualcosa che prende il ritmo di una danza che solo loro sanno ballare!

Sei inarcata!
Tesa come una corda di violino e fremi, vibri, gemi lievemente, scuoti la testa.
Fra le tue gambe, ti accarezzo, ora i seni che stringo, ora le natiche, ora la tua femminilità, un dito curioso ti prova, trova il tuo imene intatto, ti studia.

Tu allarghi ancora di più le tue gambe.

Ora sei in preda all'orgasmo, il tuo corpo si inarca, il respiro ti esce a singulti, dimeni la testa ora a destra ora a sinistra, l'orgasmo è lungo e profondo, sgroppi e cerchi di togliere il tuo punto di piacere che ora è immensamente sensibile, alla mia lingua.
Si, tolgo la bocca e la porto più sotto e bagno, bagno con la saliva l'ingresso al tuo pertugio d'amore!
Mi sistemo fra le tue gambe, ti tiro a me, ti abbraccio forte, ventre contro ventre, le tue gambe ai lati delle mie, ti tengo forte, la mano ti cerca, sistemo il pene che ora è appoggiato alla tua conchiglia in attesa, tu collabori, muovi leggermente il bacino.

Appoggio la bocca al tuo orecchio...
-Ora ti farò male, sarà un attimo, se vuoi mordimi, dove vuoi, le labbra, le spalle, mordimi forte da farmi sanguinare, da farmi soffrire assieme a te!-

Spingo e contemporaneamente la stringo e sento la sua membrana lacerarsi, sfrangiarsi e il suo gemito di dolore, tenta di fuggire ma la mia stretta glielo impedisce!
Mi fermo e aspetto, aspetto che si abitui, che lei si adatti al mio pene che la penetra.
Ha le braccia abbandonate ai lati della testa, gli occhi chiusi, è inanimata, le accarezzo con il pollice il clitoride e scatta, mentre continuo a penetrarla e pian piano sento una risposta, un suo movimento inteso a farsi penetrare con maggior profondità, con maggior forza. Continuo a lungo, ora dolcemente, ora con più forza!

Poi... per me è il capolinea!
Sento salire il piacere e ne vengo investito, divento un nulla in preda al vento di un uragano e sento i miei schizzi uscire con forza e riversarsi dentro di lei.

Poi è tenerezza!
La bacio, grato di avermi donato se stessa.
La sua prima volta!
Torno dal bagno con una salvietta bagnata e la pulisco fra le gambe come fosse una bambina da accudire. Il suo sangue colora il mio seme e si riversa sulle cosce.

E serena, allegra, felice!
Beviamo e mangiamo qualcosa, niente stimola l'appetito come l'attività sessuale, poi mi guarda con lo sguardo un pò beffardo.

-Ricominciamo?-

T.

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