Il Sig. M. e la
dottoressa -
-Pronto..-
-L’ho fatto.. ho fatto
come volevi.. bastardo..-
-E hai goduto.. no? Non
è stato tutto come ho detto io?-
-Si.. ho goduto..
tantissimo.. pensavo a cosa mi fai diventare.. mi stravolgi..-
-Diventare? Io.. quelle
come te le sento a fiuto.. tu sei già puttana! Io ti sveglio solo
dal tuo torpore!-
-Ho bisogno di te..
quando ci rivediamo?-
-Presto.. –
Passano i giorni, una
settimana.. dieci giorni.
La dottoressa ogni
giorno chiede..
-Paola? Ha telefonato il
sig. M. per prenotare l’incontro?-
-No dottoressa..-
La sua inquietudine la
disturba. Mai avrebbe immaginato di diventare succube di un uomo, si
chiede cosa prova e non sa darsi una risposta, ha dentro di se un
pensiero alieno e non è in grado di eliminarlo.
Più volte si umilia a
chiamarlo. Mentre compone il numero pensa a cosa dire.. cosa
chiedere, ma trova sempre il vuoto. Lui ha staccato il cellulare.
Infine.. un giorno..
-Dottoressa.. una e-mail
del Sig. M.-
"Gentile
Dottoressa, ho necessità del suo aiuto professionale. Devo
sottopormi gioco-forza ad un consulto medico-psichiatrico, Lei come
mio medico curante deve essere presente. So di poter contare su di
Lei.."
..poi i dettagli..
"Il luogo del
consulto è una casa privata, la prego di non formalizzarsi.
L'attenderò all’uscita dell’autostrada e da li con le rispettive
macchine procederemo verso la località.
Usi un abbigliamento
professionale, le dispiace? Tailleur scuro e porti camice e..
occhiali, si.. prego.. è opportuno che si tolga le lenti a contatto,
gli occhiali le danno un atteggiamento più dottorale.
La mia vettura è una
Mercedes nera ci troviamo il giorno 14 alle 17, all’uscita di..
Con tutta la mia
considerazione.
M."
Un consulto? A che
scopo? Non dovrebbe saperne di più sulle ragioni che lo hanno reso
opportuno o necessario? E come fa a sapere delle lenti a contatto?
Uomo odioso..
Chiede per mail.. lo
chiama al cellulare, nulla.
Il giorno arriva e lei
fa in modo di trovarsi pronta all'appuntamento, ha con se la
cartella che lo riguarda e non molto altro, che potrà dire di lui?
Di un uomo che l’ha scopata alla seconda seduta? Lei ha perso ogni
considerazione di se stessa.
Eccolo.. scende e si
avvicina.
-Grazie di essere
venuta.. seguimi..-
Lasciano l’autostrada,
dopo alcuni chilometri lui si ferma a lato, il luogo è appartato.
Sale sulla sua macchina.
-Voglio ringraziarti..-
-E perché? E’ mio
dovere essere qui.. e mi paghi.-
La sua mano la cerca fra
le cosce.. fruga.. e lei pur tenendogli il polso non può impedirgli
di arrivarle alla figa. La strofina.. si bagna le dita e poi arriva
al clitoride, glielo strizza forte causandole un fremito..
-Abbandonati… lasciati
fare, voglio farti godere prima.. voglio farti bagnare.. voglio
sentirti urlare dal piacere..-
Non ci mette davvero
molto a farla arrivare all’orgasmo, lui ha questa particolare
capacità, riesce ad esasperare la sua libidine, non ha difese.
Le prende la mano e se
la porta sul cazzo..
-Sentilo.. ti è mancato
vero? Ogni giorno e ogni notte lo hai desiderato.. lo vuoi puttana?
Lo vuoi qui?-
-Si.. porco che sei.. lo
voglio.. qui.. ora..-
-Succhialo.. prendimelo
in bocca..-
E mentre lei lo fa le
prende la testa e la guida, la tira verso il suo ventre.. la
costringe a prenderlo fino in gola fino a provocarle conati di
vomito..
Lui la fa giocare per un
po’.. poi la stacca.
-Ti voglio scopare qui..
sulla strada.. come una troia della circonvallazione..-
Scende e la invita a
mettersi in ginocchio sul sedile, il culo in bella mostra verso di
lui, le alza la gonna e le sposta gli slip, apre la patta e lo tira
fuori..
-Dove lo vuoi.. puttana?
In figa? O nel culo? Uhmm.. facciamo il culo..? Voglio essere il
primo.. oggi..-
Prima lo bagna sullo
spacco della vagina e poi lo punta, lo tiene con la mano mentre
spinge.. lei è stretta lì.. ha sempre avuto problemi a farsi
inculare specialmente da cazzi grossi, è una vita che non ne prende
più.. gli uomini sono pigri e non vogliono lavorarglielo a lungo e
entrano subito in figa.
Nonostante il dolore che
prova lei lo vuole, sa che godrà, che il dolore sarà una componente
del suo piacere, sa che si sentirà una puttana a farsi scopare così
sulla strada come una prostituta.
Spinge.. spinge.. lei
sente il glande superare l’anello dello sfintere, lo sente entrare,
allargarla.. romperla, lui ritira e rimette più volte fino a che il
buco si allarga, si adatta. Ora lo spinge a fondo. Dentro fino al
pelo, fino a sbattere con il ventre contro le sue natiche.
Ora i movimenti
diventano più veloci e profondi, la tiene per i capelli e le urla di
godere, di fare in fretta che sono attesi. Sbatte forte contro lei,
gode dei suoi gemiti di dolore e delle grida dell’orgasmo. Non le
tocca altro, le mani a tenerla forte per i fianchi, non le tocca il
clito.. eppure lei gode. Un piacere diverso, più perverso,
animalesco, raggiunge il climax quando lui con delle urla si vuota in
lei, le riempie l’intestino.
Poi le fa fretta.. sono
in ritardo. Si asciuga il cazzo bagnato di sborra sulla sua gonna e
risale sulla sua auto.
Ancora pochi chilometri
e si ferma davanti ad una villa. La fa scendere, le dice di mettersi
già il camice. Lei esegue. Ora è di nuovo professionale, non la
puttana di poco prima ma la dottoressa molto considerata
nell’ambiente medico.
Entrano.. lui la guida,
apre la porta e la fa entrare, la precede e la porta in una grande
stanza arredata lussuosamente, alcuni uomini in camice seduti dietro
ad un tavolo in attesa.
Mostrano deferenza.
Lui la presenta.
-La dottoressa... mio
medico curante.-
Poi la porta verso gli
uomini, sono cinque.. tutti sui cinquanta, lei non li conosce. Uno è
alto.. imponente, di colore.
-Dottoressa.. i
professori.. –
I nomi le sfuggono
mentre lui li elenca, non ne riconosce uno. Possibile? Nel suo
ambiente? C’è qualcosa di strano in tutto questo.
-Possiamo iniziare..
prego si accomodi dottoressa..-
Le indicano una poltrona
in mezzo alla stanza.
-Ci dica.. dottoressa..
ci racconti..-
Lei? Forse intendono che
deve parlare del suo paziente? Il suo disturbo? Della sua diagnosi?
Inizia a farlo ma viene
interrotta..
-No.. ci dica di lei..
di questa sua voglia di fare la puttana.. il bisogno che prova di
essere troia..-
Non è possibile! E’
lei l’osservata? L’oggetto del consulto?
Guarda il Sig. M che ora
le sorride serafico.
Bastardo! Porco!
Depravato! Figlio di puttana!
-Diglielo.. di loro
tutto.. sono amici.. -
Lei si alza, vuole
lasciare la stanza ed andarsene ma lui le preclude la fuga portandosi
alla porta.
-Stai tranquilla.. non
li vuoi conoscere bene i miei amici? Sai.. non sono dei veri
professori ma se ne intendono di matti, hanno tutti una più o meno
lunga permanenza in manicomi criminali per reati sessuali, rilassati
dottoressa.. sarà un lungo e proficuo pomeriggio..-
Gli uomini si alzano in
piedi.. aprono i bottoni del camice e tirano fuori il cazzo, sono
nudi sotto.
E lei capisce in che
mani è capitata, ma la colpa è sua.. sua.. perché non ha saputo
individuare il pericolo, ora ha paura, una paura folle, ma
stranamente proprio nel fondo, nel sommerso di lei stessa sente
muoversi qualcosa.. la libidine!
Poi.. le sembra di
vivere il seguito del tempo in un mondo di nebbia, si vede in
ginocchio con un cazzo in bocca e altri due nelle mani. Sa che ha
voglia di esagerazioni e che lui.. il porco, le sta dando quello che
lei desidera nel suo subconscio. Vuole essere usata, presa,
violentata, scopata e inculata, vuol essere riempita di sperma.
Ora la prendono a turno,
uno dopo l’altro mentre lui.. M. dirige il tutto come un direttore
di orchestra, ora fa intervenire uno, ora l’altro.
Usa il nero come
solista..
-Ora questo ti sfonderà
il culo.. lui incula solo! Guarda quanto è grosso.. è enorme vero?
Pensa a chi ha inculato questo animale nero.. le vuole giovani,
ragazze adolescenti. Non ti eccita sapere che tra poco ti sfonderà?
Ringrazia che io te l’ho già un pò aperto, non ricordi? Ti ho
usato una cortesia.. devi essermi grata.. puttana..-
Sente il cazzo enorme
avvicinarsi e mentre la tengono ferma lo sente sfondare il suo buco,
si sente lacerare. Lo sente dentro come un ferro incandescente.. e
inizia a godere. Gli altri la lasciano, non serve più trattenerla a
forza, chi le da il cazzo in bocca, chi glielo passa sul corpo, è
già inondata del loro sperma, corpo, viso, capelli..
Gli uomini sono esausti.
Si abbandonano sulle poltrone precedentemente occupate, devono
riprendere le forze.
Il Sig. M.
-Ora tocca a me.. io
voglio scopare fighe piene di sborra, allargate da altri cazzi,
voglio sempre essere l’ultimo..-
Lei in un moto di
ribellione lo insulta.
-Porco.. porco.. pazzo
depravato! Fa che io esca da qui e ti faccio rinchiudere.. sei
pericoloso. Sei un animale..-
-Zitta.. zitta.. devi
essermi grata sai? Ora hai il modo di vivere tutte le ossessioni
sessuali.. le deviazioni.. le conoscerai di persona.. avrai una
esperienza gratificante..-
La prende e la alza..
prende da un mobile un oggetto.
Sono delle manette
ricoperte da pelliccia.. gliele rinchiude ai polsi, la trascina con
se al centro della stanza.
Ora lei vede sul
soffitto un gancio.. un gancio appeso ad una catena che lui fa
abbassare..
-No.. no.. questo no! Ti
prego.. non farmelo! Ho paura ad essere legata così.. faccio
qualsiasi cosa ma non questo!-
Lui non l’ascolta,
passa il gancio alle manette e tira a rialzare la catena. La tira e
lei si sente sollevare verso l’alto, è tutta distesa ormai..
inarcata, i suoi piedi toccano appena il pavimento con le punta delle
dita..
-Puttana.. ora proverai
dolore, dolore e piacere! Ti voglio sentire piangere e pregare!
Pregami.. pregami.. scongiurami di lasciarti libera..-
Lei ora è
terrorizzata..
-Non ti pregherò mai..
animale.. tu non sei un uomo ma una belva..-
Lui ora ha in mano un
frustino.. lo prova contro il palmo dell’altra mano e poi la
colpisce.. forte.. sui glutei. Ora il frustino sibila e schiocca
contro quelle carni tenere!
-Questo è l’antipasto..
puttana.. goditelo perché dopo soffrirai parecchio.-
Ora è il seno ad essere
colpito, i colpi cadono proprio sui capezzoli e lei sente delle fitte
atroci di dolore.
-Pregami… pregami..
puttana..-
-No.. mai.. mai..-
Lui chiama gli uomini,
li fa avvicinare. Lascia a loro il compito di colpirla.. meno uno che
rilascia appena la catena, la rilascia quel tanto che permetta a lui
di prenderla sotto le cosce.. allargargliele e penetrarla, lui in
piedi e il suo cazzo dentro di lei a fondo.
-Colpitela… forte…
sulla schiena. Forte ho detto deve urlare la troia..!-
Gode nel sentire la sua
figa stringersi sotto i colpi di frusta. Le tiene le mani sotto le
cosce e la alza quel tanto per uscire ed entrare. Gode delle sue urla
di dolore.
-Pregami.. chiedi
pietà.. fallo troia..-
E’ appena un lamento
che esce dalla sua bocca.
-No.. mai..-
Le contrazioni della
vagina lo fanno godere e la riempie anche della sua sborra.
Ora è di nuovo
sollevata fino a toccare terra appena, e ricomincia il tormento. Gli
uomini hanno ripreso forza.. usano diversi strumenti. Tenaglie per i
capezzoli. Un divaricatore ginecologico per aprirle figa e culo.
Spengono le sigarette sul suo corpo.
Ripetutamente la fanno
abbassare, la mettono a pecora sul pavimento e la prendono. Ancora
figa e culo.. la riempiono e la ritirano su.
Ma lei non cede.. mai
avrebbe creduto e poi ammesso lo strano rapporto che prova con il
dolore. Ora capisce pienamente il bisogno e la ricerca di alcuni suoi
pazienti di prove atroci, vede lo stretto legame con la libidine.
Ed è strano.. odia il
suo aguzzino e lo desidera.
La lasciano sul
pavimento come una cagna legata alla catena.
Passano delle ore, ha
sentito partire diverse macchine.
Ha il terrore di essere
stata abbandonata in questa casa maledetta.
Se è così chi mai la
ritroverà?
P.S.:
Gli indicatori di una
dipendenza sessuale… sono:
(Risponde il sig. M.)
frequentare prostitute;
SI
utilizzare la
pornografia; SI
utilizzare Internet per
ottenere materiale pornografico, per conversazioni a sfondo erotico o
per cercare persone con le quali avere incontri sessuali dal vivo; SI
fare telefonate
erotiche; SI
andare in locali
erotici; SI
sentire il desiderio di
avere un rapporto sessuale più volte al giorno; SI
masturbarsi
costantemente; SI
tradire regolarmente il
proprio partner; SI
frequentare più partner
sessuali nello stesso periodo di tempo oppure passare in breve tempo
da una relazione ad un’altra; SI
pensare costantemente a
come poter avere rapporti sessuali o fantasticare su quelli che si
sono avuti; SI
utilizzare la seduzione
per guadagnare potere sugli altri; SIIIII..
avere rapporti sessuali
con partner anonimi, avere relazioni di una sola notte, SI
partecipare a sesso di
gruppo; SI
cercare il modo di
guardare le persone mentre hanno rapporti sessuali (voyeurismo); SI
cercare l’eccitazione
attraverso l’esposizione del proprio corpo (esibizionismo); SI
fare proposte o gesti
sessuali inappropriati, toccare o carezzare gli altri senza il loro
permesso, a volte senza che se ne accorgono (frotteurismo); SI
utilizzare storie,
barzellette o linguaggio esplicitamente sessuali in luoghi e tempi
inappropriati; SI
avvalersi di una
posizione di potere per poter avere delle relazioni sessuali; SI
focalizzarsi
principalmente sull’attività sessuale con ogni persona, incluso il
coniuge o il partner; SI
ricevere o causare
ferite fisiche o dolore durante l’attività sessuale al fine di
intensificare il piacere. SI

Nessun commento:
Posta un commento