domenica 8 aprile 2018

IL CACCIATORE DI FANTASMI. LA CASA DELL'IMPICCATO. 7° Ep. FINE!


Per trovare il cimitero adatto ci mettiamo due giorni. Deve avere tutte le caratteristiche giuste: fuori mano dal paese vicino, lontano da case e strade, buio e con tratti di terreno libero da tombe con foglie morte o rami da mettere sulla fossa che scaveremo per nascondere la terra fresca.
Prima di accingerci alla spedizione passiamo a casa sua, Per prendere il minimo necessario, afferma lei. Non può usare in eterno il mio spazzolino da denti dice, che… rileva… è anche da cambiare. Perfezionista. Casa sua non mi dispiace, non ha nulla dell’arredamento della casa del fantasma, quando le chiedo il perché… sbuffa! Glielo ha arredato mammà e non può farle uno sgarbo cambiando tutto o almeno non ora. Penso che sua madre sia una gran donna, le chiedo se è ancora scopabile. S’incazza! Quindi partiamo, con un’ampia provvista di tampax. Per lei…
Veramente… non sono molte le ore che dedichiamo alla ricerca, perché tante sono le tentazioni che subiamo. Una bella locanda dove mangiare. Un tratto di strada adatto a… guido io e blocco improvvisamente la macchina, scendo raggiungo il lato dove siede lei, la tiro fuori a forza, la costringo a chinarsi con le braccia sul sedile, le tiro i jeans alle caviglie, le sposto gli slip e la scopo con tutta la mia forza! Perché? Perché è da quando che siamo saliti in macchina che continua a giocare, a tormentarmi! Mi masturba, me lo prende in bocca! Insomma anche la pazienza ha un limite! Ripartiamo e ora vuole la mia mano fra le cosce. La sera ci trova lontani da dove siamo partiti e decidiamo di dormire fuori. Dovremo usare il tuo spazzolino da denti, dico.
Cenetta rustica e poi in camera. Dice… sentitela! Non dormirò tutta notte! Non sono abituata a dormire fuori casa! Invece? Dopo un po’ di giochini di suo gradimento? Cade in un sonno comatoso, rannicchiata in posizione fetale. Seguo per un po’ il suo respiro rumoroso poi la raggiungo nel sonno.
Vi annoio? Ok… vado più in fretta. Alla fine troviamo il cimitero adatto. E’ in collina fra gli alberi di una foresta. Isolato? No… isolatissimo. Lo ispezioniamo, vecchie lapidi in pietra con su nomi strani. Scrittura gotica. Unica costruzione una vecchia cappella di costruzione medievale. Perfetta!
Decido…
-Facciamo sera e torniamo a vedere con il buio… mi sembra idoneo!- Rabbrividisce ma non protesta, ormai è una cacciatrice di fantasmi pure lei. Va bè… un’apprendista.
Ci torniamo di notte e mi prende la mano mentre c’inoltriamo nel cimitero. E’ una notte abbastanza chiara per via della luna che però viene a tratti oscurata dalle nuvole. Ad un tratto il verso di un uccello notturno rompe la pace della notte! E sentiamo lo svolazzare delle sue ali mentre si allontana disturbato. Lei mi si stringe addosso impaurita.
-Che… che cosa era…?-
-Un gufo o una civetta…-
-Diooo… che paura…!-
-E’ perfetto… torneremo domani notte… ora andiamo in macchina a prendere il plaid…-
-Il plaid…? Intendi la coperta?-
-Si… la stendo su una tomba e ti ci scopo...-
Lei sottovoce…
-Ma sei pazzo? Su una tomba…? Facciamolo in macchina…-
-Non vuoi provare? E’ una sensazione unica! Lo facciamo… nudi…-
Va bene, ammetto che all'inizio devo tirarla, spogliarla, costringerla a stendersi sul marmo della tomba più grande, ma poi? Devo tenerle la mano sulla bocca per evitare che disturbi tutti gli animali notturni dei dintorni con i suoi gemiti di piacere prolungati. Io ho tutte le ginocchia sbucciate dal contatto con la pietra ruvida della tomba, lei no.
Poi… in macchina mentre raggiungiamo l’alberghetto dove dormiremo, m’abbraccia…
-Dio…! Che sensazione! Che strano piacere ma così forte che ti prende il cervello…! Lo rifaremo…?-
-Domani mattina torniamo a casa. Pomeriggio recuperiamo mummia, ossa e polvere e di notte portiamo tutto qui. Dobbiamo ricordarci di piccone e badili. Domani notte abbiamo da lavorare.-
-Ma… finito il lavoro?-
-Vedremo… senti… finito tutto chiami la ditta che ha fatto la ristrutturazione e fai chiudere il buco e… non dire nulla alla tua amica! Non credo che le piacerebbe sapere cosa aveva in casa.-
Dorme con la testa appoggiata alla mia spalla. Dovrò ripeterle tutto domani mattina.
Tutto come da programma. Ci rivestiamo da lavoratori e mettiamo mummia, ossa e polvere d’ossa in sacchi neri da rifiuti. Nella serata ci mettiamo in viaggio e raggiungiamo il nostro cimitero. E’ oltre mezzanotte e la luna piena illumina il luogo. Porto piccone, badili e i sacchi, lei prende il plaid.
-Che fai? Perché il plaid?-
-Per dopo…-
Il lavoro è più agevole del previsto, il terreno è cedevole e dopo aver tolto le zolle erbose che intendo rimettere a lavoro compiuto, scavo celermente una buca abbastanza ampia da contenere tutto. Ricopro. Porto gli attrezzi alla macchina. Lei aspetta…
Si spoglia. Sistema il plaid sopra la pietra tombale, s’inginocchia e posa la testa, il suo culo… beh… il suo culo riflette la luce lunare. La situazione ricorda antichi riti. Di druidi e vestali. Impossibile non cedere a quest’attrazione! Mi spoglio, la raggiungo e così… in piedi, flettendo le ginocchia la prendo. Un gemito ci unisce mentre inizio a penetrarla con forza. I suoi gemiti continuano mentre la prendo con violenza mentre i versi che escono da me sono dei ringhii da licantropo… e quando godo emetto un lungo ululato che trova eco nell'ambiente circostante. Stavolta è lei ad avere le ginocchia sbucciate.
Torniamo a casa. Lei appoggiata a me.
-Ecco… il cerchio si chiude. Hai osservato i nomi sulla lapide?-
-No certo… ero presa d’altro…-
M’accarezza… lì.
-Era la tomba dei figli del fantasma, si… del notaio pazzo. Una tomba di famiglia, ho riconosciuto i nomi che erano riportati sui fogli, lui… ora per una coincidenza già scritta dal destino è sepolto vicino ai suoi figli, non è magnifico?-
-Diooo! Se amo questo lavoro! Sono contenta di averti socio… perché siamo soci, vero?-
-E il tuo impegno d’architetto?-
-Lo tengo… non sia mai che mi lasci. Mi specializzo in ristrutturazioni di vecchie dimore, così magari c’imbattiamo in qualche altro fantasma. A proposito… quando mi porti a conoscere il tuo?-
-Non so se ti porto… non sono certo che mi piace farti scopare da lui…-

-Si che mi porti e mi fai scopare… sei porco, eccome sei porco!-
Nei giorni seguenti verifichiamo che veramente il fantasma sia svanito. Lo facciamo con molta accuratezza. Rimettiamo in voga il gioco con la bottiglia di Coca Cola. Mi chiedo sempre dell’elasticità della vagina, è una cosa incredibile cosa possa ricevere dentro e poi tornare elasticamente stretta.
Torna la sua amica e le consegniamo la casa pulita, priva di presenze strane.
Lei… una bella brunetta chiede…
-Siamo sicuri…?-
-Certo…-
Chiede…
-Non potremmo provare…? Per sicurezza?-
Ammicca e mi guarda…
Io provo speranzoso…
-Lo facciamo? Una cosa a tre…-
-Non ti azzardare, sai? Tu sei mio…! Mio! Ma guarda che porco! Ti levo gli occhi con le unghie!-
Rivolta all'amica…
-No, cara… mia riserva personale di caccia… spiacente…-
L’amica alza le spalle e telefona. Trova subito uno disponibile.
Peccato.
Pochi giorni dopo, dietro sua insistente richiesta, andiamo nella mia vecchia casa di famiglia, è incuriosita dal mio fantasma. Ma questa è un’altra storia.

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