La
lasciano sul pavimento come una cagna legata alla catena.
Passano
delle ore, ha sentito partire diverse macchine.
Ha
il terrore di essere stata abbandonata in questa casa maledetta.
Se
è così chi mai la ritroverà?
Poi
un periodo di tempo indefinito vive questi attimi come se li
osservasse da fuori se stessa, ha freddo.. tanto. Sa.. che ha sentito
il bisogno impellente di orinare, ha percepito il liquido caldo
scivolarle lungo le cosce..
Con
sollievo sente qualcuno entrare nella stanza.
La
consapevolezza di non essere stata abbandonata la fa felice.
E’
M.
Si
sente liberare, lui che la prende in braccio e la porta in un bagno
caldo e la immerge in una vasca idromassaggio, che la raggiunge e con
gesti pieni di attenzione le lava i capelli che ha impregnati di
sperma ormai rinsecchita.
Ora
la solleva nuovamente, la copre con un telo da bagno caldo e da una
coperta e la porta su di un letto.
Mentre
le accarezza le labbra con le dita dice..
-Non
volermene.. ti ho dato quello che avevi bisogno, ho esaudito un tuo
desiderio nascosto, mai manifestato. Volevano usarti ancora, sai? E
poi ucciderti.. seppellirti qui vicino. Ma io ti ho difeso.. non ho
controllato che non eccedessero? Io.. dottoressa.. ti ho fatto da
angelo custode, il tuo..-
-Devo
tornare a casa.. mio marito..-
-Ho
preso il tuo cellulare, ho fatto un SMS che sei trattenuta fino a
domani, toccherà a te trovare una scusa accettabile, che rapporto
hai con la menzogna.. dottoressa? Sai dire le bugie? Se non le sai
dire è ora di imparare, impara da me che sono un maestro
dell’inganno..-
Lei
non riesce ad odiarlo, ha il corpo martoriato, ha dolori
dappertutto.. eppure non riesce a volergliene. Sa che ha ragione..
nel suo subconscio voleva questo, voleva dolore e piacere, paura ed
eccitazione, voleva molti uomini che la usassero in un gioco estremo.
Ora
lui la scopre.. lei è nuda e lui la esamina. Passa le dita sui segni
che diventeranno lividi di lì a poco..
Esclama..
-Ti
hanno quasi staccato un capezzolo a morsi quelle bestie..-
Continua..
le apre le gambe ed esamina la vagina gonfia e arrossata, ci passa le
dita.. arriva al suo fiore fra le natiche e lei non riesce a
trattenere un gemito di dolore.
La
sua bocca raggiunge il capezzolo ferito e lo bacia..
-Non
guardarmi dottoressa.. non guardarmi mai negli occhi. Non voglio che
tu veda cosa ho dentro di me stesso..-
Lei
si sente baciare e poi leccare, si sente aprire e bagnare con la
saliva, con sorpresa si sente eccitata..
Lui
le apre le gambe e le si stende sopra senza pesarle addosso e con
dolcezza ma determinato la penetra..
-Ora
dottoressa.. ti farò l’amore..-
E
lei si abbandona.. è un piacere diverso ora. Lui ha la bocca sopra
la sua e lei beve il suo respiro, la bacia.. le succhia la lingua e
le labbra e lei sente inondarsi di godimento..
L’orgasmo
la sorprende da tanto è rapido e forte.. si sente emettere dei
singulti e dei gemiti mentre lui continua nella sua penetrazione, lei
si sente sciogliere.. e gli orgasmi sono continui fino a che lui non
la riempie con il suo sperma.
Poi..
passato il momento della frenesia.. lui passa a baciare ogni segno di
dolore nel suo corpo, prende una pomata analgesica e gliela spalma
sui punti dolenti.
-Hai
fame dottoressa..?-
-No..
vorrei dormire.. ma tu non lasciarmi da sola, ho paura..-
-Resterò
con te.. ora ti porto qualcosa che ti aiuterà a sopportare il
dolore..-
-Perché..?
Perché tutto questo?-
-Perché
sei mia.. ti userò ancora. Questo lo sai, vero? Non ti ho promesso
di farti scendere all’inferno?-
Lei
sente la sua presenza mentre dorme. Il pensiero di averlo accanto la
conforta, inaspettatamente le da sicurezza.
La
mattina al risveglio lui la prende ancora, poi la riveste come fosse
una bambina e la lascia andare.
E’
una magnifica giornata di sole.
Lei
è contenta di essere viva..
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