giovedì 13 settembre 2018

AFFETTIVITÀ PREDATORIA - IL SIG. M. - IL RITORNO.

La lasciano sul pavimento come una cagna legata alla catena.
Passano delle ore, ha sentito partire diverse macchine.
Ha il terrore di essere stata abbandonata in questa casa maledetta.

Se è così chi mai la ritroverà?

Poi un periodo di tempo indefinito vive questi attimi come se li osservasse da fuori se stessa, ha freddo.. tanto. Sa.. che ha sentito il bisogno impellente di orinare, ha percepito il liquido caldo scivolarle lungo le cosce..
Con sollievo sente qualcuno entrare nella stanza.
La consapevolezza di non essere stata abbandonata la fa felice.
E’ M.
Si sente liberare, lui che la prende in braccio e la porta in un bagno caldo e la immerge in una vasca idromassaggio, che la raggiunge e con gesti pieni di attenzione le lava i capelli che ha impregnati di sperma ormai rinsecchita.
Ora la solleva nuovamente, la copre con un telo da bagno caldo e da una coperta e la porta su di un letto.
Mentre le accarezza le labbra con le dita dice..
-Non volermene.. ti ho dato quello che avevi bisogno, ho esaudito un tuo desiderio nascosto, mai manifestato. Volevano usarti ancora, sai? E poi ucciderti.. seppellirti qui vicino. Ma io ti ho difeso.. non ho controllato che non eccedessero? Io.. dottoressa.. ti ho fatto da angelo custode, il tuo..-
-Devo tornare a casa.. mio marito..-
-Ho preso il tuo cellulare, ho fatto un SMS che sei trattenuta fino a domani, toccherà a te trovare una scusa accettabile, che rapporto hai con la menzogna.. dottoressa? Sai dire le bugie? Se non le sai dire è ora di imparare, impara da me che sono un maestro dell’inganno..-
Lei non riesce ad odiarlo, ha il corpo martoriato, ha dolori dappertutto.. eppure non riesce a volergliene. Sa che ha ragione.. nel suo subconscio voleva questo, voleva dolore e piacere, paura ed eccitazione, voleva molti uomini che la usassero in un gioco estremo.
Ora lui la scopre.. lei è nuda e lui la esamina. Passa le dita sui segni che diventeranno lividi di lì a poco..
Esclama..
-Ti hanno quasi staccato un capezzolo a morsi quelle bestie..-
Continua.. le apre le gambe ed esamina la vagina gonfia e arrossata, ci passa le dita.. arriva al suo fiore fra le natiche e lei non riesce a trattenere un gemito di dolore.
La sua bocca raggiunge il capezzolo ferito e lo bacia..
-Non guardarmi dottoressa.. non guardarmi mai negli occhi. Non voglio che tu veda cosa ho dentro di me stesso..-
Lei si sente baciare e poi leccare, si sente aprire e bagnare con la saliva, con sorpresa si sente eccitata..
Lui le apre le gambe e le si stende sopra senza pesarle addosso e con dolcezza ma determinato la penetra..
-Ora dottoressa.. ti farò l’amore..-
E lei si abbandona.. è un piacere diverso ora. Lui ha la bocca sopra la sua e lei beve il suo respiro, la bacia.. le succhia la lingua e le labbra e lei sente inondarsi di godimento..
L’orgasmo la sorprende da tanto è rapido e forte.. si sente emettere dei singulti e dei gemiti mentre lui continua nella sua penetrazione, lei si sente sciogliere.. e gli orgasmi sono continui fino a che lui non la riempie con il suo sperma.
Poi.. passato il momento della frenesia.. lui passa a baciare ogni segno di dolore nel suo corpo, prende una pomata analgesica e gliela spalma sui punti dolenti.
-Hai fame dottoressa..?-
-No.. vorrei dormire.. ma tu non lasciarmi da sola, ho paura..-
-Resterò con te.. ora ti porto qualcosa che ti aiuterà a sopportare il dolore..-
-Perché..? Perché tutto questo?-
-Perché sei mia.. ti userò ancora. Questo lo sai, vero? Non ti ho promesso di farti scendere all’inferno?-
Lei sente la sua presenza mentre dorme. Il pensiero di averlo accanto la conforta, inaspettatamente le da sicurezza.
La mattina al risveglio lui la prende ancora, poi la riveste come fosse una bambina e la lascia andare.

E’ una magnifica giornata di sole.
Lei è contenta di essere viva..





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